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Perché Grillo a Genova ha annullato la vittoria di Cassimatis

Accusata di guidare una lista di "infedeli", è stata deposta da vincitrice delle comunarie dal leader del M5S che decide tutto da solo

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Beppe Grillo in Piazza San Carlo, Torino, 2 Dicembre 2016 – Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Questa volta Beppe Grillo ha firmato il post pubblicato sul suo blog e quindi non c'è dubbio che la responsabilità della decisione sia sua. Marika Cassimatis non sarà la candidata sindaco del Movimento 5 Stelle a Genova. Lo ha deciso l'ex comico questa mattina sconfessando il risultato delle comunarie grilline che martedì avevano visto prevalere la professoressa di geografia (362 click) sull'altro candidato giunto al ballottaggio Luca Pirondini (338).

La nuova votazione
Avevano votato 700 iscritti certificati ma ora è tutto da rifare. La votazione è stata riaperta alle 10 di questa mattina e si concluderà alle 19. L'alternativa tra cui scegliere è ora “tra non presentare nessuna lista per le elezioni comunali di Genova o se presentare la lista, arrivata seconda per un distacco di pochi voti, con Luca Pirondini candidato sindaco”. “Se qualcuno non capirà questa scelta”, Beppe Grillo ha chiesto ai suoi seguaci di fidarsi di lui. In rete è infatti già esplosa la polemica.

La lista incriminata
Cassimatis ha pubblicato in post sulla sua pagina Fb con cui “prende atto” della decisione ma dichiara anche di non capacitarsi di come sia stato possibile sconfessare una lista “ancora fantasma in quanto non pubblicata”. Annunciando la sua decisione Grillo ha riportato di aver ricevuto “segnalazioni, con tanto di documentazione, che molti, non tutti, dei 28 componenti di questa lista, incluso la candidata sindaco, hanno tenuto comportamenti contrari ai principi del Movimento 5 Stelle prima, durante e dopo le selezioni on line del 14 marzo 2017”.


I motivi dell'esclusione
Secondo quanto non meglio precisate fonti avrebbero riportato al capo del Movimento, i componenti della lista sconfessata avrebbero “ripetutamente e continuativamente danneggiato l'immagine del Movimento 5 Stelle”. Decisione “irrevocabile” quella di Grillo. “Non possiamo permetterci di candidare persone su cui non siamo sicuri al 100%”. Secondo le accuse, di cui i sostenitori della Cassimatis adesso chiedono di mostrare le prove, la stessa candidata e molti componenti della sua lista avrebbero dileggiato accusato, denigrato i portavoce e altri iscritti “condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal MoVimento 5 Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi, e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti”.

Le contraddizioni della democrazia diretta
Se tutto ciò trovasse riscontro, Beppe Grillo, in quanto garante del Movimento con il dovere di tutelarlo, avrà avuto ragione ad assumere una tale decisione, anche a costo di aver messo apertamente in discussione il sacro principio della democrazia diretta che, giunto al punto di maturazione cui è giunto l'ex movimento diventato partito personale a tutti gli effetti, non potrà che finire prima o poi anche archiviato. 

In un qualunque struttura organizzata, comprese quelle fittiziamente orizzontali come il Movimento 5 Stelle, l'autonomia di ciascun membro non può non trovare un limite nel perimetro stesso di tale organizzazione. Per cui il dissenso interno è tollerabile finché non oltrepassa la cornice di regole e valori che l'organizzazione si è data e che chi ne fa parte ha evidentemente accettato di condividere.

Cosa ben diversa sarebbe mandare all'aria una votazione on line, strumento assoluto per la selezione delle candidature tra i pentastellati, solo perché, ammesso che né Cassimatis né gli altri abbiano in alcun modo danneggiato il Movimento, il candidato vincente non sia risultato essere quello più gradito ai vertici.

Fedelissimi contro dissidenti
Di Luca Pirondini, il tenore al Teatro Carlo Felice sconfitto per una manciata di voti, considerato il braccio destro di una fedelissima come la consigliera regionale Alice Salvatori, si sa dell'assoluta aderenza alla linea dettata da Grillo stesso e dalla Casaleggio Associati. Mentre della Cassimatis, attivista quasi della prima ora, anima movimentista e di base apprezzata a sinistra per le sue battaglie ambientaliste antifasciste, è nota l'autonomia rispetto alla linea ufficiale del Movimento. Non una dissidente ma nemmeno un'ortodossa.

Il richiamo all'ordine
Il timore di ritrovarsi in casa un nuovo Pizzarotti, e per di più nella terra natale, è ciò che ha più pesato nella scelta di Beppe Grillo. Cassimatis è infatti considerata molto vicina all'ex capogruppo comunale grillino Paolo Putti fuoriuscito dal Movimento e fondatore di Effetto Genova (LEGGI QUI: "Effetto Pizzarotti": tutti gli ex pronti a sfidare Grillo). Un richiamo all'ordine anche per i “disobbedienti” di altre città e insieme un monito per chi pensa di poter sfruttare elettoralmente la forza del simbolo del Movimento 5 Stelle dopo averne messo in discussione le decisioni e la leadership assoluta del capo e dei suoi emissari sui territori.

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