Politica

Marina Berlusconi: “Nessuna persona di buon senso può tifare per l’instabilità”

Il presidente di Mondadori spiega perché, in un'intervista su Panorama in edicola il16 maggio, le recenti iniziative della magistratura possono mettere a rischio gli accordi di governo che hanno permesso la nascita del governo

“Mio padre è stato molto chiaro. Non ce la faranno. Non la si darà vinta ai signori della guerra, ad un sistema che da vent’anni paralizza l’Italia e su questa paralisi ha costruito le sue carriere e le sue fortune”. Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori, risponde così, in una intervista che Panorama pubblicherà nel numero in edicola domani, alla domanda se ritiene che le recenti iniziative della magistratura possano far saltare gli accordi di governo.

“Credo - dice ancora - che nessuna persona di buon senso possa tifare per l’instabilità. A maggior ragione chi di mestiere fa l’imprenditore. E, mi lasci aggiungere, se oggi, tra mille difficoltà, la politica tenta di superare le barricate e di garantire governabilità e stabilità, un grandissimo merito va proprio a mio padre. Con un atteggiamento molto responsabile e leale, più di tanti altri si è speso e si sta spendendo”.

Sul governo Letta, Marina Berlusconi afferma: “Di fatto non ha ancora cominciato ad operare, verrà giudicato dai risultati. Quel che è certo è che abbiamo bisogno di scelte, e scelte veloci. Anche se sappiamo bene che non tutto dipende da noi, i vincoli dell’Europa sono pesanti. È in Europa che il governo si giocherà una partita decisiva. Che questo rigorismo a senso unico non ci porti da nessuna parte è ormai evidente. Guardiamo a quel che sta succedendo nel resto del mondo. Di ricette alternative ce ne sono. Pensi per esempio agli Stati Uniti, e, su un piano ben più radicale, anche al Giappone. È presto per dare un giudizio, bisognerà vedere come andrà nel medio-lungo termine, ma qualche primo risultato positivo mi pare ci sia. E in ogni caso, anche se di formule magiche non ne esistono, resta il fatto che economie molto importanti hanno rifiutato la linea del rigore ad ogni costo”.

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