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Politica

Renzi alla direzione Pd: "O il voto dopo la Consulta o il Governo di tutti"

Il segretario nomina una delegazione permanente per la crisi e cita Don Abbondio. Ma rimanda la discussione interna al partito

"Non sono io a decidere. Devono essere i partiti, tutti i partiti, ad assumersi le loro responsabilità. Il punto non è cosa vuole il presidente uscente, ma cosa propone il Parlamento". Matteo Renzi lo scrive sulla e-news, la prima dopo il referendum e l'ultima da presidente del Consiglio del governo in carica, prima di recarsi alla direzione del Pd.

Lo posta ai suoi amici su Facebook mentre si avvia al Nazareno per parlare alla Direzione del Pd, confermando l'appuntamento delle 19 al Quirinale per dimettersi. Ecco cosa ha detto alla direzione:

Lo stile come il coraggio di Don Abbondio
"So che qualcuno ha festeggiato in modo prorompente e non elegantissimo la decisione di dimettermi, lo stile è come il coraggio di Don Abbondio. Non giudico e non biasimo ma osservo e rilancio: alzo il calice festeggiando questo momento perchè quando sei stato indicato dal Pd a fare il premier hai la fortuna di poter governare e per come la vedo non hai il diritto di mettere il broncio, chi usa il broncio o il vittimismo come elemento di iniziativa politica fa danno a se stesso".

Il "boom" delle richieste di iscrizione
Così Matteo Renzi, in direzione, allude ai brindisi di alcuni esponenti Pd dopo la vittoria del NO al referendum. E continua: "La discussione" della direzione Pd "sarà pacata ma trasparente agli occhi del nostro mondo che sta registrando in questo momento un incredibile boom di richieste di iscrizione". La platea applaude e lui scherza: "Capisco che non c'eravamo più abituati...".

Il prezzo della solitudine
Renzi è molto chiaro: "O si va a votare dopo la sentenza della Consulta o se invece vogliono un nuovo governo che affronti la legge elettorale ma anche gli appuntamenti internazionali il Pd è consapevole ma non può essere il solo perchè abbiamo già pagato il prezzo della solitudine in un tempo non troppo lontano. Anche altri devono caricarsi il peso almeno in parte perchè è difficile sostenere che noi in nome della responsabilità veniamo tratteggiati come, cito, "il quarto governo non votato dal popolo", "il quarto dopo il colpo di stato del 2015", "il governo figlio di un parlamento illegittimo" o "il terzo governo di trasformismo di Alfano e Verdini".

La delegazione e la direzione permanente
Dunque, la sua proposta: "Propongo che ci sia una delegazione al Quirinale composta da uno dei due vicesegretari, Guerini, dal presidente Matteo Orfini e dai due capigruppo Ettore Rosato e Luigi Zanda. Propongo che la direzione sia convocata in modo permanente per consentire alla delegazione di venire a riferire quando vi saranno elementi di novità", aggiunge.

Il futuro
Ha poi illustrato le due alternative dopo le sue dimissioni: "Noi non abbiamo paura di niente e nessuno, se gli altri vogliono andare a votare, dopo la sentenza della Consulta, lo dicano perchè qui si tratta tutti di assumersi la responsabilità. Il Pd non ha paura della democrazia e dei voti".

E sulle alternative in vista ha detto: "Un passaggio interno" di riflessione sul risultato del referendum "sarà molto duro nella chiarezza che deve contraddistinguere il Partito democratico, ma dovrà arrivare dopo la crisi di governo che si dovrà aprire adesso... Siamo il partito di maggioranza relativa. Dobbiamo dare una mano al presidente della Repubblica a chiudere la crisi nelle modalità che individuerà".

La playstation e il compleanno della nonna
"Speriamo domattina alla Playstation nel torneo con i miei figli di avere piu' fortuna di quanta ne ho avuta qui con qualcun altro..." scherza infine Matteo Renzi. "Domani torno a casa per festeggiare gli 86 anni della mia nonna più giovane. Ringraziamo gli anziani...", aggiunge con una battuta con riferimento implicito della composizione dei voti per il Sì al referendum.

Poi il saluto e l'ultimo viaggio verso il Quirinale per rassegnare le sue dimissioni.

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