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Rimini, mare agitato per le correnti cielline

Lettiani contro formigoniani, Mauro e Lupi antagonisti, le fondazioni di Amicone e Vittadini schierate. Al Meeting la galassia del movimento si svela plurale. E già guarda alle elezioni

Rimini, mare agitato per cl

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Le fondazioni agitano Cl. La tradizionale passerella di politici e di imprenditori al Meeting di Rimini non deve
trarre in inganno. Le acque cielline restano turbolente a un anno dalla lettera aperta di don Julian Carron, il successore di don Luigi Giussani alla guida del movimento, che chiedeva un ritorno alle origini dopo gli scandali.

Lo schiaffo a Roberto Formigoni, escluso dai relatori del Meeting, è solo il sintomo di un malessere più ampio. Per molti la «scelta religiosa» proposta da Carron è un ossimoro per un movimento che ha visto la sua ragion d’essere, sin dall’inizio, nell’impegno in politica. Formigoni non accetta di farsi da parte. E con lui si schiera l’ala più combattiva di Cl. A cominciare da Giancarlo Cesana, anche lui finito in ombra nelle ultime edizioni del Meeting.

Il battagliero direttore del settimanale Tempi, Luigi Amicone, mette in campo la Fondazione Tempi, lanciata proprio in questi giorni con lo slogan «facciamo casino», per ingaggiare nuove e decise battaglie politiche. Sul fronte opposto, la Fondazione per la sussidiarietà di Giorgio Vittadini si fa interprete ufficiale della linea di Carron: dopo gli scandali che hanno travolto alcuni vertici della Compagnia delle opere (il braccio economico di Cl) e i guai giudiziari di Formigoni, bisogna voltare pagina. Qualcuno fa anche una semplificazione: Cesana, Amicone e Formigoni reclamano elezioni subito e si schierano con la nuova Forza Italia, mentre Vittadini guarda al centrosinistra e fa muro a sostegno del governo di Enrico Letta. Però sono schematismi che valgono fino a un certo punto per Cl.

Un fatto è certo: pesa sul movimento anche l’antagonismo di due vecchi amici-rivali, oggi entrambi ministri, Maurizio Lupi, rimasto fedele a Silvio Berlusconi, e Mario Mauro, passato con Scelta civica ma di nuovo in ottimi rapporti con il Cavaliere.

E non è da sottovalutare la mancata elezione di Angelo Scola al soglio di Pietro: Papa Francesco oggi è un deciso sostenitore della scelta religiosa come Carron. Mentre il cardinale di Milano, già sponsor del Movimento popolare di Formigoni e Cesana, sarebbe stato probabilmente di tutt’altro avviso. Il confronto tra gli allievi del «Gius» resta aperto e peserà sugli equilibri nel centrodestra.

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