Politica

Sulla Giunta torna la bufera

Oggi i 23 membri tornano a discutere sulla decadenza di Berlusconi, ma la tensione, dopo la tregua, è alle stelle - aggiornamenti in diretta

Il cortile di S.Ivo alla Sapienza prima della Giunta per le Immunità del Senato dedicata al caso Berlusconi, Roma, 10 settembre 2013. (Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

La notte tra il 10 e l’11 settembre sembrava avesse portato consiglio alle pulsioni giustizialiste del Pd, anche in seguito, si narra, a un intervento del Colle, rivolto pure alle posizioni più estreme del Pdl.

Ma nel pomeriggio dell’11 settembre le medesime pulsioni, rappresentate nella Giunta per le Elezioni, dalla vicepresidente, Stefania Mezzopane, dall’ex pm Felice Casson, ma anche dallo stesso presidente Dario Stefàno (Sel) sono riemerse. Per loro Silvio Berlusconi non avrebbe diritto neppure a quella difesa, sostenuta dal pd Luciano Violante, che contempla un ricorso alla Consulta sulla costituzionalità della norma Severino applicata in forma retrodata al senatore leader del Pdl.

Basti pensare che lo stesso Violante proprio per questo è stato preso a gavettoni da militanti del Pd e bollato come «traditore». Risultato: bocciata la proposta di studiare le carte fatta dal senatore pdl Giacomo Caliendo, si dovrebbe votare (e a favore) della decadenza del leader «incontrastato» (definizione di Giorgio Napolitano) di dieci milioni di italiani già martedì prossimo.

Una nuova accelerazione che ha fatto saltare sulla sedia non solo il Pdl ma anche il socialista garantista Enrico Buemi che è arrivato al punto di minacciare le dimissioni dalla Giunta. Chiosa lapidaria la senatrice pdl Elisabetta Alberti Casellati con Panorama.it: «Il Pd ha gettato la maschera: è al traino ormai dei Cinquestelle e di Matteo Renzi che vuole azzoppare Enrico Letta».

La seduta plenaria della Giunta per le Elezioni del Senato ci sarà giovedì 12 settembre alle 15 a S. Ivo alla Sapienza. Ma il treno preso dal Pd «al traino dei Cinquestelle e di Renzi» ormai sembra non volersi più fermare. Se non si fermerà e la relazione di Andrea Augello, che ha chiesto la convalida del Cavaliere al Senato, martedì verrà bocciata, dovrà essere nominato un nuovo relatore, da scegliere da Pd e Cinquestelle. E a quel punto «potrebbero fare in quattro e quattr’ otto con un sola riga in cui si dice che il senatore Berlusconi deve decadere», dicono fonti del Pdl.

Certo poi però la faccenda deve passare le forche caudine dell’aula. Osserva Carlo Giovanardi, senatore pdl e membro della Giunta, anche in qualità di memoria storica del crollo della Prima Repubblica sotto i colpi dei Pm: «Non bisogna dimenticare che Bettino Craxi fu salvato in aula dalle autorizzazione a procedere anche dai voti leghisti. E ora quei Cinquestelle e altri che non vogliono perdere il posto da senatore che faranno?». Chissà.

Per Craxi, abbandonato dal partito, e ancora cinquantenne, nel fiore dell’età per un leader politico (che a quel punto rischiava di finire dritto a S. Vittore) finì con l’epilogo del «rogo» delle monetine, per Berlusconi resta il «passaporto» datogli da dieci milioni di elettori. Il passaporto si può ritirare, ma non bruciare, tantomeno quello tutto politico. Non a caso la sera dell’11 settembre Angelino Alfano, segretario del Pdl, ha annunciato alla festa de «Il Giornale» a Sanremo, che a giorni decollerà la nuova Forza Italia.

Una sfida tutta politica a chi vuole liquidare così il presidente fondatore del Pdl, del bipolarismo, il tre volte tre presidente del Consiglio. Che ora attende gli eventi. Accelerati da un Pd che certamente non sembra star facendo un bel servizio neppure a Enrico Letta e allo stesso capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Appuntamento per oggi alle 15 nella splendida cornice di S. Ivo alla Sapienza. Che rischia di essere quella del crollo ancora una volta per via giudiziaria della cosiddetta Seconda Repubblica. Con un Paese che però non è più quello di vent’anni fa. Tant’ che è anche il socialista Buemi accusa chiaro e netto : «Alcuni senatori del Pd vogliono far cadere il governo». Neppure lui, eletto nelle file del Pd, ci sta a prendersi la responsabilità del guastatore.

© Riproduzione Riservata

Commenti