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Politica

Primarie Pd: chi vince la sfida del look?

Perchè in una lotta come questa l'immagine conta, eccome... I giudizi dell'esperto

I candidati alle primarie del centrosinistra al dibattito su Sky (Credits: Gian MAttia D'alberto/LaPresse)

Se fosse il calcio d’inizio di una partita importante sentiremmo il telecronista di turno gridare: “Da sinistra, Pierluigi Bersani, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Laura Puppato e Bruno Tabacci!”. E più o meno domenica andrà così perché la formazione in campo è esattamente questa. Anche se i numeri e gli ultimi sondaggi puntano su un “attacco” con schieramento a tre formato da Bersani, Renzi e Vendola, i più papabili a segnare il gol della vittoria e a incominciare le prove da presidente del Consiglio.

Tanti i fattori che concorrono a un possibile successo e, uno di questi, come abbiamo avuto modo di constatare durante la campagna elettorale (e mediatica) americana, è senza ombra di dubbio il look. “Il modo di proporsi alla gente”, spiega lo stylist Riccardo Bulgarelli, “la dice lunga sul tipo di atteggiamento che poi si andrà a tenere in veste ufficiale: dobbiamo pensare, quando scegliamo il candidato, anche allo stile che proporrà all’estero quando si troverà faccia a faccia con i grandi della Terra”.

Bersani, ad esempio”, dice lo stylist, “è immediatamente riconducibile al classico stile dell’uomo di sinistra: vestiti spezzati, camicia per lo più bianca o azzurra con maniche risvoltate e cravatte regimental dal tessuto molto pesante”. Insomma coerente con le idee che propone ma decisamente fuori moda. “Prendiamo gli occhialini che lo vediamo spesso maneggiare freneticamente e appoggiarsi  sul naso per leggere: un chiaro simbolo della sinistra intellettuale ma troppo old style. Perfino Kissinger sdrammatizzava un look già austero con i famosi “moscot” tartarugati. Vintage sì, ma di gran classe!”.

Vendola, secondo Bulgarelli “è l’anti-stile per eccellenza”. L’orecchino forse andava bene negli anni Ottanta, ora non serve più neanche a rappresentare un determinato gruppo, “è solo di cattivo gusto e antiestetico”, spiega lo stylist che conferma: “se, come in America, il look del candidato contasse per un buon 40% dei consensi, lui partirebbe sconfitto dal principio”. Qualche consiglio last minute? “Intanto dovrebbe buttare tutti i completi gessati dall’armadio che fanno tanto ‘Padrino’ e non lo valorizzano; in secondo luogo, per un brizzolato come lui, va benissimo puntare sui toni del grigio chiaro per giacca e pantaloni, ma guai ad accostarli, come è suo solito fare, a polo o T-shirt nere. Solo Giorgio Armani può permettersi di esasperare un capo di estrema eleganza con un girocollo, ma perché punta su una qualità dei tessuti di estrema sartorialità. Non vanno mescolati gli stili se non si è in grado di farlo!”. Insomma il povero Vendola esce perdente dal confronto degli outfit.

Tutt’altra storia per il favorito sindaco di Firenze che “sembra quasi un uomo di destra per come si veste”, continua lo stylist, “basta dare uno sguardo alle foto di qualche anno per notare i cambiamenti. Il Renzi di oggi è un uomo abbronzato, col capello più corto e il viso meno paffuto di un tempo. E’ perfetto in abito blu, camicia bianca e cravattino fine, ma ha il vizio di voler apparire ancora più giovane di quello che è forzando uno stile che non gli si addice per niente. Capisco quindi il desiderio di avvicinarsi a un pubblico nuovo, ma dovrebbe farlo senza esagerazioni: niente jeans e camicia casual aperta, piuttosto azzarderei un paio di chino se proprio non vuole mettere la cravatta”. Il grande merito di Matteo Renzi è anche quello di evitare completamente gli accessori, come hanno fatto tutti i più grandi politici della storia: non è mai bello sfoggiare orologi costosi o gioielli di fronte al proprio elettorato, soprattutto in un momento di crisi come questo dove molta gente fatica ad avere un salario. “Ma forse Renzi lo fa perché ha paura”, scherza lo stylist, “di sentirsi dire ‘sindaco, ha sbagliato primarie’”.

E se di Tabacci salviamo solo le cravatte di Marinella, alla signora Laura Puppato lo stylist propone uno svecchiamento del look attraverso vestiti a sacchetto o soprabiti morbidi al ginocchio sopra pantapalazzo che ne valorizzerebbero sicuramente la morbida silhouette. “In questo modo, un mio ipotetico voto, andrebbe sicuramente a lei”.

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