Una mamma coraggiosa e il figlio prete ai confini del mondo

La storia straordinaria di una donna disabile e di suo figlio sacerdote che ha ispirato la nascita di una onlus impegnata a formare medici per il sud del mondo sul solco degli insegnamenti di Papa Francesco

Metti una mamma dolce e coraggiosa, che dopo 9 mesi trascorsi in ospedale si trova costretta su una sedia a rotelle. Metti un figlio, un autorevole monsignore, che scorge nella disabilità della madre un disegno della provvidenza e si mette con umiltà a servizio dell’ammalata. Metti che insieme hanno compiuto 43 viaggi in sei anni, in tutto il mondo, percorrendo quasi 134 mila chilometri (più di tre volte il giro della terra) per un totale di 328 giorni. E quando la mamma ha chiuso gli occhi, il giovane monsignore ha deciso di seppellirla a Gerusalemme a pochi metri dalla quarta stazione della via Crucis, dove Gesù incrociò lo sguardo di Maria, sua madre. E metti che ora tutto questo coraggio e questo amore ha ispirato la nascita di una onlus, l’Associazione Amici di Santina (www.rocciadelmiocuore.it), che raccoglie fondi per borse di studio in cardiochirurgia e cardioanestesia per giovani medici stranieri e per aiutare gli immigrati in Italia.

È la storia di monsignor Luigi Ginami, sacerdote di Bergamo e di sua mamma Santina Zucchinelli. Insieme hanno attraversato l’Oceano Atlantico in nave dall’Europa al Brasile, poi il Kenya, l’Europa in automobile fino a Vienna e Cracovia, i grandi santuari mariani, Lourdes, Fatima, Czestochowa, Medjugorje, ma anche Cannes, la Costa Azzurra e Barcellona, e tante volte la Terra Santa dove Santina ha voluto essere sepolta. Viaggi compiuti quasi sempre in gruppo: un modo per testimoniare insieme che la disabilità non va nascosta e rinchiusa in casa ma può diventare un messaggio di coraggio e di fiducia per tutti. Dopo la morte di Santina, il 4 dicembre 2012, la sua speciale esperienza umana e spirituale ha ispirato al figlio sacerdote la creazione di una onlus, Associazione Amici di Santina, che si è distinta in speciali progetti di aiuto umanitario. Anzitutto il finanziamento di borse di studio per la formazione di cardiochirurghi e cardioanestesisti stranieri presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo, affinché possano poi tornare ben preparati al proprio paese d’origine, quindi borse di studio per giovani figli di immigrati, progetti di aiuto per la salute degli immigrati e attenzione alle malattie psichiatriche. A questi programmi si sono aggiunti altri interventi come il restauro della facciata dell’esarcato cattolico armeno a Gerusalemme, la ristrutturazione di un dispensario a Watamu in Kenya, il contributo per una laurea in diritto canonico.

Cresce sempre di più il numero dei sostenitori della onlus e questa storia di amore e solidarietà ora è diventata anche un libro («Dio asciugherà ogni lacrima», ed Marna) con la prefazione del direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. «Si tratta della narrazione di come una persona disabile è stata accompagnata per anni in esperienze di viaggi lunghi, impegnativi, ricchi di visioni straordinarie e di incontri», commenta padre Lombardi. «Penso alla grande maggioranza dei disabili, che vivono una condizione di limitazione gravissima delle proprie possibilità di contatto e di relazione con gli altri e con il mondo. Santina è stata privilegiata e ha potuto vivere anni di esperienze particolari, accompagnata da una grande cura e da un grandissimo affetto». Una storia straordinaria che induce a farci alcune domande, secondo il portavoce del Papa: «Quale impegno dedichiamo effettivamente ad accompagnare la vita dei disabili che ci sono vicini o che incontriamo, perché possano continuare ad alimentarsi umanamente e spiritualmente? Il Papa Francesco parla spesso della “cultura dello scarto”: ne partecipiamo anche noi o cerchiamo vie concrete per superarla?». Interrogativi ai quali la onlus si impegna a dare risposte concrete.

© Riproduzione Riservata

Commenti