Politica

La sfida del Giubileo e l'eredità (tragica) di Marino

Trasporti, rifiuti, strade: è qui che il commissario Tronca dovrà mettere ordine in un mese. Ad aiutarlo un team di esperti e 300 milioni di euro

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Paolo Tronca affacciato sul balcone del Campidoglio – Credits: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

La sfida impossibile c'è: il Giubileo che inizia tra 36 giorni. I supereroi anche: il neo commissario Francesco Paolo Tronca e il dream team che lo affiancherà. I superpoteri pure: 300 milioni di euro che saranno stanziati a breve.

Solo che non siamo in un fumetto ma a Roma, capitale disordinatissima, quasi impossibile da governare e dove l'imprevisto è sempre dietro l'angolo.

Tronca al lavoro

Siciliano d'origine, già prefetto di Milano e da due giorni commissario del Comune di Roma dopo la caduta di Ignazio Marino determinata dalle dimissioni di 26 consiglieri capitolini tra cui 19 del Partito democratico, Tronca ha ricevuto direttamente dal governo, quindi da Matteo Renzi, tre compiti fondamentali: importare nella Capitale il modello “Expo”, “salvare” il Giubileo e traghettare la città verso le elezioni amministrative della prossima primavera.

Ieri il primo incontro al Verano con il Pontefice per la messa di commemorazione di tutti i Santi. In mattinata il colloquio di due ore con Franco Gabrielli, commissario del Giubileo che gli ha notificato l'incarico presso la sede della Prefettura a Palazzo Valentini, poi l'insediamento in Campidoglio, con affaccio dal balcone con vista Fori e una serie di colloqui con alcuni funzionari e dirigenti dell'amministrazione per “dare un'occhiata alle priorità” e iniziare a metabolizzarle.

Tra questi il capo dei vigili Raffaele Clemente, l'ex delegata alla sicurezza (che probabilmente sarà confermata) Rossella Materazzo e il segretario generale Serafina Buarné. Incontri non casuali visto che in cima alla lunga lista di priorità che il neo commissario si ritroverà a dover affrontare ci sono proprio traffico, sicurezza e conti pubblici.

Oltre a quelli già erogati, a breve arriveranno alla Capitale altri 300 milioni. Entro la fine di questa settimana il consiglio dei ministri dovrebbe licenziare un decreto ad hoc. Renzi, che da almeno un anno non aveva più voluto avere incontri romani ravvicinati con una fascia tricolore, oggi incontrerà Tronca.

Il Governo torna ad "occuparsi" della Capitale

L'investimento è mirato a mandare ai romani il segnale che il governo ha preso in mano le sorti della loro città ma anche a risollevare le sorti del Pd uscito con le ossa a pezzi dalla vicenda Marino.

Non è detto però che il successo sia garantito. Per quanto riguarda il partito, la resa dei conti interni è già iniziata e non c'è ancora uno straccio di accordo non solo su chi sarà il prossimo candidato sindaco ma nemmeno sul metodo con cui sceglierlo (primarie sì o primarie no?). Mentre sul fronte dei problemi della città, la sintesi dell'eredità lasciata dal chirurgo la fa oggi l'ex sindaco Francesco Rutelli: “una città in cui fallivano gli appalti per comprare gli autobus, in cui la “monnezza” per essere trattata viene portata a 80 chilometri, dove la mancata manutenzione della metropolitana fa cadere un pezzo di soffitto al giorno, l'Auditorium è stato sei mesi senza un direttore, cento case popolari sono rimaste vuote perché il comune non ha fatto le graduatorie e al primo appalto del Giubileo sono arrivi gli arresti”.

Le decisioni più importanti

Come fare a porre rimedio a questa situazione in tempo per l'apertura del Giubileo tra un mese? Con i cantieri non si può. Tempo per aprirne di nuovi, oggettivamente, non c'è. Vanno ancora sbloccate le 16 gare già effettuate. L'unico modo è investire ogni risorsa su manutenzione, decoro e logistica. Già riuscire a dare una parvenza di ordine al caos che da mesi regna sovrano rappresenterebbe un successo insperato.

La grossa parte dei finanziamenti (circa 200 milioni) sarà infatti dirottata sui trasporti pubblici, croce senza alcuna delizia dei cittadini romani, di cui dovrebbe occuparsi Marco Rettighieri, uno dei sub commissari che saranno presto nominati. Atac ha ha 12 mila dipendenti e un debito di 100 milioni di euro. Autobus, metropolitane e treni sono ridotti malissimo. Un terzo dei mezzi è fermo per mancanza di manutenzione e pezzi di ricambio. Altrettanto le infrastrutture. E a breve la municipalizzata potrebbe essere commissariata.

Trasporti e rifiuti. Un binomio tragico per chiunque debba occuparsi di Roma. Soprattutto quando in città stanno per riversarsi 25 milioni di pellegrini e una montagna di rifiuti 20 volte più alta di quella attuale. Il contratto di servizio con Ama scade il 15 dicembre, proprio in concomitanza con l'inizio del Giubileo. E tra le prime decisioni che Gloria Zavatta (già responsabile sostenibilità di Expo e probabile membro del dream team di Tronca) dovrà prendere c'è quella se proseguire o meno sulla via della semiprivatizzazione decisa dall'ex sindaco e che prevede di affidare a una ditta esterna parte della raccolta dei rifiuti.

Sul fronte del sociale, l'allarme arriva dai minisindaci dei 15 municipi della città: o saranno sbloccati subito i 4,9 milioni già pronti o già a gennaio non potranno più essere erogati i servizi fondamentali e l'assistenza alle fasce più deboli. Strade, tombini ed edifici scolastici richiedono interventi di manutenzione urgenti.

A occuparsi di cultura, altro settore completamente abbandonato dalla giunta di Ignazio Marino (che ha nominato il cda dell'Auditorium solo in extremis), dovrebbe essere Carlo Fuortes. Di Sport, e soprattutto della corsa di Roma in vista delle Olimpiadi del 2024, il presidente del Coni Giovanni Malagò.

Sul fronte “legalità” il nome che continua a girare è quello del magistrato, ex assessore e commissario del municipio di Ostia già commissariato per infiltrazioni mafiose, Alfonso Sabella. Ma finora è l'unico a non essere stato ancora ufficialmente contattato. Dovrebbe occuparsi di un settore delicato come quello degli “appalti, concessioni e contratti”.

Tanto delicato da finire nel mirino del presidente dell'Anac Raffaele Cantone il quale, nella sua relazione, segnalava come nei primi 18 mesi di amministrazione Marino gli affidamenti senza gara per lavori, servizi e forniture, avrebbe subito un’impennata definita da Cantone “molto rilevante, con numeri abnormi”: l’89,7% del totale, ma con un valore in termini di importo del 74,2%, cinquanta punti in più rispetto all’ultimo periodo della giunta Alemanno.

Infine, a svolgere il ruolo di raccordo tra Campidoglio e Palazzo Chigi saranno l'ex vicesindaco Marco Causi e il sottosegretario Claudio De Vincenti. Il loro compito principale sarà quello di far correre il dream team, tenere alla larga le lentezze burocratiche che hanno contraddistinto la gestione amministrativa questi ultimi anni e mesi e, fondamentalmente, aiutare il governo a riconquistare fiducia presso i romani e la Santa Sede.

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