In marcia per la liberazione. Dall’illegalità

di Annalisa Chirico Si tiene oggi la Seconda Marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà organizzata dai Radicali (con partenza alle ore 10 dal carcere romano di Regina Coeli). I Radicali di Marco Pannella chiedono la “liberazione”, sì, dall’illegalità…Leggi tutto

(Credits: Ansa/Massimo Percossi)

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Annalisa Chirico

di Annalisa Chirico

Si tiene oggi la Seconda Marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà organizzata dai Radicali (con partenza alle ore 10 dal carcere romano di Regina Coeli).

I Radicali di Marco Pannella chiedono la “liberazione”, sì, dall’illegalità in cui versa la nostra malandata democrazia. Gli istituti penitenziari sovraffollati, i suicidi che si rincorrono tra detenuti e agenti di polizia sono il monito della flagranza di reato a carico dello Stato italiano. Eppure di amnistia destra e sinistra non vogliono sentir parlare.

Come dimenticare la sortita della senatrice del PD Anna Finocchiaro, secondo la quale anche solo “parlare di amnistia” sarebbe stato “crudele nei confronti di chi, in carcere, ci costruisce sopra sogni di libertà?”

Dall’altra parte il segretario del Pdl Angelino Alfano, padre del tanto faraonico quanto inutile piano carceri, ha ribadito che lui è contrario all’amnistia. Non tutti però la pensano allo stesso modo all’interno dei due schieramenti. Nell’elenco dei partecipanti infatti compaiono i nomi Pdl di Nitto Palma, Osvaldo Napoli, Alfonso Papa, Margherita Boniver, Stefania Prestigiacomo. In area PD aderiscono, tra gli altri, Pierluigi Castagnetti, Roberto Giachetti, Ignazio Marino, Ugo Sposetti, Vincenzo Vita.

All’ultima amnistia risalente al 1990 fece seguito la riforma del Codice di procedura penale. Chi è a favore dell’amnistia la considera una precondizione per le riforme strutturali non più procrastinabili.

“In Italia esiste una legislazione imperniata sul carcere come sanzione principale e addirittura preventiva”, afferma il Presidente dell’Unione Camere Penali Valerio Spigarelli. “Esistono sanzioni alternative al carcere che nell’esperienza si sono rivelate assai più efficaci anche sotto l’aspetto della deterrenza”.

“Per incidere sul sovraffollamento – continua l’avvocato Spigarelli – occorre scrivere nel Codice di procedura penale che la carcerazione preventiva può essere disposta solo per certi tipi di reati. Oggi essa non è più extrema ratio ma anticipazione di pena nei confronti di presunti innocenti”. Un’anticipazione di pena che colpisce il 43% della popolazione carceraria. Quasi uno su due.

Intanto l’instancabile leader radicale Marco Pannella dai microfoni di Radio Radicale prosegue il suo appello al Capo dello Stato, un appello che ad oggi non ha portato risultati concreti. “Il Presidente della Repubblica è l’interlocutore obbligato di questo discorso in quanto garante della legge e dei diritti di ciascun cittadino. Il Presidente Napolitano non solo tace, ma è inseguito dal suo passato che fa di lui un politico di grande esperienza e di profonda conoscenza anche degli strumenti tecnici e di governo.

Egli riesce a concepire l’annullamento perfino della nozione della legalità, della Costituzione e dei diritti: ti nomina Monti senatore a vita e gli dà l’incarico di governo. Così col suo patrimonio di premier sostanziale e di uomo di governo riesce a illudersi di aver ottenuto che il disastro, quello greco, non accadesse, quando nella realtà esso è solo rimandato.

Il fatto invece che la legalità in Italia non valga nulla, che ogni giorno venga vilipesa e offesa al punto che il suicidio è diventato una malattia nazionale, questo non interessa a nessuno”. Tranne che ai Radicali, aggiungiamo noi.

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