Tutti pazzi per il cardinale Bagnasco

Annalisa Chirico Al cardinal Bagnasco questa roba non piace. Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana apprezza solo le suore vere, non quelle travestite. E i crocefissi multitasking gli danno disgusto. Stupisce che qualcuno se ne stupisca. Una cosa però va …Leggi tutto

Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco (Ansa)

Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco (Ansa)

Annalisa Chirico

Al cardinal Bagnasco questa roba non piace. Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana apprezza solo le suore vere, non quelle travestite. E i crocefissi multitasking gli danno disgusto. Stupisce che qualcuno se ne stupisca. Una cosa però va detta: dal super cardinale mi aspettavo un guizzo di originalità. Voglio dire, di questione morale parlava già Berlinguer, e da allora persino Di Pietro ha imparato a discettarne a destra e a manca. Paradossi della storia. “Pansessualismo” di fresco conio cardinalizio invece è giunto inaspettato e assai gradito.

Guai a mettere il bavaglio alla Chiesa. Vescovi e cardinali hanno diritto a partecipare al dibattito pubblico a pieno titolo. Soprattutto poi quando trattasi di sesso e licenziosità. Non si finisce mai di imparare, neanche dai votati alla castità perpetua. Quello che sconvolge davvero non è il canto d’Oltretevere, ma il controcanto al di qua del Tevere. Uno spettacolo penoso.
Al clericalismo militante della destra si contrappone, per modo di dire, il laicismo a intermittenza della sinistra. Alla prima almeno il premio della coerenza. Da una parte, i “credenti” del Pdl sgomitano per fornire l’esegesi prediletta delle parole del super cardinale. I vari Roccella, Sacconi, Quagliariello tutti impegnati a sfornare l’interpretazione che bilanci il massimo di clericalismo con il minimo di antiberlusconismo. Arte sopraffina.

A sinistra, il silenzio di autocompiacimento/allineamento è rotto dalle parole di Bersani. Il leader della sinistra progressista ancorché cattocomunista dichiara: “Non voglio commentare le parole di Bagnasco, basta leggerlo, si capisce bene”. Chiude così. Bagnasco portavoce in pectore del PD. Insomma, anziché ripetere si rimanda alla fonte originaria. Un passaggio in meno.
Il super cardinale dispensa lezioni di buongoverno, si fa censore dell’immoralità, punta il dito e tutti gli fanno largo pronti a saltare al collo della vittima designata. Uno spettacolo sconcertante. Nessuno, dico nessuno, che ricordi al super cardinale i problemi di casa sua, la contraddittorietà di un certo rigorismo misto a paraculismo. Si perdoni il francesismo, ma si dà il caso che solo in Italia e negli Stati Uniti ci siano centinaia di procedimenti giudiziari pendenti nei confronti di esponenti dell’onorabile clero per abusi sessuali nei confronti di minori. Per non parlare delle condanne già passate in giudicato. Meglio andare a puttane che a bambini, mi si consenta.

Si dà il caso che il Vaticano sia pur sempre il Vaticano del Concordato, dell’8×1000 strappato con l’inganno dalle tasche degli italiani. Il Vaticano che ha negato i funerali religiosi a Piergiorgio Welby, che ha parteggiato per la legge (già in parte smantellata dalla Corte Costituzionale) contro la procreazione medicalmente assistita, costringendo migliaia di coppie ad emigrare per avere un figlio. Lo stesso Vaticano, che ha crocefisso un padre perché voleva veder rispettata la volontà della figlia dopo 17 anni di prigionia contro natura. Il Vaticano, che nega pari diritti a chi fa scelte d’amore diverse da quelle scalfite nella pietra del dogma insindacabile, immutabile; che difende una legge barbara destinata ad essere presto approvata in Senato, in base alla quale la volontà espressa dal paziente sul fine vita è degradata a orientamento da tenere in considerazione, se del caso. Una legge confessionale, che impone il sondino di stato, escludendo nutrizione e idratazione artificiali dal campo della nostra libertà di scelta.

Al cardinal Bagnasco questa roba non la ricorda nessuno. Tutti sull’attenti, capo chino e coscienza nel cassetto. Per i vari Vendola e Bersani questo è il momento di recitare la parte dei clericali. Laicità e diritti possono aspettare. Cardinale, che dire? Ognuno si diverte come può. Lei è libero di darci lezioni, e noi di infischiarcene amorevolmente per vivere come vogliamo. Del resto meglio le parole al vento di un cardinale che le leggi scritte di un Parlamento.

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