L'agenda del viaggio di Papa Francesco in Terra Santa

Tre Stati visitati, tre Messe e quattordici discorsi: tutto in appena 72 ore. Il pellegrinaggio del pontefice si preannuncia come un vero e proprio tour de force

– Credits: Ansa

Tre Stati visitati, tre Messe e quattordici discorsi: tutto in appena 72 ore. Il pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa si preannuncia come un vero e proprio tour de force. Saranno tre giorni in tutto, come fece Paolo VI nel gennaio del 1964. Ma Bergoglio non rinuncerà a toccare tutti i luoghi più significativi della vita di Gesù senza dimenticare alcune tappe simboliche per musulmani ed ebrei. Il momento centrale del pellegrinaggio sarà l’abbraccio con il patriarca ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo I, presso la Basilica del Santo Sepolcro, in ricordo dell’analogo gesto compiuto da Paolo VI e il patriarca Atenagora, 50 anni fa. E per la prima volta nella storia con il pontefice viaggeranno anche un rabbino ebreo, Abraham Skorka, e un imam musulmano Omar Abboud, due amici argentini di vecchia data del pontefice.

Il Papa partirà da Fiumicino alle 8.15 di sabato 24 maggio con un Airbus A320 dell’Alitalia e giungerà in Giordania, dove ad attenderlo ci saranno il re Abd Allah II e la regina Rania. Dopo l’incontro con le autorità, il pontefice si sposterà all’International Stadium di Amman, dove celebrerà la Messa: sono attese almeno 30 mila persone e tra loro anche tanti rifugiati dalla Siria, dalla Palestina, dall’Iraq. Il Papa darà la prima comunione a 1400 bambini. Terminata la cerimonia visiterà il luogo del Battesimo di Gesù sul fiume Giordano. Subito dopo ci sarà un momento che si preannuncia molto commovente: il pontefice avrà un incontro con i rifugiati e con un gruppo di disabili. Quindi passerà la notte presso la nunziatura apostolica di Amman.

Il mattino di domenica 25 maggio raggiungerà in elicottero Betlemme, dove sarà ricevuto da presidente dello Stato di Palestina, Mahmud Abbas. Quindi si trasferirà su una jeep scoperta alla piazza della mangiatoia di Betlemme, dove celebrerà la Messa, dedicata alla natività di Gesù. Il pontefice pranzerà con un gruppo di famiglie della Palestina e, subito dopo, visiterà la grotta della Natività. Prima di lasciare Betlemme farà una sosta presso il campo profughi di Dheisheh. Ad aspettarlo ci saranno 300 bambini provenienti da diversi campi di rifugiati. In elicottero lascerà la Palestina per raggiungere Tel Aviv, la capitale dello Stato di Israele, che è il terzo Paese ad essere visitato. Dopo la cerimonia di benvenuto, si sposterà a Gerusalemme dove ad attenderlo troverà il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. Tra i due ci sarà un colloquio privato e la firma di una dichiarazione congiunta cattolico-ortodossa. Quindi i due leader delle Chiese cristiane raggiungeranno la Basilica del Santo Sepolcro dove si terrà il solenne incontro ecumenico.

L’indomani, lunedì 26 maggio, ultimo giorno del pellegrinaggio, sarà una giornata intensissima per il Santo Padre. Inizierà la mattina presto con la visita al Gran Mufti di Gerusalemme sulla spianata delle moschee. Proseguirà con la visita al Muro del Pianto, dove il Papa depositerà una preghiera come fecero Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Poi sarà la volta della visita al memoriale dell’Olocausto Yad Vashem. Seguita dall’incontro con i due gran rabbini di Israele e con il presidente Shimon Peres. Nel pomeriggio Bergoglio incontrerà sacerdoti e religiosi nell’orto del Getsemani e pianterà un ulivo accanto a quello messo 50 anni fa da Paolo VI. Prima di ripartire alla volta di Roma, Papa Francesco celebrerà un Messa di ringraziamento, insieme con gli ordinari di Terra Santa e il seguito papale, nella sala del Cenacolo a Gerusalemme dove, secondo la tradizione Gesù, consumò l’Ultima Cena e gli apostoli, dopo la Resurrezione di Cristo, ricevettero il dono dello Spirito Santo.

© Riproduzione Riservata

Commenti