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Presidenziali francesi: chi vota chi

Da Fillon a Le Pen, da Macrone e Mélenchon. Ecco i candidati al primo turno delle elezioni del 23 aprile e l'identikit di coloro che li votano

Paese insicuro, spaccato, incerto. Mai la Francia si era ritrovata a quasi due settimane dal primo turno di un'elezione presidenziale con i giochi così aperti. Il socialista Benoît Hamon è ormai apparentemente out, ma ne restano ancora quattro in lizza: Marine Le Pen e il suo progetto demagogico, Emmanuel Macron e il miraggio di una Francia proiettata nel futuro, la ricetta liberista pura e dura di François Fillon e Jean-Luc Mélenchon, gauchista e libertario.

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Dovranno andare in cerca dell'ultimo voto in una delle tante France di un Paese non più omogeneo come un tempo. Dissolto in compartimenti stagni. Mondi paralleli che non s'incontrano più. Ecco i principali.

Gli operai, i nuovi "frontisti"
Qualche giorno fa, all'entrata dello Zénith di Lilla dove stava per parlare Marine Le Pen, arriva da Dunquerque Hugo, 24 anni. Fa il camionista: "Giro per l'Europa, Italia compresa". Ma la sua Marine non vuole che le frontiere risorgano? "Eppure è l'unica che può rimettere a posto le cose". Hugo lavora per dei belgi "perché pagano di più". "Avevo finito la formazione" racconta "e qui non trovavo niente: mi chiedevano un'esperienza lavorativa. Lì, invece, mi hanno messo le chiavi in mano dicendomi: Vai!". Hugo è arrabbiato con la sua Francia. Come tanti operai è in prima linea nella crisi economica, in un Paese dove la deindustrializzazione ha colpito duro, ancor più che in Italia. Secondo un sondaggio Cevipof, tra gli operai l'intenzione di voto per la Le Pen è al 44 per cento. Per loro il Front National è come il Pcf, il Partito comunista degli anni Settanta.

I contadini, tentati (forse) da Marine
Sebbene il loro numero cali, gli agricoltori influenzano ancora il voto nelle aree rurali, l'8 per cento dell'elettorato. "In generale i contadini vanno a votare e sono attivi in politica" sottolinea François Purseigle, sociologo del mondo rurale. "Tradizionalmente votano a destra, ma quella neogollista. Sotto l'influenza del cattolicesimo sociale, soprattutto nell'Ovest del Paese, europeisti convinti, hanno sempre fatto sbarramento contro la famiglia Le Pen". Da alcuni anni, però, l'agricoltura made in France sta vivendo una crisi senza precedenti. A soffrire sono le imprese a conduzione familiare. E pure quelle che hanno investito per rinnovarsi (indebitandosi). Per Cevipof, pure qui Marine sarebbe in testa, con il 35 per cento dei consensi. Ma il 51 per cento non ha le idee chiare, un record rispetto ad altri settori. E Fillon starebbe risalendo.

Le banlieue: sorpresa Macron?
Le periferie popolari, a forte concentrazione d'immigrati, hanno sempre votato per la gauche e in particolare per i socialisti. Nel 2012 François Hollande ricevette tra i musulmani (il5 per cento del corpo elettorale) il 57 per cento dei consensi al primo turno. Cinque anni dopo, con la disoccupazione tre volte la media nazionale nei quartieri cosiddetti sensibili, la delusione è cocente. Non sono disponibili sondaggi. Eppure Alexandre Aidara sostiene che la banlieue si sta spostando su Emmanuel Macron. Aidara è un candidato di En Marche!, il movimento creato dall'ex ministro dell'Economia, alle legislative, un mese dopo le presidenziali. Aidara si presenta a Saint-Denis, periferia nord di Parigi. Nato in una famiglia modesta in Senegale arrivato in Franciaa 18 anni con una borsa di studio, Aidara siè laureato all'Ena, fucina dell'élite. Già, le élite...È possibile che un ex banchiere di Rothschild come Macron sia ben accetto a Saint-Denis? "Per la gente qui vuol dire che è stato bravo, che non ha fatto solo il politico" spiega. "E poi Macron parla di "discriminazione positiva" a favore degli abitanti della banlieue. Prevede perfino di dare 15 mila euro di contributi per tre anni alle aziende che assumano un residente delle periferie".

L'esercito dei funzionari
La Francia ha in Europa il record di dipendenti pubblici: 5,6 milioni, 500 mila in più rispettoa 15 anni fa. Mentre nel frattempo Germania e Italia ne hanno ridotto il numero: oggi ne hanno rispettivamente 4,5 e 3,2 milioni. Tradizionalmente, la funzione pubblica francese vota a sinistra. Insegnantie professori (sono 800 mila) scelsero Hollande al 44 per cento al primo turno del 2012. Ma i cinque anni di gestione della gauche hanno deluso anche loro (nonostante Hollande abbia creato 54 mila nuovi posti nelle scuole). L'ultima inchiesta di Cevipof indica per il corpo docente Macron in testa con il 33 per cento, Hamon al 25 e Mélenchon al 15. " Ma il candidato dell'estrema sinistra è in ascesa" sottolinea Yves-Marie Cann, direttore degli studi politici di Elabe. "Si erge a difensore della funzione pubblica, che intende accrescere di 200 mila posti". Fillon vuole eliminarne 500 mila.

I ricchi sospesi tra Fillon e Macron
Il 7 marzo Le Pen siè palesata al parigino Cercle de l'Union interalliée, tra stucchie antichi drappeggi, invitata da Ethic, associazione di ricchi e influenti imprenditori. Non è andata bene: l'hanno attaccata perché vuole uscire dall'euro. Le hanno chiesto di privatizzare alcuni servizi pubblici. "Ma così" ha risposto lei "diventeranno più cari. Per voi ricchi non ci sono problemi. Ma i poveri?". Pare surreale, ma Marine sta diventando la paladina dei poveri contro i ricchi. Che di sicuro non la voteranno, per paura di vedere svalutati i propri patrimoni, con il ritorno al franco. Tanto più che Marine vuole conservare la patrimoniale, l'imposta dei ricchi. Fillon la vuole eliminare e Macron limitarla agli investimenti immobiliari. Fillon e Macron sono i preferiti dai più abbienti. Il più giovane avrebbe la preferenza addirittura di alcuni miliardari, come Bernard Arnault e Vincent Bolloré.

L'incognita dei giovani
In un Paese che da anni ha un tasso di natalità frai più alti d'Europa (e ciò, con tutti i problemi della Francia, è motivo di speranza), sono 3,3 milionii giovani che votano per la prima volta alle presidenziali. Come? L'ultimo sondaggio Cevipof dà la solita Marine in testa, con il 29 per cento (spesso tale generazione ignora chi sia Jean-Marie, il padre). "Più degli altri, i giovani decideranno all'ultimo momento" precisa Cann. "E Macron sta salendo". Al 27 per cento, secondo Cevipof. Macron contro Le Pen: è scontro fra due personalità. E fra due modi di guardare al futuro.

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