Il terrore del Pd? Il Monti-bis

In Transatlantico non si parla d'altro. Per questo Bersani spera nella Lega Nord

Maroni, Casini, Bersani ed Alfano ad un incontro pubblico (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

Un Monti-bis. E' lo spettro ora del Pd. La spinta propulsiva delle primarie con la vittoria di Pier Luigi Bersani sembra finita. Ora secondo il borsino del Transtlantico di Montecitorio, nella prima seduta dopo l'apertura di fatto della crisi di governo, un Monti-bis è visto come l'alternativa sempre più forte a un governo Bersani-Vendola. Tanto più dopo l'impennata del leader di Sel contro l'agenda Monti. I timori del Pd ora sono che un esito elettorale di sostanziale pareggio al Senato, provocato da una vittoria in Lombardia e Veneto dell'alleanza Pdl e Lega possa sortire un nuovo governo Monti, al cui tavolo però stavolta Silvio Berlusconi e il Pdl siederebbero con maggiore potere contrattuale.

Chi perderebbe sarebbe il Pd che vedeva già fatta la vittoria per andare a Palazzo Chigi. "E' dura", ammettono in ambienti vicini al segretario Bersani. E c'è anche chi, tra i parlamentari di lungo corso, confessa che con la sconfitta di Matteo Renzi "abbiamo perso un bel treno: avremmo comnque evitato la ridiscesa in campo del Cavaliere". Che ha sparigliato tutti i giochi.

Ora la speranza del Pd è appesa alla Lega nord e cioè che non faccia l'accordo con Berlusconi in Lombardia e a livello nazionale.
Dice un democrat: "L'accordo probabilmente è già fatto per un 60 per cento, ma c'è ancora un 40 per cento di possibilità che la Lega preferisca che vada al governo un centrosinistra debole per condizionarlo. La Lega che ne avrebbe tutte le convenienze".

Proprio tutte no. Perché Roberto Maroni perderebbe a sua volta un grande treno: quello di diventare Governatore della Lombardia. Tant'è che c'è chi ritiene l'accordo tra Lega e Pdl già fatto.

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