Alemanno alla ‘marcia per la vita’ col Tricolore

di Annalisa Chirico Avevo deciso di non scriverne, ma poi ti costringono a scriverne. Sia chiaro: i cartelli “L’aborto è violenza”, “194: già 5 milioni di morti”, “Ogni aborto è un bambino morto”, questo flusso di coscienza collettivo …Leggi tutto

Il sindaco Alemanno partecipa alla

Il sindaco Alemanno partecipa alla "Marcia per la vita" (Credits: Ansa)

Annalisa Chirico
di Annalisa Chirico

Avevo deciso di non scriverne, ma poi ti costringono a scriverne. Sia chiaro: i cartelli “L’aborto è violenza”, “194: già 5 milioni di morti”, “Ogni aborto è un bambino morto”, questo flusso di coscienza collettivo non mi sfiora. E’ libertà anche quella di marciare “per la vita” contro una legge dello Stato. E’ libertà anche quella di chi considera la vita “dono indisponibile di Dio” (come recita il manifesto dell’iniziativa), di chi ti chiama “assassina” perché tu hai scelto di non diventare madre.

Le opinioni non costituiscono reato, mai. Non mi scandalizzano le esternazioni farneticanti di chi all’aborto regolato preferisce quello clandestino dei tavoli da cucina e dei cucchiai d’oro. Non la pensano come me, ma se tutti la pensassero come me sarei io a cambiare opinione. Sono contro il “pensiero unico”, compreso quello abortista.
Quando però ho visto il volto postfascista di Gianni Alemanno che partecipava alla marcia ho strabuzzato gli occhi. Non perché fosse lì: il sindaco di Roma ha tutto il diritto di partecipare a una marcia di cui condivide le ragioni, “a chiedere l’aiuto di Dio per una società smarrita” (sempre il manifesto dell’adunata). Che Alemanno sia contrario all’aborto, lo sapevamo. Ma lui ha fatto più.

Alemanno non era lì a titolo personale, ma con tanto di fascia tricolore. Così, mentre si inchinava dinanzi al cardinale statunitense Raymond Leo Burke, Alemanno rappresentava il Comune di Roma, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa sponsorizzata da Militia Christi e Forza Nuova. A questo punto ho dovuto scriverne. Alemanno ha marciato in qualità di sindaco contro una legge dello Stato. Disgustoso oltremodo. Sull’assurdità di chi equipara aborto e assassinio, è superfluo dilungarsi. Per il sindaco che ammanta delle sue personali e legittime opinioni l’istituzione che rappresenta, basta una parola: indecente. O, se volete, eversivo.

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