Esposito: "Il Pd è solo antiberlusconismo. Ora basta!"

Per il senatore del partito democratico serve una svolta vera ed una linea politica che manca da anni

Stefano Esposito (a sinistra) con Mario Virano al convegno sul futuro della Valle Susa organizzato dal Pd ad Avigliana (Torino). ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

«Costruiscano una leadership e una progetto convincenti e andassero oltre il sancta sanctorum dell’antiberlusconismo che è servito e serve a nascondere la linea politica del Pd agli italiani».

Il senatore Stefano Esposito, noto per le sue battaglie pro-Tav, ritenuto il neomigliorista del Pd, come è nel suo stile, dice chiaro e tondo a Panorama.it che il problema del suo partito non è Silvio Berlusconi, ma quello delle guerre interne e della incapacità di costruire una leadership alternativa al Cav, da circa vent’anni. Problemi che ora, ammette, stanno spingendo una parte del suo partito a tifare per salvifiche elezioni anticipate. Almeno per stoppare, intanto, Matteo Renzi.

Senatore Esposito, è vero o non è vero che certe uscite dure e pure, a cominciare da quelle del segretario Guglielmo Epifani fino a quelle di Pier Luigi Bersani e del capogruppo alla Camera Roberto Speranza, di netta chiusura a Berlusconi, in realtà nascondano la voglia di far saltare il governo di Enrico Letta e Angelino Alfano, voglia se non dei diretti interessati, almeno di una grossa parte del Pd, per risolvere la guerra interna, spostando intanto il congresso?

«Non so se è una grossa parte del Pd, ed Epifani teniamolo fuori, ma sicuramente c’è qualcuno nel Pd che crede e spera di mandare a casa il governo Letta e andare a votare con questa legge elettorale (Il Porcellum ndr)».

E così si toglierebbero dai piedi Matteo Renzi?

«Renzi non lo si elimina, io, anche se renziano non sono, non voglio eliminarlo. Penso che ci sia  chi ultilizza la questione delle regole, del congresso, come sotterfugi…».

Per logorare il governo e sperare nelle elezioni?

«Evidentemente sì, per togliersi dai piedi Renzi. Ma chi lo la fa o lo pensa commette un errore. Perché figure come Renzi e come Letta sono una vera risorsa per vincere le elezioni. Enrico Letta si sta muovendo bene, ma è evidente che anche lui ha un pezzo del suo partito che gli gioca contro. Mentre gli italiani hanno capito che Letta si sta occupando del bene del paese, a differenza di una parte del Pd che continua a fare giochetti e tatticismi».

Senatore, per capirci, sta dicendo che Pier Luigi Bersani e quella parte non indifferente del Pd che lui ancora controlla, non ha smesso di sognare un governo con i Cinquestelle?

«Bersani e non solo, anche altri, vagheggiano un governo con i Cinquestelle. Non vi voglio neppure pensare. Di danni sono già stati fatti abbastanza. Errare humanum est, perservare diabolico».

Quindi più che da Berlusconi e il suo futuro politico, il Pd è preoccupato da guerre interne?

«Io mi auguro che Enrico Letta, Matteo Renzi e lo stesso Gianni Cuperlo (candidato alla segreteria Pd, sul quale «al momento» si dice schierato Esposito ndr) facciano un patto per chiudere una stagione interna al Pd e creare un partito in grado di vincere le  elezioni. Un patto di una nuova generazione politica e senza le solite mediazioni dei vari Bersani, Massimo D’Alema e Rosi Bindi. Loro tre, a differenza di Pippo Civati che urlacchia, hanno la stoffa politica per portare fuori  fuori da queste secche il Pd. E poi ci sarebbero altre figure…».

Nomi?

«Penso al ministro Andrea Orlando, a Francesco Boccia, a Nicola Zingaretti. Uscissero dalla loro trincea e costruissero una leadership. Per andare oltre il sancta sanctorum delll’antiberlusconismo».

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