Se Mentana sbatte la porta in faccia alla corporazione dei giornalisti

di Annalisa Chirico Lo ammetto, io ero rimasta ai comunicati delle Brigate Rosse, quelli con il numericino accanto. Conosco persino quelli delle assemblee universitarie manovrate dai capetti marxisti-leninisti, che in nome della democrazia dei soviet, per l’appunto, licenziano …Leggi tutto

Il direttore del Tg de La7 Enrico Mentana

Il direttore del Tg de La7 Enrico Mentana

di Annalisa Chirico

Lo ammetto, io ero rimasta ai comunicati delle Brigate Rosse, quelli con il numericino accanto. Conosco persino quelli delle assemblee universitarie manovrate dai capetti marxisti-leninisti, che in nome della democrazia dei soviet, per l’appunto, licenziano poche e scarne dichiarazioni, e ne affidano la lettura al primo studentello che passa di lì. Comunicati da leggere con rigore ossequioso, in modo impersonale, scandendo parola per parola perché in quelle parole (non in altre!) è cristallizzata la volontà collettiva, oligarchicamente concepita e partorita.
Ora apprendo di onorandi comunicati sindacali, la cui non lettura giustificherebbe addirittura la denuncia di un direttore di telegiornale, che fa il suo mestiere e vuole leggere notizie, non altro. “Così come durante il tg non ho mai letto comunicati di Telecom, ovvero del mio editore, non vedo perché – spiega Enrico Mentana – dovrei leggere quelli dei sindacati”. Non fa una piega. La Federazione della Stampa però si è infuriata. I comunicati di lotta sindacale vanno letti, sono le regole. Se ti rifiuti, la categoria va in rivolta. Ma, io chiedo, questi interessantissimi e succulenti comunicati non si possono diffondere in modo alternativo affinché siano conoscibili a chi vuole conoscerli? Devono necessariamente passare per la lettura coattiva da parte del direttore? E se il direttore non vuole prestarsi, può forse esservi costretto? Per la Federazione sì, deve essere costretto. Gli tocca, dunque, prestarsi a una messinscena, in cui non si ritrova, che non gli appartiene per stile e cultura.

Ognuno fa i comunicati che vuole e aderisce agli scioperi che vuole, con qualche regola e nulla più. Libertà, libertà, libertà. Ugualmente però va tutelata la libertà di chi al teatrino corporativo dello scioperino non ci sta. Tanto che di fronte alla via giudiziaria il direttore in questione ha rassegnato le dimissioni. Come lavorare con chi ti ha citato in giudizio? Il direttore c’è da sperare che tornerà. Nel frattempo, tenetevi pure i vostri comunicati federati, che odorano di imposizione, prevaricazione e abuso. Noi, poveri spettatori, ci conviene stare allerta. Sbadigliamo piano, le regole sindacali potrebbero vietarlo, chi lo sa. “Lesione dell’onorabilità sindacale per carenza di attenzione”. Gli interessi della categoria non guardano in faccia nessuno. BR, Bavagli e Rifiuti sono vietati. Yawn (sbadiglio).

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