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Carcere per i giornalisti; i bossiani dicono no!

Ieri il si al Senato, oggi la "provocazione" di Maroni e le critiche di una parlamentare

L'aula del Senato che ieri ha detto si al carcere per i giornalisti (credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Lega Nord manettara con i giornalisti? I bossiani non la pensano come il gruppo del Senato guidato dall'ex cerchio magico (ora maroniano?), Federico Bricolo. Insorge la deputata veneta Paola Goisis, bossiana di ferro e amica personale del Senatùr.

Nel Transtalantico di Montecitorio in stetto dialetto veneto si sfoga: "I ga fatto na gran capèa!". Prego, onorevole Goisis? "Come dite a Roma: hanno fatto una gran cappella". Sottolinea: "La Lega di Bossi in assoluta è sempre stata contro il carcere preventivo, men che meno per quello , fatto passare al Senato, che metterebbe in galera con condanna definitiva la libertà d'espresione.Umberto Bossi ha sempre detto: io non ho mai mai mandato in galera nessuno".

Ma il segretario della Lega Roberto Maroni ha detto che si  è trattato solo di una provocazione... Goisis: "Sì, ha smorzato i toni, evidentemente rendendosi conto dell'errore. Ma ripeto la Lega di Bossi non è mai stata manettara".

I deputati bossiani votarono anche contro l'arresto di Alfonso Papa più di un anno fa e contro la richiesta del carcere per Nicola Cosentino. Proprio in quell'occasione il Senatùr in un acceso confronto al gruppo alla Camera con i maroniani impose la sua linea garantista dicendo: "Io non ho mai mandato in galera nessuno". Figuriamoci mettere le manette alla stampa!", insorge la parlamentare veneta.

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