Politica

Nasce Alba Dorata Italia: evento epocale per 20 persone

Reportage dalla prima convention dei cugini italiani del partito neonazista greco

Il primo incontro romano di Alba Dorata Italia (Credits: Claudia Daconto)

Ore 12, Hotel Ergife, Roma. La “costituente” della neonata Alba Dorata Italia è in corso già da un paio di ore. Panorama.it ha appena sentito al telefono il vice segretario Vincenzo Maresca, ancora bloccato nel traffico, che annuncia trionfante “ci saranno almeno 400 persone, venga a vedere di persona”. Ci fidiamo e partiamo.

Di solito quando all'hotel Ergife sono in programma grandi eventi, il traffico sulla via Aurelia si paralizza e trovare un parcheggio nei pressi della struttura è quasi impossibile. Invece, primo segnale di un probabile flop, ci riusciamo senza alcuna difficoltà. Sul vialetto che conduce all'ingresso incrociamo un paio di fotografi e domandiamo quante persone ci siano dentro. “Na' ventina” rispondono quelli sghignazzando.

Entriamo e raggiungiamo la sala indicata. All'interno in effetti  le sedie occupate non sono nemmeno la metà di quelle disponibili e tra i presenti almeno dieci sono giornalisti, altri tre annoiati poliziotti in borghese spediti qui per vigilare sull'ordine pubblico. E pensare che questo del 21 dicembre era stato annunciato come “un evento epocale”.

Dovrebbero far paura questi emuli dei cugini greci capaci di balzare dal 2 al 15% alle scorse elezioni; dovrebbero incutere una certa preoccupazione per la deriva neo-nazifascista che si teme possano imporre anche all'Italia, e invece, detto con tutto il rispetto, fanno quasi un po' pena.

Cogliamo un passaggio dell'intervento in corso. Si dice che nella lista che sarà presentata alle prossime elezioni non ci saranno politici e di loro non c'è traccia nemmeno oggi. Per la verità uno era stato invitato: Domenico Scilipoti, ex dipietrista passato ai Responsabili per sostenere il governo Berlusconi. Lo avevano cercato perché, spiegano, nel suo libro “La moneta del popolo” sosterrebbe le stesse cose che dicono loro sull'Euro, ossia che si tratta del male assoluto. Ma alla fine anche lui ha dato forfait.

Raccogliamo da una sedia vuota una copia della “Nuova Gazzetta Piemontese”. C'è un articolo di  due pagine del segretario politico, e candidato premier, Alessandro Gardossi. “Alba Dorata Italia – c'è scritto – è nata ufficialmente il 25 ottobre 2012, costituita da persone del popolo per il popolo”. Prosegue prendendosela con “il sistema mafioso che ovviamente ci ha attaccato in maniera frontale accusandoci di essere nazisti, omofobi, razzisti senza leggere il nostro programma...”. Mentre invece il Mussolini a cui si rifanno loro è quello “rivoluzionario”, il Mussolini che ha fatto “le uniche vere riforme che tutti i successivi governi democratici hanno solo saputo copiare senza produrne di nuove”, il Mussolini “fase uno, quello che costruì lo stato sociale “più invidiato al mondo e che aborriva le leggi razziali naziste”. Salvo poi allearsi con Hitler e assumerle in toto. Del fenomeno immigrazione Alba Dorata ne vuole sviscerare le vere ragioni “perché ogni popolo farebbe volentieri a meno di snaturarsi per andare a vivere in terra straniera”. Infine l'attacco all'Euro, alle banche, alla sovranità negata.

Alessandro Gardossi, 44 anni, è un ex maestro elementare di Trieste  - che non ha mai esercitato “perché non c'erano posti” - ed ex infermiere psichiatrico con un causa avviata contro i suoi ex datori di lavoro che lo avrebbero mobbizzato in seguito a una sua denuncia su presunti farmaci anti tumorali inerti utilizzati all'interno della clinica in cui prestava servizio.

Militante della Lega Nord fin dal '92, ha mollato il partito dopo il ribaltone di Bossi all'epoca del primo governo Berlusconi “perché se dovevamo far vincere la sinistra allora non aveva più senso stare con la Lega”. A quel punto, “in preda a un vomito intellettuale verso la politica”, è rimasto fermo per diversi anni fino al 2005 quando si è proposto come segretario cittadino di Forza Nuova. Dopo un anno è diventato segretario regionale e dopo altri tre se n'è andato “perché secondo me bisogna utilizzare altre metodologie di comunicazione”.

L'incontro con l'Alba Dorata greca è piuttosto recente. Non ne approva i metodi violenti ma ne apprezza soprattutto la vis antieuropeista. Non ce l'ha con gli omosessuali, “nemmeno i nazisti ce l'avevano con loro, il capo delle SA Ernst Rohm era una gay dichiarato”, e quando nel suo programma parla di “pulizia radicale dei rifiuti tossici della società” si riferisce al politico corrotto, allo spacciatore, al terrorista, al ladro, al truffatore. E gli extracomunitari? “Siamo troppo disgraziati per aiutare altri disgraziati”. A un certo punto Gardossi scorge sul blocchetto degli appunti una frase “noi vogliamo salvare le cose migliori fatte da Mussolini e Hitler”. “Chi lo dice?” domanda, “lo dite voi” rispondiamo chiedendogli quali sarebbero queste cose migliori. “Lo stato sociale di Mussolini, il più invidiato al mondo, e l'intelligenza economica di Hitler capace, dopo 7 anni di dichiarare guerra al mondo”. E ha fatto bene a farlo? “Non credo, si sono viste le conseguenze”. E i campi di concentramento sono esistiti? “Così dice la storia, anche se si discute dei numeri. Ma quelli di Hitler non sono stati i primi. I primi furono quelli aperti dai Savoia che dentro ci misero i napoletani e i campani. Comunque sarei più contento di parlare piuttosto che di campi di concentramento, di scie chimiche, cose concrete e reali”.

Vuole fare la rivoluzione Gardossi? “No, solo pulizia. Il nostro sogno è di dare il foglio di via a tutti. Ma non agli stranieri, ai politici, che se ne vadano tutti a Bruxelles a farsi mantenere da Draghi e lascino qui i loro averi così li possiamo redistribuire al popolo. E poi ritornare alla lira”.

E con quali strumenti pensa di realizzare un progetto del genere? “Con strumenti democratici, facendoci eleggere”. Servono almeno 15 mila firme per presentare una lista, lo sa? “15 mila firme le prendiamo solo in un quartiere di Napoli. Arriveremo a 120 mila”. E poi? In quanti vi voteranno? “Tutti quelli che ad oggi non voterebbero: il 53%”. Eppure stamattina siete molto pochi: “Oggi è solo lo start up. Pensiamo positivo. A portarci voti sarà lo stesso vomito intellettuale di cui le parlavo prima. Lo schifo che ciclicamente prende gli italiani”.

Dal tavolo dei relatori, intanto, Vincenzo Maresca sta raccontando che ieri ha incontrato a Roma persone di 70 anni di un grosso studio di professionisti non meglio precisato che gli avrebbero detto di voler essere nazisti con questa classe dirigente che non sopportano più. Chiede di prendere la parola un signore napoletano, Antonio, mentre noi avviciniamo l'amico che resta seduto al suo posto, un ex Dc che spiega di essersi fatto conquistare da Alba Dorata “per una reazione napoletana, perché non c'è nient'altro”. E ammette: “li voterò, se non per disperazione, quanto meno per rabbia”.

Una signora di una certa età chiede “qualcosa di più deciso” e per questo è qui. Per esempio, signora, che vorrebbe? “Leggi feree”. Contro chi? “Contro gli immigrati che sono arroganti, prepotenti e pure ospiti. Guardi, sono avvelenata”.

Antonio, 19 anni, è qui con il padre, ed è venuto per curiosità. Della Grecia non sa niente ma lo attrae la novità. Non ha ancora mai votato e su Alba Dorata ci sta pensando. Nestore, il padre, è un ex poliziotto di 50 anni che oggi gestisce una ditta di investigazioni private. Racconta che qualche giorno fa, seguendo un documentario della “Storia siamo noi” di Giovanni Minoli (pronunciato con l'accento sulla i) è rimasto folgorato dalla coincidenza tra uno dei primi discorsi pubblici di Adolf Hitler al popolo tedesco affamato e frustrato dai governanti dell'epoca e la condizione attuale di quello italiano. “No, non penso che l'Italia abbia bisogno di una nuova dittatura e non sono venuto qui per disperazione ma per la curiosità di sentire cosa avevano da dire queste persone descritte come neo nazisti”. E cosa ha sentito? “Parole bellissime, pronunciate da persone molto serie”. L'ultima volta per chi ha votato? “Per il Pdl, ero coordinatore a Nettuno. Ma non sto qui per cercare una poltrona”. Ci mancherebbe!

L'incontro pubblico si è concluso. In quattro cinque proseguiranno con la direzione politica. Come c'è scritto in fondo al volantino distribuito insieme al modulo per l'iscrizione (10 euro per i soci ordinari, 50 per quelli sostenitori, 100 per i benemeriti), “Alea iacta est”.

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