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Politica

Polverini dice "addio". Il diario della crisi

La dimissioni "irrevocabili" della presidente della Regione Lazio arrivate dopo un'estenuante via crucis - il ritratto di Renata Polverini -

L'ex Governatore del Lazio, dimissionaria, Reanata Polverini (Credits: ansa)

Lunedì 24 settembre - Alle 20 Renata Polverini annuncia le sue dimissioni irrevocabili. "Adesso mi sento libera, mi sentivo intrappolata come in una gabbia" dichiara l'ormai ex governatrice dopo una giornata scandita dalla conta delle firme raccolte o promesse dai consiglieri pronti a dimettersi.

Dopo aver ottenuto l'ok di Fli, Mpa e Api, il capogruppo Pd Esterino Montino invocava il passo decisivo da parte dell'Udc. Domani, martedì 25 settembre, si sarebbe dovuta tenere una riunione dell'Ufficio politico del partito di Pier Ferdinando Casini che dopo l'iniziale fiducia riservata alla Polverini, già ieri sera appariva più freddo.

A pesare sul cambio di orientamento, la dura condanna espressa dal presidente della Cei Angelo Bagnasco e del vicario del Papa nella Diocesi di Roma Agostino Vallini sullo scandalo-fondi che ha travolto la Regione Lazio. "Arriviamo qui puliti - le parole di Renata Polverini - La giunta ha operato bene e ha portato risultati importanti. La giunta interrompe la sua azione a causa di un Consiglio che non considero più degno. Questi signori li mando a casa io senza aspettare ulteriori sceneggiate, con questi malfattori io non ho nulla a che fare".

Domenica 23 settembre - Alle 18 Renata Polverini sale al Colle per comunicare la sua decisione al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un'ora e mezza dopo e a palazzo Chigi per incontrare il premier Mario Monti. La notizia non trapela, ma persone vicine alla governatrice la definiscono "molto provata".

Secondo indiscrezioni di stampa, Polverini avrebbe chiesto a Monti cosa ne pensasse delle sue dimissioni, ottenendo un suo rifiuto a dispensare consigli su questioni politiche. Monti avrebbe confermato l'iter verso le nuove elezioni già illustrato all'ex governatrice dal ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri.

Alle 20 Renata Polverini raggiunge P.zza San Silvestro, a due passi da palazzo Chigi, dove si trova la sede della sua fondazione Città Nuove, per un incontro con i suoi fedelissimi.

Sabato 22 settembre. Franco Fiorito si dice disposto a restituire 400mila euro. Nel frattempo il Partito democratico annuncia l'avvio di una raccolta firme per le dimissioni dei suoi consiglieri con l'obiettivo di far cadere il Consiglio regionale. Serviranno 36 firme più una. Aderiscono anche Sel e Socialisti. Danno la loro disponibilità Radicali, Verdi e Fds. Inizia il pressing sull'Udc che vede contrario in particolare il vicepresidente della Regione e assessore alle Politiche del Territorio e dell'Urbanistica Luciano Ciocchetti.

Venerdì 21 settembre. Di prima mattina la Guardia di Finanza è in via della Pisana per farsi consegnare i rendiconti dei gruppi depositati presso l'Ufficio di Presidenza. Chiara Colosimo viene nominata all'unanimità neo capogruppo del Pdl al termine di una riunione durata pochi minuti. Alle 15 del pomeriggio il Consiglio regionale approva  all'unanimità tagli per 23 milioni di euro entro l'anno. Renata Polverini scandisce: “Si va avanti”. Durante la stessa seduta l'opposizione presenta una mozione di sfiducia nei suoi confronti che viene calendarizzata per mercoledì 26 alle 11.30.

Giovedì 20 settembre. Francesco Battistoni si dimette da capogruppo del Pdl alla Pisana, ma non da consigliere. “Mi sono dimesso per senso di responsabilità e spirito di disciplina - dice Battistoni - Ho preferito lasciare piuttosto che far cadere la Giunta della Regione Lazio. Ringrazio tutto il gruppo che non mi ha mai fatto mancare la fiducia e l'appoggio. Continuerò a fare politica in qualità di consigliere”.

Lo stesso giorno siti e giornali pubblicano le foto della festa greco-romana organizzata a Cinecittà dal consigliere Carlo De Romanis. Tra maschere di porco e ancelle semivestite, tra Zeus barbuti, Apolli e gladiatori, spunta anche, in abiti civili, Renata Polverini.

Mercoledì 19 settembre. Franco Fiorito viene interrogato nella sede del comando del nucleo di polizia valutario della Guardia di finanza di Roma. L'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio è indagato per peculato nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei fondi regionali.

Nel pomeriggio Renata Polverini incontra al Viminale il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri  per informarsi sul percorso procedurale che seguirebbe alle sue dimissioni. In serata un incontro nella sede nazionale del partito, a via del'Umiltà, dove i vertici del Pdl, con Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, hanno convocato coordinatori capigruppo. In serata Silvio Berlusconi convince al telefono Renata Polverini a non mollare e a restare alla guida della Regione Lazio.

Martedì 18 settembre. Da ambienti giudiziari cominciano a uscire le carte sulle proprietà di Franco Fiorito tra cui otto fabbricati e cinque terreni in Ciociaria, una villa abusiva da 800mila euro nel parco del Circeo in provincia di Latina, le abitazioni in via Margutta a Roma di proprietà dell'Ipab Sant'Alessio, la casa di via Gesù e Maria a due passi da P.zza del Popolo, quella ai Parioli, il “loculo” di 45 metri quadrati in via Catania, le ville a Tenerife, le auto di grossa cilindrata come il Bmw X5 pagato 80mila euro ma anche la Smart.

Tra stipendio, indennità ed entrate varie “Er Batman” si mette in tasca ogni mese circa 40mila euro. Tutto il resto lo girerebbe ai colleghi di partito, molti dei quali, è lui stesso a fare i nomi di 8 consiglieri, sarebbero particolarmente insistenti con le richieste.

Lunedì 17 settembre. Durante una drammatica riunione del Consiglio regionale del Lazio il presidente Renata Polverini chiede scusa per le spese scellerate da parte del Pdl locale. La maggioranza alla Regione Lazio si compatta e da' via libera alla mozione della governatrice Renata Polverini che prevede tagli alle spese del Consiglio stesso. Si tratta di una serie di provvedimenti che porteranno, entro il 2013, a ridurre le spese dagli attuali 98 milioni di euro a 70.

Venerdì 14 settembre. Franco Fiorito si autosospende dal Pdl. A dare l'annuncio è il coordinatore regionale del partito Vincenzo Piso al termine di un'infuocata riunione della sede di via dell'Umiltà. La Guardia di Finanza perquisisce l'abitazione e gli uffici alla Pisana dell'ex capogruppo Pdl e sequestra documenti utili alle indagini.

Mercoledì 12 settembre. L'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito viene iscritto nel registro degli indagati dai magistrati della Procura di Roma. L'ipotesi di reato è il peculato. Secondo l'accusa avrebbe utilizzato per fini personali i fondi pubblici assegnati al gruppo del suo partito. A far partire le indagini è una relazione redatta da un commercialista e da un avvocato incaricati dal capogruppo Pdl Francesco Battistoni.

Martedì 24 luglio. Il presidente del consiglio regionale del Lazio Mario Abruzzese annuncia la nomina di Francesco Battistoni a nuovo capogruppo del Pdl in sostituzione di Franco Fiorito il quale commenta di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione ufficiale della decisione e di non aver mai partecipato a riunioni di gruppo che avessero all'ordine del giorno la votazione della sfiducia nei suoi confronti.

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