Politica

Delusione tra i politici dopo la "predica" del Papa

I commenti dopo la messa ai parlamentari di Papa Francesco: "Ci ha fustigati, invece che darci un messaggio di speranza, ha fatto un discorso contro la casta". Bossi l'unico che la prende con filosofia: "Il Papa parla alla gente"

Nella foto distribuita dall'ufficio stampa i presidenti di Camera e Senato, Pietro Grasso e Laura Boldrini, salutano Papa Francesco a margine della messa nella basilica di San Pietro per i parlamentari italiani - ANSA - EDITORIAL USE ONLY

Chi l’ha presa con più filosofia è stato proprio Umberto Bossi. Lui, il Senatùr, che un tempo fustigava i “vescovoni”, e invece questa mattina alla Messa del Papa era in prima fila, tra ministri e parlamentari della nouvelle vague renziana, a beccarsi la reprimenda di Francesco contro i politici “sepolcri imbiancati”, contro le “lotte interne” , la “corruzione” eccetera, eccetera.

“Mah, sono cose normali, il Papa fa il Papa, parla alla gente”, commenta saggiamente il Senatùr mettendo in rilievo la peculiarità anti-casta della figura di Francesco. E’ uno dei pochissimi, Bossi, a non prendersela, anche perché probabilmente è anche l’unico che non ha risentito della levataccia che ha costretto i 493 parlamentari (questa è la cifra di quelli che hanno prenotato la loro partecipazione alla Messa nella Basilica di S. Pietro , vale a dire un po’ più della metà tra deputati e senatori) ad alzarsi alle 5 del mattino per essere a S. Pietro entro le 6,40. Ma il Senatùr come ai vecchi tempi la notte, si sa, dorme poco, gli basta qualche ora. Ne sanno qualcosa i malcapitati che continuano a ricevere le sue telefonate nel cuore della notte e per questo sono ancora costretti a tenersi sul comodino  block notes e penna. Per il resto, occhiaie profonde, facce spiegazzate, humor nero dopo la messa di Francesco nel Transatlantico di Montecitorio.

Si diverte osservando i colleghi del Pd, che in massa sono andati dal Papa, l’ex operaio sopravvissuto al rogo della Thissen,  Antonio Boccuzzi: “Io non so niente e non voglio sapere, ho preferito dormire...” dice alle colleghe del pd Liliana Verlicelli e Cristina Bargero. Dicono le due deputate di area vicina all’ex segretario Pier Luigi Bersani: “Ma come? Se anche persone come noi, che cattoliche praticanti non sono, hanno scelto di andare è stato per avere un messaggio di speranza e non ricevere una ramanzina. Non dovrebbe proprio il Papa, per il suo ruolo dare messaggi di questo tipo? Non ci  ha neppure salutato”. Bersani alla buvette giustifica la sua assenza così: “Sì, non sono andato, avevo da fare, era troppo presto...”.  Al suo posto è andato il fido Nico Stumpo che dice: “Sì, ero alla Messa ma solo per mantenere i rapporti con un altro mondo, sono stato lì ma non ho mai fatto il segno della croce. Ho fatto un po’ come Enrico Berlinguer che a Messa ogni tanto andava ma diceva che era solo per accompagnare la moglie...”.

Tradizione comunista, quella di Stumpo. Opposta alla tradizione dc di un deputato di Forza Italia, il cui gruppo alla Camera aveva persino allestito navette che sono partite all’alba da Montecitorio. Ma anche il parlamentare forzista, che vuole restare anonimo, rivela un grande disincanto: “Probabilmente questa Messa non si doveva fare, il Papa è stato con noi di grande freddezza. Del resto eravamo la casta, no? Forse bisognava andare mescolati alla gente e non sarebbe successo niente. Ha sbagliato credo Monsignor Lorenzo Leuzzi (cappellano di Montecitorio) ad organizzare questo evento al quale Francesco sembra aver risposto di malavoglia”. Eppure, c’è chi giura di aver visto Gennaro Migliore, capogruppo della rossa Sel di Nichi Vendola, il partito  più comunista di tutti, fare la comunione. “Quindi si è anche confessato, Gennaro...!”, sospirano ora alcuni suo compagni con stupore.  Oppure è uno scherzo?    

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