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Grillo e gli indecisi terrorizzano il Pd, dove si sussurra: «Votate piuttosto Berlusconi»

Cresce a poche ore dal voto l'incubo sorpasso da parte dei Cinquestelle. Renzi si appella a Berlusconi per le riforme ed il leader di Forza Italia resta centrale, a dispetto di tutto 

Silvio Berlusconi a Roma in uno dei comizi della sua campagna elettorale – Credits: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

A modo suo potrebbe «rivincere» anche stavolta. A dispetto di tutto. Messo alla sua prova più difficile, quella più estrema, perché «privato della libertà», come lo stesso Matteo Renzi gli riconosce. Silvio Berlusconi riafferma la sua centralità nel pericolante quadro politico italiano a poche ore dal voto europeo del 25 maggio. Man mano che ci si avvicina all’appuntamento fatidico con le urne, la fantasia supera la realtà. Accadono scene in questa campagna elettorale, per le europee più politiche finora mai viste, che evocano quell’esilarante Francesco Rutelli, imitato da Corrado Guzzanti, che diceva: «Ah Silvio ricordati degli amici!» .

Iscritti al Pd che dicono agli elettori indecisi di votare piuttosto Forza Italia ma mai i Cinquestelle non s’erano mai visti. Racconta a Panorama.it la senatrice Paola Pelino, vicecapogruppo degli azzurri a Palazzo Madama: «La paura di Grillo è tale che ho sentito con le mie orecchie dire dalle retrovie del Pd: “Se dovete scegliere tra due mali, allora scegliete quello minore: votate Berlusconi”!». Sì, proprio così. 

Tallonato da Beppe Grillo, che secondo un insistente tam tam del Transatlantico, gli starebbe sempre incollato, terrorizzato da un sorpasso che non appare più come roba da fantascienza, lo stesso Renzi è costretto a ricordare che da lunedì «le regole si riscrivono insieme». Chiaro appello al Cav che con il premier e segretario del Pd è stato durissimo: «Opposizione totale, no al governo dei dilettanti». E ha già spostato, il Cav, le lancette alle elezioni politiche perché «non durano fino a 218». Comunque andrà, Renzi le riforme senza Forza Italia non può farle. Mai come in questo momento il suo destino è stato così legato a quello di Berlusconi.

Pelino, molto vicina all’ex premier, era anche seduta a pochi centimetri da lui al Senato, è ottimista: «Stiamo recuperando alla grande, decisivo è stato lo straordinario impegno di Berlusconi, seppur nella campagna elettorale più condizionata delle sua vita. Il presidente mi ha detto che mai aveva stretto tante mani per strada come questa volta. Ora l’obiettivo è recuperare il più possibile gli indecisi per respingere l’onda distruttiva di Grillo. Ecco perché Renzi è costretto a fare una carezza a Berlusconi riconoscendogli la dote del combattente…».

Certo, il premier, che ha rilasciato per la prima volta un’intervista a «Il Giornale», lo fa anche per cercare di prendere qualche voto ai moderati. Ma il punto è un altro: se Forza Italia dalla prateria degli indecisi, che, come ha ricordato Berlusconi,  sono per la gran parte moderati, ha tutto da guadagnare, il Pd rischia al contrario di ricavarci addirittura il sorpasso da parte di Grillo. Racconta, sotto anonimato, un deputato: «La gran parte dell’elettorato noi lo abbiamo già preso, essendo il Pd un partito più militante degli altri, a questo punto il terrore sono addirittura gli spostamenti  tra gli indecisi nelle ultime 24 ore a favore di Grillo. Sarebbe il sorpasso, la catastrofe!». Da qui quell’inimmaginabile: «Votate piuttosto Berlusconi». 

Lo stesso sottosegretario Graziano Delrio, plenipotenziario renziano a Palazzo Chigi, in giro per l’Italia avrebbe confessato: «Anche restare incollati a Grillo non andrebbe bene. Perché significherebbe che tutti i nostri sforzi non sono stati premiati». Chi l’avrebbe mai detto, in epoca di Renzi trionfante che le cose alla fine si sarebbero messe così, confermando ancora una volta la centralità del Cav, a dispetto di tutto? Compreso il «complotto internazionale» ai danni del governo Berlusconi, di cui parla nelle rivelazioni shock l’ex segretario del Tesoro americano Timothy Geithner. Tema però cancellato da questa campagna elettorale. Denuncia il senatore azzurro Augusto Minzolini: «È allucinante che questo attacco alla sovranità nazionale sia solo rimbalzato all’esterno e sia invece scomparso sulla stampa e nel dibattito politico. È una cosa gravissima, perché riguarda la nostra sovranità nazionale, avrei detto la stessa cosa anche se a essere rovesciato fosse stato un governo di sinistra e non quello di Berlusconi».

   

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