Matteo 2, la vendetta

Ecco perché il sindaco di Firenze ha iniziato le grandi manovre per logorare il governo e imporsi come leader del partito - Il Pd litiga su Renzi

Ansa

Innervosito, secondo gossip di Transatlantico, già lo era il Pd (o frange di esso) per la rassicurazione data da Silvio Berlusconi sulla tenuta del governo, domenica scorsa.  Se l’ex premier avesse perso le staffe, per loro sarebbe stato tutto più semplice. Ovviamente per bloccare Matteo Renzi. Come Panorama.it aveva anticipato , la parola d’ordine probabilmente sarebbe  stata: congresso rinviato in nome dell’emergenza democratica.
Ma ora la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha fatto riesplodere alla grande la guerra interna a Largo del Nazareno sarebbe stato l’infortunio giornalistico del giudice di Cassazione, Antonio Esposito , il presidente della sezione feriale che ha condannato Berlusconi. "Un infortunio quello di Esposito che rischia di creare un effetto statuetta. E cioè di far apparire Berlusconi agli occhi dell’opinione pubblica un martire, come appunto fu quando gli scagliarono addosso la statuetta del Duomo di Milano", così fotografa la situazione il leader dei Moderati, alleati del Pd, Giacomo Portas. "I Moderati per loro stessa natura tengono alla stabilità del paese e quindi, per questo – sottolinea Portas - i punti di riferimento devono essere il presidente Napolitano e il premier Letta. Sennò qui si rischia l’incendio".

E quindi, tutto lascia supporre che proprio in preda al rischio dell'"effetto statuetta", e quindi ad una rinascita del Cavaliere, seppur definitivamente condannato su Mediaset,  Renzi abbia aperto la guerra per prendersi almeno per il momento il Pd, e iniziare intanto a logorare il governo per poi iniziare la corsa verso la premiership.

E Guglielmo Epifani, dal canto suo, è invece corso subito a blindare il partito, di cui secondo i maligni non gli dispiacerebbe restare segretario. Da qui l'intervista al Corriere della sera, in cui chiede "il passo indietro di Berlusconi". Narrano che  questa uscita di Epifani non sarebbe stata graditissima a Enrico Letta ovviamente perché non è proprio camomilla per la tenuta del governo. Figuriamoci come avrà preso Letta lo squillo di tromba della guerra di "Matteo 2, la vendetta".

Il sindaco di Firenze ha menato a destra e a manca, ha dato del "doroteo" a Letta, ha di fatto annunciato che intanto in attesa di Palazzo Chigi lui vuole prendersi il partito.  Questo significherebbe la frase: "Non ci sto a fare la foglia di fico". Esegeti renziani spiegano che "Matteo" non intende dar retta a chi gli dice: ragazzo, sei giovane, aspetta, intanto vai in Europa, noi ci teniamo il partito e tu un giorno andrai a Palazzo Chigi. Renzi ha rovesciato il tavolo, al quale peraltro non si era mai seduto. E nel Pd ora è guerra totale.

Nella notte ci sarà la direzione a Largo del Nazareno con Letta. Ma sembra che di regole per le primarie ancora non si parlerà. E sembra comunque che il vasto blocco antirenziano non intenda affatto sdoppiare la figura del premier da quella del segretario. Ecco, perché "Matteo" intanto farà guerra per prendersi il Pd.
Una guerra iniziata  proprio dal palco della festa di Reggio Emilia, un brutto colpo per Pier Luigi Bersani, dominus di quelle terre.  Proprio dalla sua Emilia rossa sono iniziati a emergere renziani di calibro come il ministro Graziano Del Rio e il deputato Angelo Rughetti. E Renzi ebbe molti consensi alle primarie anche in Emilia nonostante Bersani lo battè nettamente. Ma ora il nuovo film che si gira a Largo del Nazareno è Matteo/2 la vendetta. E questo sulla pelle del governo di larghe intese.

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