marino-orfini
Politica

Matteo Orfini, il politico pronto a conquistare Roma

Commissario del PD Roma per Mafia Capitale ha ripulito il partito e si è costruito l'immagine di leader. Sarà lui il prossimo candidato sindaco?

Con l'ironia e il sarcasmo ha asfaltato molti nemici. Dote che lo accomuna a Massimo D'Alema di cui è stato assistente a Bruxelles e di cui è considerato un figlioccio politico, nonostante le divergenze dell'ultimo periodo. Stiamo parlando di Matteo Orfini diventato nell'ultimo periodo l'uomo chiave del Pd romano. Cresciuto nel circolo di Viale Mazzini insieme a Lilli Gruber e Nicola Zingaretti, oggi vive nel quartiere popolare del Tufello, di fede milanista e un gran appassionato dell'arte.

È il capo dei "Giovani Turchi", la corrente più a sinistra del Pd che a Roma non ha mai spopolato, almeno fino all'inchiesta Mafia Capitale che ha spazzato via un'intera classe politica, radendo al suolo alcune componenti forti ed antagoniste. Da allora Matteo Orfini si è levato molti sassolini dalle scarpe, uscendo dall'angolo della minoranza, è salito figuratamente in Campidoglio con l'investitura di Matteo Renzi, che considera la Capitale una brutta grana.

Così Orfini da circa nove mesi si è trasformato nell'uomo chiave per il Pd romano e l'unico che può salvare la faccia a quello nazionale. La scelta di affidargli il ruolo di commissario ha suscitato molti mal di pancia all'interno del partito, perchè considerato troppo dentro la faida romana delle correnti per poter gestire il ruolo in maniera neutra, senza approfittarne per mazzolare qualche vecchio nemico.

Come ha "ripulito" il Pd romano

Sagace e acuto, sta svolgendo il suo compito con ambizione. Dall'indomani della prima retata in Campidoglio, Orfini ha mostrato subito il suo piglio cinico con una dichiarazione che ha fatto subito discutere: "useremo la ruspa nel partito. Verificheremo ogni iscritto". E così è stato: ottomila telefonate per verificare uno ad uno gli iscritti. Il controllo dei circoli messo in atto insieme a Fabrizio Barca ne è la testimonianza. A giugno, la lista dei 27 circoli dannosi, che ha fatto molto discutere la base, ma anche chi come Patrizia Prestipino, ex candidata alle primarie contro Ignazio Marino, presidente del circolo dell'Eur e renziana della prima ora, ha replicato alle accuse con "No, questo è troppo. Con tutto lo schifo che sta emergendo a Roma. Se mi vogliono eliminare lo facciano a viso aperto". Mostrando il dissenso verso un lavoro di verifica che per molti ha avuto più il sapore della vendetta, accusandolo di essere stato superficiale e chiaramente di parte.

Matteo ha occupato lo spazio vuoto lasciato dall'inchiesta che ha fatto implodere la sinistra romana. Indagati e non, oggi nessuno a Roma si sente al sicuro. C'è chi è pronto ad affermare che Mafia Capitale ha archiviato tre generazioni politiche, i padri, gli attuali amministratori e quelli che stavano nascendo adesso. In questo mare di macerie, i "giovani turchi" sguazzano e costruiscono il proprio futuro di governo diventando la corrente chiave per il futuro della città.

Il futuro dei "Giovani turchi"

L'uomo è ambizioso e nonostante stia difendendo pubblicamente Ignazio Marino con le unghie e con i denti, molti riferiscono che, dietro le quinte, stia preparando l'ascesa al Campidoglio. Alla manifestazione di piazza Don Bosco per la legalità a Roma, questa volta nessuno del partito ha difeso con applausi l'arrivo del sindaco appena rientrato dalle vacanze. Anzi molti riferiscono di un silenzio imbarazzato da parte di tutti. Nonostante le apparenze, il clima è cambiato. A Roma è commissariato sia il partito che il comune e tutto gioca a favore dell'ascesa di Orfini sia sul piano nazionale che locale.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Marino senza poteri e romani senza sindaco

Roma questa mattina si sveglia commissariata, senza sindaco e con un municipio sciolto per mafia. Con i maxi poteri al Prefetto Gabrielli, il Pd scongiura le elezioni anticipate che ora sarebbero un disastro

Commenti