Politica

La rivolta dei Grillini contro lo strapotere di Di Maio

 I senatori pentastellati erano contrari a rispondere al Pd, tagliati fuori dalla trattativa anche i membri delle commissioni Affari Costituzionali   

Luigi Di Maio – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

Ieri sera l’assemblea dei deputati del Movimento 5 Stelle si è trasformata in una sorta di sfogatoio in cui quasi tutti i membri del gruppo che hanno partecipato all’incontro si sono lamentati per il modo solitario in con cui il pentastellato vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha condotto la trattativa con il Partito Democratico sulla legge elettorale.

Ai colleghi di Movimento non è andato giù che Di Maio e Danilo Toninelli per scrivere le risposte alle 10 domande poste dal Pd si siano consultati solo con Grillo e Casaleggio senza coinvolgere nessun’altro, neppure i membri grillini delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato. E proprio a Palazzo Madama il metodo Di Maio ha suscitato un vero vespaio visto che nell’assemblea dei senatori del gruppo pentastellato si era deciso di non rispondere alle domande del partito democratico.

Con il risultato che ora oltre ai malumori dei cosiddetti dissidenti anche gli storici grillini fedelissimi a Casaleggio e oggi ridotti in minoranza ed emarginati dai giochi che contano si sono trasformati in critici. Panorama ha provato a contattare i rispettivi uffici stampa del Movimento 5 Stelle alla camera e al Senato oltre che Luigi Di Maio per fornire la propria versione dei fatti ma nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali.  

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