L’appello Spinelli&co. a Grillo. No entiendo

Ultimamente ci sono diverse cose che mi sfuggono della politica italiana. Non che prima ne capissi granché, beninteso. Noi donne  siamo notoriamente delle capre quando si tratta di politica (per questo stereotipo sono a rischio scomunica da parte di qualche …Leggi tutto

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Ultimamente ci sono diverse cose che mi sfuggono della politica italiana. Non che prima ne capissi granché, beninteso. Noi donne  siamo notoriamente delle capre quando si tratta di politica (per questo stereotipo sono a rischio scomunica da parte di qualche sindacato rosa, lo so).

Fatto è che di fronte all’appello degli intellettuali capitanati da Barbara Spinelli a favore di un accordo PD-M5S mi sono posta un interrogativo senza risposta, o meglio io non ho trovato alcuna risposta. Perché mai Beppe Grillo dovrebbe cedere all’appello di una schiera di intellettuali militanti ed elettori del concorrente PD? Mi sfugge il senso. Sia chiaro, sfugge a me, non alle menti illuminate che lo hanno firmato.

Sarà, ma io proprio non capisco per quale ragione Grillo dovrebbe accondiscendere alle gentili e composte richieste di quella élite culturale che si autoconcepisce come la parte “migliore” del Paese mandando al macero mesi e mesi di ruggente campagna elettorale.
Nelle intenzioni dei sottoscrittori dell’appello, Grillo dovrebbe dire: “D’accordo, finora ho scherzato. Vi ho preso tutti per i fondelli, cari elettori. Hanno ragione Spinelli&co., tocca allearsi col PD. E’ cosa buona e giusta”. Ma buona per chi? 

Sicuramente i sommi intellettuali sarebbero contenti se i loro desiderata si avverassero. Del resto loro non nascondono di essere militanti ed elettori del PD. Rispolverando un antico retaggio del Pci, quello degli appelli delle menti illuminate, gli stessi sommi intellettuali dimostrano di non riuscire a distinguere tra militanza e analisi.

Aggiungo in ultimo, e poi mi taccio, che quegli stessi intellettuali, se Grillo paventasse anche solo l’ipotesi di un accordo col centrodestra, scenderebbero in piazza a inscenare cortei e girotondi arcobaleneschi contro il capopopolo dichiaratamente antieuropeista, sovversivo e populista. Probabilmente lo soprannominerebbero “il nuovo Caimano”. Grillo invocato dall’intellighenzia di sinistra è lo stesso che vuole uscire dall’euro e che ha preso posizioni a dir poco controverse su Israele.

Se serve però a Bersani per piazzarsi al governo, allora si passa sopra a tutto. E a Grillo si perdona qualsiasi intemperanza. E’ la ragionevolezza di cui soltanto Barbara Spinelli&co. sono capaci.

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