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Politica

I giovani PdL promuovono la Fornero ma è un 6 politico

Ospite ad Atreju12, organizzata da Giorgia Meloni, il ministro del Lavoro è rappresentata come un coccodrillo in lacrime. Ma sull'articolo 18...

Promuovono la riforma dell'articolo 18 ma bocciano le lacrime di coccodrillo versate alla sua prima uscita pubblica. Agli occhi dei giovani pidiellini – ma ci tengono a chiamarsi della Giovane Italia -  il ministro del Lavoro Elsa Fornero non brilla certo per simpatia, ma la sufficienza, seppure con riserva, almeno loro gliela danno.

Panorama.it li ha incontrati nel parco del Celio, a due passi dal Colosseo, dove è iniziata ieri la 14esima edizione di Atreju, la festa nazionale dei giovani di destra che vivrà il suo momento clou quando venerdì arriverà Silvio Berlusconi ad annunciare – ma lo farà davvero? Gli organizzatori, comunque, glielo chiederanno esplicitamente – la sua ridiscesa in campo.

#senzapaura, recita lo slogan della manifestazione la cui madrina è l'ex ministro della Gioventù Giorgia Meloni impegnatissima a fare gli onori di casa. Ma loro, i ragazzi che a breve inizieranno - se non lo hanno già fatto - a cercarsi un posto di lavoro, quanta paura hanno di non trovarne nemmeno uno part time?

Giammaria, 24 anni, sta per laurearsi in giurisprudenza alla Luiss. Nonostante il prestigio riconosciuto all'ateneo che frequenta, non nutre grandi aspettative per il futuro, se non la consapevolezza di dover sgomitare parecchio. “Paura no, ma so che sarà dura” e della Fornero che pensi? “Le intenzioni erano ottime, è il risultato che lascia a desiderare. Con qualche attenuante...”. Quale? “Aver dovuto subire il ricatto della sinistra e della Cgil che hanno senz'altro frenato la sua attività”. Cosa avrebbe dovuto fare la ministra che non è riuscita a fare? “Estendere la facoltà di licenziare anche al settore pubblico”. Voto? “6”.

Appena più generoso nel concederle mezzo punto in più è Alessandro, 24 anni, che le riconosce il merito di aver detto chiaramente agli italiani che con la crisi in atto non è più possibile pensare di continuare ad allattarsi alla mammella dello Stato. “Dobbiamo cominciare a produrre reddito, non solo a percepirlo”. E il posto fisso? “Mi auguro di non averlo mai”.

Un'ambizione al contrario condivisa, decisamente a sorpresa, anche da altri. Come Simone, 23 anni, secondo il quale Elsa Fornero avrebbe dovuto rendere ancora più flessibile il mercato del lavoro. Ancora di più? “Sì, perché la mobilità qualifica i lavoratori”. Quindi aveva ragione Mario Monti quando, parlando ad altri giovani, disse “che noia il posto fisso”? “Forse in quel caso esagerò, tuttavia penso che a lungo andare sia davvero dequalificante”. E quando non ti concederanno un mutuo perché non hai un “dequalificante” posto fisso? “All'estero non è così. Solo da noi la sacralità del posto fisso rende la disoccupazione una tragedia”. L'alternativa quale sarebbe? “Darsi all'iniziativa privata. A me piacerebbe esportare design Made in Italy”.

Per qualcun altro Elsa Fornero non fa altro che recitare la parte che le è stata assegnata, infatti, come una vera attrice, piange benissimo. “Un comportamento del tutto inappropriato – le rimprovera Filippo ricordando il cedimento avuto davanti alle telecamere nell'annunciare il taglio delle risorse destinate alle pensioni, il fronte su cui, a suo avviso, sono state prese le decisioni più dolorose.

Un pianto che non le perdona nemmeno Margherita, 24 anni che dice di non fidarsi del ministro di un governo che non ha votato lei stessa. “Quelle lacrime? Non era lei a dover piangere ma tutti quei dipendenti statali che si sono ritrovati la busta paga dimezzata”.

Anche secondo Antonio, 28 anni, dalla Fornero, alla quale regala appena la sufficienza, ci si aspettava scelte più coraggiose che non sono arrivate. Per esempio? “Per esempio la riduzione del costo del lavoro”. Lui, che arriva da Catania, è sconsolato “al Sud la disoccupazione giovanile è arrivata al 40%, per noi è inimmaginabile pensare di avere un giorno un posto fisso”.

Nel frattempo, preceduta dall'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, l'ospite di punta della giornata è arrivata. Tailleur chiaro, sandali ai piedi, unghie smaltate, sorriso tiratissimo, saluti a mezza bocca.

Seduta al centro del palco, Elsa Fornero parla per una decina di minuti. “In realtà avrebbe voluto porgere appena un saluto – ci rivela una delle organizzatrici di Atreju, Chiara Colosimo – ma le abbiamo fatto chiaramente capire che se si fosse limitata a una fugace apparizione avrebbe potuto benissimo rimanersene a casa”.

Incalzata dalla moderatrice del dibattito che le chiede perché, nonostante la sua riforma, la disoccupazione in Italia continua a crescere soprattutto tra i giovani, la professoressa torinese ribatte che i frutti si vedranno. Sì, ma quando? “In questo ultimi sei mesi che rimangono al governo, io, Elsa Fornero, mi impegnerò in prima persona affinché questa riforma, fatta con onestà intellettuale e grande impegno personale, viva nel miglior modo possibile”. Poi se la prende, la ministra, con i pregiudizi ideologici che tentano di ostacolarla e infine ammette “non esistono riforme perfette”.

Sì, ma non ha risposto ancora alla domanda – bisbiglia Andrea, 21 anni – non ha detto perché ad oggi non si vedono ancora i frutti della sua riforma e perché la disoccupazione resta così alta”.

La disoccupazione è alta – prosegue lei dal palco – ma la domanda è se ad essa si può far fronte continuando ad aumentare la spesa pubblica. E la risposta è no. Non è attraverso lo spreco di risorse che si creano posti di lavoro. Il senso della nostra operazione – spiega - è stato quello di voler da una parte mantenere la flessibilità a favore delle imprese e dall'altra limitare l'uso disinvolto di certe forme contrattuali che portano i giovani ad avere solo contratti mordi e fuggi”.

Laura, un impiego a progetto, sbotta: “Ma come fa a parlare con tanto tragico cinismo? Ma non ha anche lei una famiglia da accudire? E' una macchina senz'anima, che agisce perché comandata da potenze molto più in alto di lei. Un burattino”. Nelle mani di chi? “Dei padroni del debito pubblico italiano”.

La produttività di un lavoro mordi e fuggi – va avanti la lezione – è necessariamente bassa, perché un lavoratore con l'assillo della scadenza de suo contratto non può essere produttivo”.

Antonio 24 anni, nel frattempo vorrebbe domandarle se realmente lei crede che la sua riforma possa portare a risultati concreti nel futuro. Perché al momento sembra che sia riuscita solo ad accontentare le richieste dell'Europa. Fornero, però, è già oltre: “Il lavoratore che ha perso il posto deve attivarsi per cercarne un altro - ma và? - le istituzioni devono metterlo in condizioni di riuscirci nel minor tempo possibile”.

Ma questa vive sulla luna? - attacca Federico, 37 anni – E' imbarazzante, parla di un mondo che non esiste. Per me il suo voto su di lei è zero.

Andrea e Francesco arrivano da Lodi e non fanno sconti, “La Fornero si rende conto che occupazione e consumi sono crollati vertiginosamente?” si chiede il primo “invece di fare tutto questo casino di riforma, non bastava abbassare le tasse e il costo del lavoro?” è l'interrogativo del secondo.

Troppo spocchiosa, troppo arrogante, insomma. Una professoressa antipatica, secondo questi giovani che ad Elsa Fornero assegnano oggi, e a malapena, appena un 6. Politico, però.

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