Oltre al “lato B” c’è di più

di Annalisa Chirico Fracomina ha vinto. Dopo l’alzata di scudi (crociati) contro la campagna pubblicitaria lanciata dall’azienda di abbigliamento, adesso tutti conosciamo il suo marchio. Più pubblicità di questa? E se la merita tutta. Fracomina ha posizionato un enorme specchio …Leggi tutto

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di Annalisa Chirico

Fracomina ha vinto. Dopo l’alzata di scudi (crociati) contro la campagna pubblicitaria lanciata dall’azienda di abbigliamento, adesso tutti conosciamo il suo marchio. Più pubblicità di questa? E se la merita tutta. Fracomina ha posizionato un enorme specchio davanti al Paese. Ecco, Italia, ti sei ridotta così.

Questa volta non c’erano né tette né culi al vento. Immagini di donne, belle donne coperte e seducenti, insieme a messaggi infarciti di una contraddittorietà solo apparente. “Sono Maddalena, faccio la escort e non sono una ragazza facile”. “Sono Maria, non sono vergine e ho una forte spiritualità”. Come a dire, non è detto che un macellaio non possa essere vegetariano. Un invito all’(auto)riflessione. O, semplicemente, una boutade. Ognuno la valuta come crede, del resto così è per ogni pubblicità. Ad assumersi il rischio, in ogni caso, è l’azienda.

In assenza di nudità contro cui dimenarsi, il fascismo dei governanti ha fatto un salto di qualità prendendo di mira gli annunci, le parole. Alemanno s’è incazzato contro quelle frasi “insostenibili”, che inquinano la dignità della donna. A Gallipoli e a Brindisi a sentirsi più inquinata è stata la religione a causa dei riferimenti biblici. Indignato pure il pio Giovanardi, da non crederci.

A dare man forte al fascismo della politica ci hanno pensato le femministe benpensanti (quelle a cui il Corsera, e non solo lui, dà ampio spazio). Basta pubblicità scabrose, servono idee non culi. Scusate, ma i culi qui non ci sono. Queste ragazze sono nate belle e posano per una pubblicità, lo fanno di mestiere. Come volete vederle? Ancora più coperte, magari con un chador? No, rispondono le donne-che-tradiscono-le-donne, no. Qui il problema è che “si strumentalizza una strumentalizzazione” nel “tentativo di cavalcare l’insofferenza delle donne per l’infinito rosario di bocche, seni e sederi”. A questo punto io non mi raccapezzo più. Se mostri i culi, sbagli. Se non mostri i culi per dire che oltre il culo c’è di più, sbagli lo stesso. Tutto questo puzza di fanatismo, di censura, di fascismo. Altro che femminismo.

A quelli di Fracomina va un grazie perché lo specchio, che ci hanno posizionato davanti, mostra quello che siamo, un teatrino. Dove il potere politico censura la campagna pubblicitaria di un’azienda privata, e nessuno si scompone. Nessuno batte ciglio. Si schierano per giunta a difesa della censura le donne-paladine-delle-donne. A colpi di mannaia. Quelle ragazze vestite, delle cui vite non sappiamo nulla e il cui unico peccato sembra quello di esser nate belle, mandano “messaggi fuorvianti”. Perché, diciamocelo, una escort non può che essere una donna facile. E a una non-più-illibata non si attaglia una forte spiritualità. Maria e Maddalena poi non si toccano, anzi non si pronunciano nemmeno.

Siamo un Paese di fanatici, ecco quello che siamo. Saldi nei nostri stereotipi, sempre alla ricerca dell’egoarca di turno. In fondo la prepotenza del potere politico la comprendiamo, la tolleriamo, la accarezziamo. Sissignore, tutti in coro.

Fracomina ci ha messo a nudo, e noi siamo rimasti in mutande. Comodi, in mutande. Tana.

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