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Panorama in edicola: Bruno Vespa intervista Matteo Renzi

Riforme, Quirinale, articolo 18, Fiscal Compact: le confessioni del premier nel nuovo libro del giornalista anticipato sul prossimo numero del newsmagazine

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi – Credits: PAOLO CERRONI / Imagoeconomica

Dopo Giorgio Napolitano al Quirinale sarà la volta di una donna? «Non è un tema all’ordine del giorno, ma la successione a un gigante come Napolitano non è un problema di genere». Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, risponde a Bruno Vespa in un capitolo del prossimo libro del giornalista «Italiani voltagabbana. Dalla Prima guerra mondiale alla Terza repubblica sempre sul carro del vincitore» (Mondadori), anticipato da Panorama domani in edicola. «Quando arriverà il momento» prosegue Renzi «i nostri parlamentari dovranno resistere alle campagne di comunicazione. Il voto per il capo dello Stato non è un concorso a premi. Mi piace pensare che per scegliere il garante supremo delle istituzioni la prossima volta si spengano i telefonini e si accendano le antenne per capire quale figura serve davvero all’Italia». E alla domanda se la scelta avverrà d’accordo con il centrodestra, Renzi risponde che «sulle grandi scelte di quadro, istituzionali, è sempre auspicabile la più ampia convergenza possibile».

La successione a un gigante come Napolitano non è un problema di genere Matteo Renzi

NO A ELEZIONI ANTICIPATE ANCHE SE MI CONVENGONO
«Questo Parlamento ha davvero la grande occasione di riscrivere le regole del gioco dei prossimi anni. Elezioni anticipate? A me converrebbe portare a casa il consenso fortissimo delle elezioni europee per individuare un gruppo dirigente più vicino e più fedele. Ma se vogliamo rispettare gli interessi degli italiani, non ha senso cambiare verso a 300 deputati, ma cambiare il Paese. Quindi no, niente elezioni anticipate». Così risponde invece il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel libro di Vespa anticipato da Panorama domani in edicola. «Se nei prossimi otto mesi (fino a giugno 2015) facessimo la metà di quel che abbiamo fatto nei primi otto» prosegue Renzi «avremmo vinto game, set e match. Fisco, giustizia, pubblica amministrazione, riforma costituzionale, legge elettorale. Avremmo cambiato definitivamente l’Italia».

Se nei prossimi otto mesi (fino a giugno 2015) facessimo la metà di quel che abbiamo fatto nei primi otto avremmo vinto: game, set e match» Matteo Renzi

ARTICOLO 18
«Rivendico la scelta sull’articolo 18, ma respingo l’accusa di non aver trovato i soldi necessari alla tutela dei più deboli. È finito il tempo delle coperte di Linus ideologiche. Queste servono più a rasserenare il proprio animo che a risolvere i problemi. Siamo i primi ad aver messo i soldi, veri  e tanti, sul tavolo degli ammortizzatori sociali» dice invece Matteo Renzi. Renzi prosegue ricordando «a chi negli anni Novanta e anche nel 2006 diceva che le riforme vanno fatte “a saldi invariati”, cioè senza tirare fuori un euro, che noi abbiamo stanziato un miliardo e mezzo. Piuttosto mi sarei aspettato maggiore solidarietà per la battaglia che stiamo conducendo in Europa. Alcuni di quelli che mi contestano furono determinanti nelle aule parlamentari quando sono state chiuse e ratificate le intese sul Fiscal Compact».

IL RAPPORTO CON LA MERKEL
Infine, sui rapporti con l’Europa e in particolare con Angela Merkel, il presidente del Consiglio dice che «Merkel ama l’Italia e mi chiamò a Berlino per conoscermi quando al governo c’era Enrico Letta. Lo informai dell’invito e lui mi diede il via libera. Oggi per ottenere i risultati che desideriamo dobbiamo cambiare l’Italia. Su questo punto la Cancelliera e io la pensiamo allo stesso modo e lei riconosce che l’Italia può aspirare a un ruolo di leadership continentale. Certo, dobbiamo aggiustare molte cose e superare una pregiudiziale che in parte ci siamo costruiti da soli, ma che abbatteremo e distruggeremo».

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