renzi
Politica

Legge di Stabilità: i punti chiave per Matteo Renzi

Il premier disposto a discutere in Parlamento ma non su tasse sulla casa, contante e patto di stabilità-investimenti. E detta la sua linea per Roma

Rilanciare Roma, a partire dal Giubileo. E intanto "riorganizzare" il Pd, "dilaniato da correnti interne", che sono "più divise delle contrade del Palio di Siena". Poi si penserà alle candidature.

La road map di Matteo Renzi verso le amministrative del 2016 passa da qui. "Priorità assoluta alla città", senza avere il "chiodo fisso" di "fare bella figura per vincere le elezioni". È questo lo schema anche su scala nazionale: il premier lo spiegherà oggi ai parlamentari del Pd riuniti in assemblea sulla legge di stabilità.

LEGGI ANCHE: La legge di stabilità 2016


L'impianto non si tocca

La manovra, non si stanca di ripetere, pone le basi per la fiducia dei cittadini e per la crescita del Paese, anche attraverso l'abbassamento delle tasse. Dunque, l'impianto non si tocca. Tantomeno, affermano diversi parlamentari della maggioranza Pd, di fronte alle richieste della minoranza Pd che gioca sempre più una battaglia "congressuale, di corrente".

L'attacco delle Regioni guidate dal dimissionario presidente della Conferenza Sergio Chiamparino. Le durissime critiche alla manovra dei tecnici del Senato. Le parole del presidente dell'Inps Tito Boeri (che dovrebbe pensare piu' all'Inps e meno alle politiche del governo, afferma un deputato Pd).

I tre punti qualificanti

E il "coro costante di polemiche" della sinistra Dem. Renzi osserva da Palazzo Chigi gli attacchi "concentrici" al governo e si prepara ad affrontare la battaglia parlamentare, senza cedere il passo e confermando l'impostazione sui punti qualificanti: "Non si toccano, a costo di mettere la fiducia - elencano i renziani - abolizione delle tasse sulla prima casa, abolizione del patto di stabilità per gli investimenti, limite al contante".

Pur ribadendo la disponibilità a intervenire con correzioni ("nessuna legge di stabilità esce dal Parlamento così com'è entrata", osservano al Pd), il premier oggi ai parlamentari Dem e mercoledì ai governatori ribadirà i capisaldi e difenderà un'impostazione che "è di sinistra".

Sono stupefacenti, osserva con gli interlocutori, le polemiche interne al partito mentre "si mettono più soldi su sociale e povertà".

Cosa vuole la minoranza PD

La minoranza Pd, che sembra voler fare sponda con le Regioni (aumentano nella maggioranza su un avvicendamento di Stefano Bonaccini a Chiamparino alla guida della Conferenza), invoca ormai apertamente il congresso, ma dovranno attendere la scadenza del 2017, avvertono dal Pd.

L'obiettivo, ribattono dalla sinistra Dem, è spostare l'asse dal Partito della nazione al centrosinistra. Anche nella legge di stabilità. E riuscire quindi a imporre alcune modifiche: ridurre il tetto del contante e rafforzare la lotta all'evasione fiscale, così che il taglio delle tasse non venga fatto a debito.

E ancora: non esentare dalla Tasi i redditi più elevati, così da ricavare risorse (tra gli 800 e 1.500 milioni a seconda dell'intervento) da destinare a Fondo per la povertà, Investimenti per il Sud e minori tagli al Ssn. Punti cardine, futuri emendamenti, che potrebbero essere illustrati domani in conferenza stampa da Cuperlo e Speranza.

Il futuro di Roma

L'idea di Renzi è presentare, sulla scia del "trionfo" di Expo, "anche a Roma un dream team, una squadra di primo livello su tutto", perchè "per sei mesi" ci si concentri "su nuovi autobus, pulizia, periferie, centro storico" e non sulle "solite polemiche miopi e meschine". Allo studio c'è un decreto, collegato alla legge di stabilità, che destini alla capitale fondi (si parla di 300 milioni) per il Giubileo e intervenga su altre "emergenze", dall'Ilva al futuro di Expo.

LEGGI ANCHE: Da dove comincia il commissario Tronca

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti