La Cassazione annulla l’ordinanza di arresto per Lusi

La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Luigi Lusi. L’ex tesoriere della Margherita ristretto a Rebibbia dal 20 giugno scorso potrebbe tornare in libertà. Vi ricordate la sequela dei roboanti interventi dei senatori che, …Leggi tutto

La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Luigi Lusi. L’ex tesoriere della Margherita ristretto a Rebibbia dal 20 giugno scorso potrebbe tornare in libertà.

Vi ricordate la sequela dei roboanti interventi dei senatori che, man mano che aprivano le porte di Rebibbia al loro collega, ribadivano che dalle carte emergeva un intento persecutorio patente e inequivocabile? Chissà se avranno qualcosa da ribattere ora alla pronuncia della Cassazione che in modo altrettanto chiaro e inequivocabile ha stabilito che il carcere preventivo per Lusi è misura esorbitante ed eccessiva.

Tocca ora al Tribunale del Riesame esprimersi nuovamente sulla sussistenza delle esigenze cautelari. La pronuncia della Cassazione dà ragione ai legali di Lusi, secondo i quali, tra le altre cose, non vi sono motivi fondati per tenere Lusi dietro le sbarre. Anche se nel nostro Paese nessuno lo ricorda, il carcere senza condanna è extrema ratio, e il Codice di procedura penale prevede un ventaglio di misure custodiali meno afflittive (come i domiciliari, per esempio) cui il magistrato dovrebbe accordare la preferenza. In teoria, il carcere dovrebbe essere misura di carattere eccezionale e residuale. Ma la prassi è tutta un’altra cosa.

L’ex tesoriere, capro espiatorio di una faida interna al Partito Democratico, ne é una vittima, non la prima né l’ultima. Quasi il 43 percento dei detenuti nelle galere italiane, dove si suicida un ristretto ogni cinque giorni, è in attesa di giudizio. Ben 15mila le persone recluse che attendono un giudizio di primo grado. La carcerazione preventiva può estendersi complessivamente fino a sei anni. Nello Stato africano del Mali, dove le donne vengono lapidate ed è vietato ascoltare musica che non sia religiosa, dal 2001 esiste una legge che fissa in sei mesi la durata massima della custodia cautelare in carcere.

L’ex tesoriere accusato di aver sottratto alla defunta Margherita 25 milioni di euro – senza che un Rutelli o un Bianco si accorgessero di alcunché, sia chiaro – e di averli trasferiti in Canada, Paese originario della moglie, potrebbe lasciare il carcere. Noi glielo auguriamo. Speriamo che il Riesame non ravvisi un qualche pericolo di fuga, in Mali tanto per dire. Genzano-Bamako solo andata.

 

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