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Scuola: Pasticcio ministero, concorso aperto a tutti

Il Tar del Lazio ammette il ricorso dei laureati dopo il 2001 che erano stati esclusi dal bando del ministro Profumo

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Francesco Profumo in una immagine del 28 marzo 2011 a Torino.ANSA/DI MARCO

Il ministro li aveva esclusi, il Tar del Lazio li ha riammessi (seppur con riserva). È l’ultimo pasticcio della scuola pubblica, un problema per il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, una decisione che rivoluziona ancora una volta o almeno in parte il concorso per docenti, il primo a distanza di tredici anni, dato che l’ultimo si svolse nel 1999.

Tutto iniziato (chissà quando finito?) con il bando emesso del ministero, per intenderci, quello che lo stesso Profumo con non poche ragioni definiva “epocale”, pubblicato il 24 settembre 2012. Ad essere ammessi al concorso sono coloro che possiedono un’abilitazione (ovvero tutti quelli che erano riusciti a specializzarsi con la Sissis entro il 2009, anno in cui è stata soppressa o erano riusciti a conseguirla entro il 7 novembre 2012. Ma come? Magari all’estero…) e soprattutto i laureati che avevano conseguito una laurea quadriennale nell’anno accademico 2001/2002 o una laurea quinquennale nel 2002/2003.

E’ bastata questa discriminante (perché i laureati dopo quella data non possono partecipare?) a spingere le associazioni di categoria come il Codacons e l’agguerrita Anief a promuovere un ricorso di fronte al Tar del Lazio che ha stabilito pochi giorni fa, che ad essere ammessi, seppur con riserva, saranno tutti coloro che faranno ricorso entro il 24 novembre che avevano già presentato la domanda di partecipazione entro il 7 novembre. Ma perché quella postilla e l’espressa indicazione di quegli anni, gli ultimi utili per essere ammessi?

Dal Ministero fanno sapere che la ragione tecnica per individuare gli anni in questione c’era. La ragione è una disposizione ministeriale del 1998 (460/98) che stabiliva i requisiti per partecipare a un concorso che mai si svolse, quello del 2002.

A distanza di anni, il Miur ha ripreso quella disposizione che è stata impugnata di fronte al Tar del Lazio, perché, secondo i legali delle associazioni, lede l’articolo 3,54,97 della Costituzione. Il Tar da così ragione ai ricorrenti. Ma quanti sono appunto i ricorrenti ? Il Codacons guidato da Carlo Rienzi ne conta 800, più consistente il numero dell’Anief di Marcello Pacifico, tra i sindacati più attenti sul fronte scuola, che ha raccolto le istanze di tremila laureati che si erano visti esclusi perché laureati dopo il 2002.

«Sarebbe bastato o escludere tutti o ammettere tutti – spiega Pacifico che enumera le vari fasi del bando – la legge che regola i concorsi per la scuola è del 1994, la disposizione che è stata da noi impugnata è del 1998. Si tratta però di un atto amministrativo, di rango inferiore appunto alle legge. Il ministro ha pensato bene di riprendere le regole pensate per il precedente concorso, piuttosto che creare un regolamento ad hoc che sarebbe dovuto passare in commissione. Che dire bastava fare più attenzione per capire che quel bando sarebbe stato presto impugnato». Pasticcio, gaffe, magari potrebbe essere anche questo un quesito per i futuri aspiranti professori, sempre qualora non venissero formulate erroneamente le domande …(vedi Tfa).

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