Renzi, chi spacca tutto nega sinistra e futuro Italia
Politica

Matteo Renzi a Catania: la scuola è per i ragazzi, non per i professori

L'intervento del premier alla Festa nazionale dell'Unitál, tra cortei di contestatori e manifesti contro il sindaco della città etnea

La città, nel giorno della conclusione della Festa dell'Unità, domenica 11 settembre, si è svegliata sotto il rombo degli elicotteri che controllavano la zona rossa interdetta al traffico: ma soprattutto, si è svegliata con una serie di striscioni e gonfaloni-non autorizzati, né rivendicati da alcuno- piazzati in luoghi strategici della città, riportanti la scritta "Catania merita di più. Bianco vattene", rivolti al sindaco Enzo Bianco che ormai da 3 anni governa la città etnea e che è considerato uno dei più fedeli luogotenenti renziani di Sicilia. Il comune ha prontamente provveduto a farli rimuovere, ma l'atmosfera, nella giornata di Matteo Renzi, è comunque rimasta tesa per tutta la giornata, culminando in scontri tra manifestanti e Polizia che sono andati in scena alla fine dell'intervento del premier, in una zona centralissima ma comunque lontana dal palco della Festa.

La Sicilia

"Amo la Sicilia da sempre e per questo ringrazio mio padre" ha esordito il premier, mentre all'esterno dei giardini pubblici scelti per la kermesse, il corteo dei contestatori univa nella protesta le forze dall'estrema destra all'estrema sinistra passando per i No-tav e i No-muos "che con il postale ogni settimana andava da Napoli a Palermo e poi mi raccontava di questa regione meravigliosa. E proprio per sfatare certi luoghi comuni, e per dimostrare che la Sicilia non è mafia ho scelto di fare qui, a Taormina, il prossimo G7. La forza del nostro Meridione non è ancora totalmente espressa: basti pensare che la Sicilia, che ha gli stessi chilometri di costa di Canarie e Baleari, ha solo un quinto dei turisti di quelle isole".

Ma alla richiesta del pubblico -oggettivamente numeroso, dopo giornate di flop di presenze- di parlare del ponte sullo Stretto, nessuna risposta definitiva è giunta dal premier.

Salvini, D'Alema e Movimento 5 stelle

Subito dopo l'esordio in nome della Sicilia, Renzi ha iniziato a ringraziare le forze dell'ordine che nelle ultime settimane si sono distinte nei soccorsi ai terremotati del Centro Italia: cogliendo però l'occasione dei ringraziamenti per una bordata contro gli avversari politici:"Tenetevi le vostre camicie verdi e lasciate le magliette della Polizia a chi merita di indossarle" ha tuonato contro Matteo Salvini, prima di rivolgere la sua attenzione al Movimento 5 stelle, reo di aver sbraitato in nome della trasparenza dicendo che avrebbero trasmesso tutto in streaming, salvo poi nascondersi, forse perché "Hanno finito i giga. Si sono chiusi nelle loro stanze e ora se le danno di santa ragione. Noi la trasparenza l'abbiamo portata nella Costituzione: loro a forza di parlarne devono avere avuto una crisi di rigetto".

Ovviamente non poteva mancare la stilettata a Massimo D'Alema, "che è venuto qui per parlare di politica estera e si è messo a parlare del suo No al referendum, accusandoci anche di non leggere libri: io penso che sia stata una battuta. Diciamo che voleva fare il simpatico e non c'è riuscito. A volte càpita".

L'Italicum

Come aveva già dichiarato in occasione della firma del Patto per la Sicilia, sabato ad Agrigento, Matteo Renzi ha ribadito la sua totale dispnibilità a rivedere l'Italicum:"Sono sincero. sono disponibile a cambiarlo, con la maggioranza più ampia possibile: ovviamente bisogna che anche altri facciano proposte. E per quanto riguarda il referendum, d'ora in poi ne parlerò solo al futuro: non riguarda né l'Italicum né il premier".

L'elenco dei risultati

È poi iniziato l'elenco dei risultati ottenuti negli ultimi mesi: la legge sul "dopo di noi", quella sulle unioni civili, la ricaduta virtuosa dell'esperienza Expo sull'agroalimentare,e ancora il completamento della Salerno-Reggio Calabria: il tutto non rinunciando ad accusare sottilmente chi, anche all'interno del partito, ha cercato di rovinare tutto con contestazioni di ogni tipo:" Quelli che contestano e spaccano tutto non hanno in testa il futuro dell'Italia: noi dobbiamo dire che il futuro è un luogo difficile ma sarà anche meraviglioso se ci andremo con la scommessa di fare il bene del nostro Paese".

E  per immaginare le sfide del futuro ha evocato tre siciliani: Archimede, con la sua citazione "datemi una leva e vi solleverò il mondo", per agganciarsi alla riforma della scuola (da notare che -nel Renzi-pensiero- la leva è l'educazione) Giorgio La Pira per agganciarsi all'Europa e per dire no all'eccessiva burocratizzazione, e Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, per dire che "noi italiani, in mare, cerchiamo di salvare tuttti. Cosa che non vuol certo dire accogliere tutti". 

Il lavoro e la scuola

Le dolenti note, per il Sud, non sono state ignorate: "In questi 5 anni il Sud ha perso 9 punti di PIL: l'Italia ha perso 900 mila posti di lavoro. Ma dal 2014 l'occupazione ha ripreso a crescere: certo, non basta, ma la macchina che abbiamo messo in moto è ripartita".

Non potevano mancare, al riguardo, le contestazioni della folla, sopratutto degli insegnati inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, presenti in maniera copiosa: "Vergogna? Non è vero", è stata la replica a un contestatore "Abbiamo assunto centomila persone. Certo, non è stato facile, alcuni hanno dovuto lasciare la loro Regione: ma come diceva Don Milani, il bene della scuola non è dei professori, ma dei loro ragazzi".

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 E tra il rumore della folla -erano presenti anche numerosi dipendenti della ex Provincia di Siracusa, senza stipendio da parecchi mesi- non poteva mancare un ricordo dell'11 Settembre, con un "Non abbiate paura, anche se non è facile dirlo oggi che è l'11 settembre. Verranno tempi difficili? Io sono certo che nessuna paura è troppo grande per gli italiani, che sanno abbracciarsi per andare avanti."

La conclusione

E mentre la Festa dell'Unità chiudeva con queste parole, mentre ai giornalisti non veniva permesso nemmeno di accedere all'area vicina al palco e la Polizia fermava due manifestanti che -con il volto coperto dai caschi- cercavano di sfondare il cordone del servizio d'ordine, sulla strada dell'aeroporto campeggiava ancora uno striscione dimenticato: "Bianco vattene".


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