La sincerità di Ingroia. Tutti insieme: Grazie Ingroia

Intanto la notizia c’è: si è riservato di decidere. Anzi no, la notizia è che scioglierà la riserva intorno al 28-29 dicembre, passato il Santo Natale in ogni caso. Il soggetto è Antonio Ingroia, magistrato palermitano in trasferta guatemalteca …Leggi tutto

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Intanto la notizia c’è: si è riservato di decidere. Anzi no, la notizia è che scioglierà la riserva intorno al 28-29 dicembre, passato il Santo Natale in ogni caso. Il soggetto è Antonio Ingroia, magistrato palermitano in trasferta guatemalteca e fresco di aspettativa per il fatidico balzo dall’ufficio del pm all’aula parlamentare. Ingroia non è il primo e non sarà l’ultimo. E’ una peculiarità tutta italiana la disinvoltura con cui si passa dalla toga alla veste parlamentare senza tanti giri di parole. E’ la politica che accoglie al suo interno chi l’ha mazzolata fino all’altroieri per darsi un’aura di palingenesi, di nuova vita. Dalle iniezioni ingroiane oggi, come da quelle dipietresche ieri, la politica esce esteticamente rinnovata (sebbene Ingroia, con o senza cravatta, non sia poi un gran vedere), lavata dall’onta corruttiva e votata a una più mistica esistenza. Sennonché tutto ciò si rivela prima o poi un mero inganno, fumo negli occhi, direbbe qualcuno. Per capire di che parlo, ecco un’immagine che vale più di mille parole: Ingroia ripete “Noi abbiamo un’arma potente che è l’onestà“, a guardarlo seduti in prima fila ci sono nell’ordine Luigi De Magistris, Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando.

Ingroia è incerto, non ha ancora deciso, deciderà, c’è da starne certi. Che cosa dobbiamo augurarci? Qualcuno ha confidato: “meglio che vada dove può far meno danni”, intendeva la politica. Nelle aule di tribunale del resto la vittima può non avere scampo. E non parlo del processo sulla trattativa Stato mafia, quelle sono bazzecole, il pm che ne aveva curato l’inchiesta – Ingroia per l’appunto – era talmente esaltato dai risultati delle proprie indagini che giunto in procinto del dibattimento ha mollato tutto per il Guatemala. L’uomo del Nuovo Mondo.

Noi che pensavamo di essercene liberati ci siamo illusi. Lui è qua, più di prima. “Non vogliamo essere un polo solo giustizialista e manettaro“, ha tuonato dal palco del Capranica di Roma. Non solo quello…e che altro? Tremate, gente, tremate. Le manette son tornate. Beata sincerità.

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