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Politica

Matteo Salvini: "La Padania come la Scozia? Sì, ma non ora"

Il segretario della Lega a Panorama.it: "Il referendum scozzese è un segnale positivo per noi ma ora l'urgenza è liberarci dalla gabbia dell'euro"

Matteo Salvini

– Credits: ANSA FOTO

Il referendum sull’indipendenza della Scozia fa sognare la Lega Nord e agita i sonni della Regina Elisabetta che se la cosa andasse in porto vedrebbe tramontare il Regno Unito. La diplomazia del governo inglese è al lavoro per scongiurare l’ipotesi di secessione, offrendo ad Edimburgo più autonomia pur di evitare la consultazione referendaria che dovrebbe tenersi tra due settimane e che vede nettamente in testa quelli che vogliono l’indipendenza. Abbiamo chiesto al Segretario della Lega Nord, Matteo Salvini se la Scozia può diventare un esempio e quando vedremo un simile referendum anche in Italia.

 Quello che si sta registrando in Scozia è un risultato storico che si dice stia facendo "sognare" la Lega.   E' proprio così?
Quando un popolo conquista il diritto a scegliere liberamente il proprio futuro è sempre una buona notizia. Dalla Scozia alla Catalogna, tante comunità si stanno risvegliando per mettere in discussione il dogma imposto per decenni dal centralismo degli Stati e dell'Unione Europea- secondo cui l'unico futuro possibile sarebbe costituito da realtà politiche sempre più grandi ed omogenee.  Per noi, che abbiamo a cuore le differenze e le tradizioni, è certamente un segnale positivo.
La Lega Nord ha tentato un esperimento simile con il referendum per l'indipendenza del Veneto. Come è andata a finire? Avete rinunciato all’idea?
Si tratta di un percorso lungo e complesso, legato a una presa di coscienza profonda da parte del popolo veneto. Ovviamente le istituzioni, da Roma a Bruxelles, hanno paura di iniziative come questa: l'indipendenza del Veneto potrebbe rompere la gabbia del pensiero unico che l'Europa ci sta imponendo attraverso una moneta unica sbagliata, che sta assassinando tutto ciò che è piccolo e non omologabile, dalla impresa famigliare alle colture tradizionali.
A quando un referendum per l'indipendenza della Padania?
Al momento la priorità è gestire l'emergenza. L'Italia sta affondando, ogni giorno troppe imprese chiudono i battenti e le notizie sui suicidi legati alla crisi sembrano un bollettino di guerra. Se non lavoriamo per uscire dalla gabbia dell'Euro e per far ripartire l'economia, presto non ci sarà più nulla da salvare, né in Italia né in Padania.
 Con il Nord fuori dall'Italia pensate  anche ad una fuoriuscita dall'Unione Europea?
Premesso che uscire dall'area Euro non significa necessariamente uscire dall'Unione Europea, molto dipende da dove vuole andare quest'Europa. Se vogliono creare un pastrocchio indistinto governato da burocrati non eletti, aperto a Paesi come la Turchia -che con l'Europa ha ben poco a che spartire- e schiavo degli interessi delle multinazionali, allora forse conviene chiamarsi fuori. Se invece si lavora per costruire un'Europa dei popoli, delle culture e delle identità, la Lega è pronta ad accettare la sfida e a dare il suo contributo.

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