Pannella e Napolitano: L’orrore della contemplazione

Ecco che cosa Marco Pannella diceva di Napolitano il 27 dicembre 2012 nel corso di un convegno sulle violazioni del diritto (e dei diritti civili e politici) in vista delle elezioni politiche dello scorso anno. ” (…) Il rischio è …Leggi tutto

Ecco che cosa Marco Pannella diceva di Napolitano il 27 dicembre 2012 nel corso di un convegno sulle violazioni del diritto (e dei diritti civili e politici) in vista delle elezioni politiche dello scorso anno.

” (…) Il rischio è l’orrore della contemplazione: è possibile che quello che accade manifestamente a livello di violenza quotidiana alla Costituzione non abbia reazioni dirette di studio o denuncia, ed anzi venga dato per scontato nell’orrore che dilaga e continua ogni giorno? La questione urgente da porre all’attenzione di ciascuno di noi è come il Capo dello Stato tratta il Parlamento. Non è solo un problema di quale messaggio inviare alle Camere. E’ indubbio che questo Presidente offende il Parlamento e la Costituzione rifiutandosi quotidianamente e manifestamente di usare le sue prerogative nei confronti del suo potere di riferimento che per Costituzione è il Parlamento e non certo il Governo. Sbaglio o invece il Presidente del Consiglio ci ricorda continuamente che lui è stato “inventato” dal Capo dello Stato? La nomina di Monti è stata una “intuizione” del Presidente della Repubblica; l’attenzione da parte di quest’ultimo al Governo è quotidiana, costante, ce lo dice la cronaca. Tra Capo dello Stato e Presidente del Consiglio il rapporto è diventato “strutturale”. E’ l’anticostituzione violenta, il colpo di stato costante: il Presidente della Repubblica, per Costituzione, ha solo il compito di “designare” il capo dell’Esecutivo e ciò a partire grosso modo dalla realtà parlamentare. Per il resto i rapporti tra Capo dello Stato e Presidente del Consiglio debbono essere mediati dal Parlamento, mentre Napolitano tutti i giorni interviene, consiglia, manda letterine all’Ufficio di Presidenza del Senato (sapendo delle riunioni dei partiti) e così via. Il fatto che questo scandalo quotidiano sia vissuto con naturalezza è sconcertante. Il problema è l’assuefazione, anche perché questa quotidiana offesa alla Costituzione ha una sua logica nella continuità di questa Repubblica con la partitocrazia fascista. Non a caso fra i vincitori della Costituente sono stati accolti i rappresentanti del potere fascista rosso, comunista, e non certo come “battuti” ma come gli eroi dell’Antifascismo, della Libertà e del Diritto. Da allora la continuità con il regime fascista è stata garantita. Il problema è che la cultura, la formazione e la discendenza di questo Presidente della Repubblica è tutta nella tradizione comunista, in questa metamorfosi del male o in questo corso e ricorso della Storia. Come dice anche Cassese nel suo ultimo libro intitolato “L’Italia: una società senza Stato”: spesso le grandi rivoluzioni o le grandi riforme sono fallite proprio perché si è sottovalutato il momento della continuità o discontinuità della nuova Amministrazione con la fase precedente. Ed è proprio quello che noi oggi abbiamo. Su tutto questo la dottrina, i giuristi, i costituzionalisti italiani sono accecati’.

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