Politica

Lupi: "Il Registro delle Unioni Civili di Pisapia? Segno di debolezza"

Per il vicepresidente della Camera giusto discutere di diritti civili per le coppie di fatto, ma con alcuni paletti fermi. Niente matrimoni ai Gay

Il MInistro dei trasporti, Maurizio Lupi (Credits: Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

"E' evidente che si tratta di una bandiera ideologica che Pisapia sventola ora esultando, ma che dimostra tutta la sua debolezza. E' un tributo che ha dovuto pagare ad una parte del mondo sociale e politico che lo appoggia. Di sicuro non è la priorità per Milano..."

Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, Pdl, commenta così la decisione presa nella notte dal Consiglio Comunale di Milano (la "sua" Milano) di creare il Registro per le Unioni Civili.

"Vuole sapere com finirà? Come a Napoli, Bologna dove in tutto ci sono 300 coppie iscritte. Segno evidente che la cosa non interessa a nessuno. Perché il problema dei diritti lo si deve affrontare in sede parlamentare, modificando il codice civile. Il resto è tutta pubblicità".

Oggi Pisapia però esulta...

"E sbaglia. Anzi. Questo atto dimostra la debolezza della sua Giunta per due motivi, primo: ha ceduto alle richieste di una parte dell'elettorato che lo appoggia. Secondo: è un provvedimento a metà, frenato dalla componente cattolica della sinistra che non concederà mai aperture per quanto riguarda i matrimoni gay, le adozioni etc. Poi con tutto quello che sta succedendo a Milano, con tutti i problemi economici e sociali, c'era bisogno di questa cosa? La Giunta Pisapia è quella che ha aumentato l'Irpef, ha portato al massimo l'Imu e la Tarsu colpendo e danneggiando direttamente proprio le famiglie che sono la base della società e che adesso lui dice di aver difeso e protetto. Siamo alle solite. Un'alleanza elettorale, con l'unico collante della conquista della città, ma che poi, quando si tratta di governare, mostra tutti i problemi che ha al suo interno..."

Lei comunque per quanto riguarda matrimoni tra omosessuali ed eventuali adozioni resta fermo sulle sue posizioni...

"Assolutamente si. Qui non si tratta di fare delle guerre di religione. Qui si parla di diritti e credo sia giusto che si possa trovare il modo di dare a tutti uguali diritti. Parlo ovviamente delle coppie di fatto per le quali, tra l'altro, il registro è un'iniziativa inutile dato che esiste già il matrimonio civile. Il problema sono le coppie omosessuali, e su questo non transigo. Il matrimonio, un figlio, insomma la famiglia sono un'altra cosa. Il matrimonio resta quello tra uomo e donna ed è, come scritto anche sulla Costituzione, alla base della società. Quindi niente matrimoni per le coppie gay e niente adozioni, per rispetto verso quel bambino che si troverebbe a crescere non con un uomo ed una donna, ma con due mamme o due papà. Ripeto: grande rispetto per i diritti civili di tutti e la libertà individuale. Ma niente concessioni su matrimonio ed adozioni".

Che reazione si aspetta dalla Diocesi di Milano, in passato attaccata per le sue intromissioni in questioni politiche?

"La posizione della Curia in questa vicenda è stata molto chiara, ed io la condivido. Si tratta comunque di un'opinione esterna a quelle che sono le decisioni della politica. Una decisione che per me resta sbagliata anche se, invece di 300 fossero un milione le coppie pronte a registrarsi. Equiparare la famiglia composta tra un uomo ed una donna con quella omosessuale è una pretesa che va contro la ragione".

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