2013: quanti saranno i parlamentari renziani?

Secondo i deputati vincerà Bersani con un vantaggio di circa dieci punti. Ma il punto è un altro: quanti deputati otterrà il sindaco?

Renzi

– Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse

La previsione ritenuta più realistica secondo il borsino del Transatlantico , alla vigilia del ballottaggio, è Pier Luigi Bersani al 56-55 per cento e Matteo Renzi sopra il 40. A meno di soprese, come   100-200.000 elettori in più, che però dovrebbero tutti avere la  giustificazione per non aver votato al primo turno (almeno secondo le regole). Il dibattito del Pd sembra già concentrato sul dopo ballottaggio  di domenica 2 dicembre. Tema: le candidature. Già, perché Renzi,  se perderà, come sembra, con un buon risultato, chiederà, secondo alcuni parlamentari, una congrua rappresentanza dei suoi alla Camera e al Senato. Magari non ottanta parlamentari, ma una quarantina potrebbe essere nel novero delle cose possibili. Il rischio rottamazione già agita le file di deputati e senatori. Tanto più se verranno fatte le primarie anche per i parlamentari. «Cosa probabile se resterà il Porcellum», dice Erminio Quartiani, che ha presentato con Donata Lenzi una proposta di legge per le primarie  dei candidati, istituendo un albo in Comune degli elettori, insomma come negli Usa. Ma, primarie o non  primarie,  qualcuno, sotto forma di anonimato,  già teme il rischio di «pulizie etniche». Che potrebbero colpire ex dalemiani ora bersaniani, gli stessi Popolari schiacciati tra Renzi e Bersani, e comunque chi  sta in Parlamento da più di 15 anni.

Secondo quanto stabilito dall’assemblea del Pd, i parlamentari che hanno fatto 3 mandati pieni, vale a dire 15 anni,  per poter essere rieletti dovranno chiedere una deroga. Ma il numero di richieste non deve superare il 10 per cento dell’attuale numero di parlamentari.  Sono una quarantina  le persone che avrebbero bisogno della deroga.   E non è detto che venga concessa perché porebbero essere concesse anche zero eccezioni, a norma di regolamento. Ma è chiaro che il bilancino  politico prevarrà. Bisognerà vedere  se penderà più dalla parte di Bersani o di Renzi. Perché, anche se il sindaco di Firenze perderà, il Pd non sarà più come prima. E Bersani , tutto proteso verso Palazzo Chigi,  sembra intenzionato a concedergli diverse cose per raggiungere l’obiettivo.  

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