Politica

Roberto Calderoli, l'uomo dagli 82 milioni di emendamenti

Piacione, provocatorio ma ferratissimo sulle tattiche parlamentari: ecco il segreto della longevità dell'ex ministro leghista

Quirinale: Calderoli

Roberto Calderoli in jeans alla cerimonia di insediamento del nuovo capo dello Stato, Sergio Mattarella, al Quirinale, Roma. Tutti in gala, tranne Calderoli. – Credits: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Piacione, provocatorio ma anche ferratissimo: se c'è un parlamentare che conosce meglio di qualunque altro i regolamenti e le tecniche dell'ostruzionismo parlamentare quello è Roberto Calderoli, l'ex ministro leghista della Semplificazione del governo Berlusconi già noto al grande pubblico per aver girato nel 2010 un video dove appiccava materialmente il fuoco a 375 mila leggi e regolamenti che il suo ministero aveva appena finito di abrogare.

Sornione, Calderoli, autore questa volta degli 82 milioni di emendamenti presentati dalla Lega contro la riforma del Senato elettivo: "Da guinness, un record difficile da battere" ha detto ridacchiando, quasi che il compito di un politico sia quello di passare alla storia parlamentare, non già realizzare riforme che possano raddrizzare la rotta del nostro Paese. "Il record era sempre mio ma era fermo a 510 mila. Tanto tempo fa un record era stato raggiunto da Malavenda, con 116mila emendamenti ma questi exploit  - ha continuato con un accenno di divertito e orgoglioso rammarico - non sono mai stati riconosciuti ufficialmente".

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LE PROVOCAZIONI
Gli emendamenti sono stati raccolti in alcuni dvd perché - ha aggiunto Calderoli - "altrimenti sarebbe servito un Tir per portarli tutti": un modo, non solo per contrastare politicamente un progetto di riforma che la Lega Nord legittimamente non condivide, ma anche per consentire all'ineffabile ex ministro di continuare a rimanere sul palcoscenico, come quando diede dell'abbronzata alla giornalista palestinese Rula Jebreal o si presentò nel salotto di Vespa con una maglietta con le vignette anti-Maometto o ancora, più recentemente, quando apostrofò Cecyle Kyenge con l'appellativo di orango, finendo per essere assolto in parlamento dagli stessi parlamentari del Partito democratico, che non hanno voluto vedere in quell'appellativo rivolto un accento razzista. O, forse, chissà, volevano solo ammansirlo, per convincerlo a non presentare quei milioni di emendamenti che costringeranno inevitabilmente la maggioranza a un superlavoro.

IL SEGRETO DI CALDEROLI
L'ingrato Calderoli, che siede in parlamentare dal 1992, se n'è fregato e ha continuato sulla sua strada. Una strada che, in passato, non lo ha mai portato a sbattere: tra i pochi parlamentari di peso di osservanza bossiana a essere sopravvissuto alle ramazze del duo Maroni-Salvini, continua a essere uno dei dominus della politica italiana, di cui conosce ogni trucco, ogni trabocchetto, ogni segreto. E che continua, nonostante le polemiche, a godere di amicizie insospettabili, trasversali, grazie a una conoscenza delle tecniche parlamentari che lo rendono uno dei più ascoltati politici italiani, perlomeno in aula. Chissà mai che un domani, dimenticate le provocazioni, l'esperienza dell'ex ministro non possa tornare utile, non solo alla Lega, ma a tutti i partiti. È questo, a ben vedere, uno dei segreti della sua lunga e inossidabile carriera politica. 

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