Politica

Decadenza, le opinioni di Esposito e Casellati

Il primo si dice convinto che non ci saranno franchi tiratori nel Pd ma tra i grillini. La seconda dice che la ghigliottina per Berlusconi è già pronta

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Stefano Esposito, Pd, eletto in Piemonte, pasadaran pro-Tav (ansa)

Lui voterà a favore della decadenza di Silvio Berlusconi dal seggio di Palazzo Madama. E si dice certo che così faranno tutti i suoi colleghi di partito. Ma il senatore del Pd Stefano Esposito, noto per le sue battaglie contro le violenze dei no-tv e «mai contro le manifestazioni pacifiche», cresciuto alla scuola dei miglioristi del Pci, seppur ancora quarantenne, non è per nulla soddisfatto di come il suo partito si sta comportando.

Accusa, il senatore neomigliorista Esposito, i suoi «compagni» di «rincorrere» i grillini sulla «falsa» battaglia per il voto palese, che, a suo avviso «è solo un alibi» per poter poi puntare l’indice «contro il Pd se nel segreto dell’urna il Cavaliere verrà salvato». Spara ad alzo zero: «In realtà sono i Cinquestelle  che lo vogliono salvare perché senza di lui verrebbe meno la loro ragione sociale, agitano il cappio perché tanto sanno che il regolamento del Senato (voto segreto se il voto è su una persona ndr) non ci sarà affatto il tempo per cambiarlo e il Pd gli va dietro in quella che sembra la costruzione di una norma ad hoc nei confronti di Berlusconi. Ma in realtà i grillini si stanno costruendo un alibi per poi dire che il colpevole è il Pd».

Esposito non è affato contento neppure per l’accelerazione data al voto sulla decadenza. Sere fa è stato sentito sbottare in un corridoio di Palazzo Madama: «Questa faccenda è stata affidata ai peggiori giutizialisti….». Alludeva a Stefania Pezzopane, allo stesso presidente della Giunta per le Elezioni Dario Stefàno di Sel. Esposito non conferma. Ma in questa intervista a Panorama.it ammette che «quando si tratta di Berlusconi è come agitare uno straccio rosso contro il quale il toro infila le corna…».

Senatore Esposito, come valuta questo pressing dei Cinquestelle per il voto palese in aula sulla decadenza di Berlusconi e il Pd che sembra andare dietro a Beppe Grillo?

«È inutile rincorrere su tutte le cose i grillini. Il fatto che Grillo chieda il voto palese su Berlusconi è in realtà un modo per costituirsi una giustificazione a quello che i Cinquestelle hanno già deciso di fare: salvarlo».

Addirittura? Sembra paradossale…

«Sì, perché io già vedo in aula 43 franchi tiratori grillini pronti a salvarlo e a scaricare poi tutta la responsabilità sul Pd».

Ma allora perché i Cinquestelle premono per il voto palese?

«Loro sanno bene che il regolamento non si modifica in tempi rapidi. E trovo abbastanza discutibile che si facciano regole ad hoc nei confronti di Berlusconi…».

Ma il Pd è andato dietro a Grillo…

«Putroppo, invece di attaccarli e smascherarli! Perché le stavo dicendo che i grillini, consapevoli che tanto non ci sarà tempo per cambiare il regolamento, vogliono appunto precostituirsi un alibi per dire: avete visto, siete voi del Pd che lo avete voluto salvare. Un rimpallo d’accuse sui franchi titarori che ripeto sono sicuro saranno loro».

Sono accuse forti, certo che andrà così e tutto il Pd sarà compatto?

«L’unico dato politico certo è che l’unica forza (a parte il Pdl ovviamente) che ha un interesse elettorale a salvare Berlusconi e a mandare poi per aria tutto, è rappresentata dai Cinquestelle perché con la caduta di Berlusconi gli viene meno il più importante elemento di contrapposizione. E il Pd se va dietro a loro rischia di far la parte del colpevole senza esserlo. Perché sono certo, sicuro  che nessuno e dico nessuno del Pd ha intenzione a votare a favore di Brelusconi».

Forse un altro che ha interesse a mandare tutto per aria per poi andare a votare potrebbe essere Matteo Renzi? Già si dice sicuro di «asfaltare» il Pdl…

«Renzi ha sempre detto di voler battere Berlusconi politicamente…».

Ora non più…

«In ogni caso, i senatori renziani sono convinto che voteranno compatti come tutto il Pd. E, comunque, anche se non sono renziano, penso che il ruolo del sindaco di Firenze sia quello da candidato premier, perché la sua elezione a segretario del Pd rischia di avere come effetto la caduta del governo».

Senatore Esposito, alla fine è soddisfatto di come la Giunta per le Elezioni ha lavorato? Luciano Violante si era detto favorevole al diritto alla difesa di Berlusconi e quindi anche a un eventuale ricorso alla Consulta sulla costituzionalità della norma Severino. Invece, è stato preso a gavettoni dai militanti del Pd e bollato come «traditore»!

«E lo dice a me?! Proprio io a Torino il primo settembre avevo invitato Violante a un dibattito sul tema. Il fatto è che quando si parla di Berlusconi è come se si agitasse uno straccio rosso e il toro parte scatenato….».

CASELLATI

"Il presidente della Giunta per le Elezioni Dario Stefàno  (Sel  ndr) ha impedito ogni vero confronto, si sta procedendo con una carrellata di interventi  in cui ognuno dice la sua. La realtà è che hanno già preparato, per Silvio Berlusconi, il palco con la ghigliottina e il boia  per mercoledì sera. Con un voto che va dritto verso la decadenza"

Va giù dura Elisabetta Alberti Casellati, senatrice del Pdl, esponente di punta del centrodestra nella Giunta. Avvocato e personaggio solitamente prudente, la senatrice Casellati fu la prima, nella drammatica sera della conferma da parte della Cassazione  della condanna nei confronti di Berlusconi, a sostenere che il Pdl non avrebbe fatto cadere il governo. 

Ma alle 18,30 di lunedì 16 settembre all'uscita dalla riunione della Giunta a S. Ivo alla Sapienza attacca l'accelarazione imperssa dai Cinquestelel e dal Pd al voto sulla decandenza da senatore del Cavaliere.  

"Al quale non è stato neppure concesso il diritto, sostenuto da fior di costituzionalisti che del Pdl non sono, a chiedere un parere alla Consulta sulla costituzionalità dell'applicazione retrodata della norma Severino".

Senatrice Casellati, se mercoledì  18 settembre si andrà come sembra al voto contrario alla relazione di Andrea Augello, che sostiene la convalida per Berlusconi, il governo cadrà?

"Hanno già preparato il palco per l'esecuzione e responsabilità ci sono anche nel modo come il presidente Stefàno ha condotto i lavori impedendo una vera discussione, e noi che facciamo continuiamo a stare con il boia?'".

Boia nei confronti di Berlusconi o anche del governo, visto che Matteo Renzi scalpita per andare a votare?

"Questa accelerazione voluta da Cinquestelle e Pd è il boia anche del governo".

Ora chiedono il voto palese nella discussione in aula prevista a Ottobre. Che ne pensa?

"Il Pd non si fida di se stesso evidentemente.Non sa cosa faranno i suoi. E siccome la guerra interna imperversa e i conti lì non tornano, vogliono scaricare le loro lotte intestine  sulle istituzioni e sul governo".

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