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Quirinale, chi sono gli (ex) inquilini d'oro

Ambasciatori, generali in pensione, capi segreteria: case a prezzi stracciati per i collaboratori di Napolitano. A partire da Donato Marra

Hanno già fatto i bagagli, tutti. Ma grazie al decreto presidenziale 14/N, datato 6 agosto, firmato dal segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti, e controfirmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, passeranno alla storia come gli ultimi inquilini (d’oro) del Colle. Non erano dipendenti del Quirinale ma hanno beneficiato lo stesso di un appartamento di servizio nel centralissimo palazzo San Felice, a costo praticamente zero.

I nomi, inediti, che risultano a Panorama sono quelli di ambasciatori e generali, giornalisti e altissimi funzionari dello Stato, tutti consiglieri stretti dell’allora presidente Giorgio Napolitano. Insomma, la crema della crema della Repubblica.

L’indirizzo, prestigiosissimo, era adeguato alla carica: via della Dataria, a pochi passi dal Colle. E di favore era anche il trattamento: acqua, luce e gas pagati a metà dal Quirinale. Niente tassa sui rifiuti. Zero costi di condominio. Auto blu, parcheggio e servizio di guardiania gratuito, ovviamente a cura del servizio di sicurezza della presidenza. In più mobili antichi, talvolta anche di un certo pregio, e vasellame, tappeti e terrazza (con strepitosa vista su Roma) per l’inquilino dell’appartamento di alta rappresentanza, ossia l’uomo di ferro del presidente Giorgio Napolitano: il potentissimo segretario generale del Quirinale Donato Marra, classe 1940, consigliere di Stato e già sottosegretario alla Giustizia nel Governo Dini.

Titolare di uno stipendio sul mezzo milione di euro (praticamente il doppio di Napolitano), Marra si era trasferito nel bell'alloggio di San Felice nel 2006, subito dopo la nomina, insieme alla moglie (che, priva di patente, veniva accompagnata ovunque, in auto blu, da un autista del Quirinale). Il privilegio è durato ben nove anni, ma tra i suoi predecessori c'è stato chi ha fatto di meglio. Come Gaetano Gifuni, segretario generale con Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, che in quell’appartamento di rappresentanza ci è rimasto 14 anni. O Nicola Picella, arrivato al Colle nel 1954 con Giovanni Gronchi e rimastovi con Giuseppe Saragat e Giovanni Leone, che a San Felice, si narra, è addirittura passato a miglior vita.  

Ignoti i costi di mantenimento del palazzo e i canoni di locazione pagati dagli illustri ex inquilini della presidenza della Repubblica.

Oltre a Marra, a Panorama risulta che abbiano beneficiato di un tetto a condizioni di favore anche il capo della segreteria di Giorgio Napolitano, Carlo Guelfi, che oggi assiste il presidente emerito al Senato; il primo portavoce del presidente, Pasquale Cascella, oggi sindaco di Barletta, e il suo successore Maurizio Caprara, ora tornato al Corriere della Sera; l’ex consigliere militare del Colle, il generale della Guardia di Finanza (in pensione) Rolando Mosca Moschini, e i consiglieri diplomatici Stefano Stefanini, ex ambasciatore presso la Nato a Bruxelles, e poi Antonio Zanardi Landi, ex ambasciatore a Mosca.

Dal Colle confermano che con l’arrivo del nuovo presidente "tutti hanno regolarmente lasciato l’appartamento di servizio" dove erano alloggiati, e che per nessuno dei collaboratori e consiglieri di Sergio Mattarella è previsto un alloggio in cui trasferire armi e bagagli, famiglia compresa.

Per la crema del Quirinale è la fine di un’epoca: il quartierino a via della Dataria era infatti uno dei fringe benefit più apprezzati, insieme al diritto di accedere alla spiaggia (e ai relativi capanni) della tenuta presidenziale di Castelporziano. Una spiaggia riservatissima, in cui oltre ai consiglieri del presidente e ai dipendenti iscritti al Cral del Quirinale (con le relative famiglie), fino all’avvento di Mattarella, che ha dato il via libera a un’associazione di ragazzi disabili, erano ammessi solo pochi ospiti Vip. Come la presidente della Camera Laura Boldrini.

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Laura Maragnani