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"Lasciatemi riparare la scuola o porto Renzi in tribunale"

Riccardo Szumski, sindaco in Veneto, ha denunciato il presidente del Consiglio per omissione di atti di ufficio. "Voglio una deroga alle riduzioni di spesa"

Fisco: Comune paga la mini Imu dei suoi cittadini

Riccardo Szumski, sindaco di Santa Lucia di Piave, nel trevigiano, mostra il modello F24 con cui ha pagato la seconda rata Imu dei suoi concittadini, utilizzando un avanzo delle casse comunali, 24 gennaio 2014. – Credits: ANSA/ANDREA MEROLA

Che la stretta sulla finanza pubblica locale stia soffocando i comuni italiani è un fatto che molti sindaci lamentano da tempo. Nessuno però era arrivato al punto di querelare il presidente del Consiglio. A inaugurare questo nuovo capitolo del federalismo all’italiana è Riccardo Szumski, il vulcanico primo cittadino di Santa Lucia di Piave (centro di 9 mila abitanti in provincia di Treviso), esasperato dalle conseguenze del Patto di stabilità interno sulla vita della sua comunità. La sua storia è semplice quanto paradossale. Fatte le verifiche di legge sul rischio sismico degli edifici comunali, è venuto fuori che la scuola elementare di Santa Lucia è fuori dai parametri di sicurezza e per metterla a posto ci vogliono lavori per circa mezzo milione di euro. È questo che ha dato origine al singolare duello fra lui e Matteo Renzi.

Chi legge potrebbe immaginare che il sindaco non abbia i soldi, e si sia messo in conflitto con il governo nel tentativo di accollare la spesa allo Stato. Sbagliato. Di soldi il Comune di Santa Lucia di Piave ne ha anche più del necessario (in cassa ci sono circa quattro milioni euro) ma non si può toccarli, perché il Patto di stabilità con cui il governo cerca di tenere il bilancio pubblico dell’Italia al di qua dei parametri europei, impone ai comuni di ridurre le spese di una certa quota ogni anno, e Santa Lucia è già vicina al suo tetto. "Per ora ho tamponato la situazione spostando quattro o cinque classi in uno spazio prima destinato ad attività comuni" spiega Szumski a Panorama "ma è una soluzione di emergenza e se non si interviene in fretta avremo lo stesso problema nel 2016".

Il sindaco si trova dunque nella classica alternativa del diavolo: violare il Patto, con la conseguenza di dover appesantire le tasse del prossimo anno con una multa salata, o rinunciare a fare quel che serve ai suoi cittadini e che la legge gli impone? La cosa più logica sarebbe ottenere una deroga, motivandola con l’impellenza delle necessità di spesa e l’ottimo stato di salute dei conti di Santa Lucia (a differenza di quelli di tanti altri comuni). Il sindaco assicura di averci provato, sia scrivendo alla presidenza del Consiglio sia rivolgendosi direttamente al prefetto, senza ottenere risposta. Da qui la decisione di scegliere una terza opzione: querelare il presidente del Consiglio per omissione di atti di ufficio. La denuncia è stata presentata sia alla procura della Repubblica sia ai Carabinieri di Conegliano, seguita da un altolà pubblico al prefetto, che aveva appena chiesto la collaborazione dei comuni della zona per l’emergenza immigrati: "Per favore spieghi a Renzi, Alfano e combriccola tutto ciò. Altrimenti si scordi mail e telefono del mio Comune".

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