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Ius Soli: l'appello di Pisapia

È da approvare entro la legislatura, "chi è di sinistra non può avere dubbi". Così, il fondatore di Campo Progressista sfida Matteo Renzi

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L'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

È arrivato il momento di fare "qualcosa di sinistra", avrebbe forse detto Nanni Moretti. Di certo è quello che ha pensato Giuliano Pisapia, alla guida del movimento "Insieme" e di Campo Progressista quando domenica 6 agosto ha intimato al segretario del Pd Matteo Renzi di approvare la legge sullo Ius Soli entro la fine della legislatura: "Chi è di sinistra non può avere dubbi", ha detto.

La sfida nel centrosinistra

Lo Ius Soli diventa dunque un banco di prova per la tenuta (già scarsa) del centrosinistra. Dopo il rinvio della discussione voluto dal premier Paolo Gentiloni, e il cambio radicale di atteggiamento sul tema da parte di Matteo Renzi (che dello ius soli aveva fatto un vessillo del suo programma politico) ora la sfida di Pisapia è chiara: chi è di sinistra si batterà per la sua approvazione, chi non è di sinistra non lo farà.

Il messaggio a Renzi è chiaro. Tanto che i fuoriusciti dal Pd (Mdp) si dicono pronti a "fare barricate" perché il via libera alla legge ci sia entro la fine della legislatura. "Il tempo ci sarebbe ma Renzi fa retromarcia, gli manca il coraggio", dice da Mdp Federico Fornaro. "Alla ripresa, le scelte sulla politica economica e, a questo punto, anche il destino di una legge di civiltà come lo ius soli, saranno il metro per misurare la distanza tra noi e il governo", avverte il capogruppo di Articolo 1 alla Camera, Francesco Laforgia.

I motivi dei dubbi di Renzi

Matteo Renzi ha espresso dubbi sulla possibilità di riuscire a far approvare la legge con facilità alla ripresa a settembre, anzi ha dichiarato che le possibilità di portare a casa la legge sulla cittadinanza ai bambini stranieri sono "decisamente ridotte". In molti hanno letto in queste sue parole una stretta di mano ai partiti di centro (e in particolare ad AP), che la legge non la vuole, in vista di un futuro accordo elettorale per le politiche.

I centristi hanno infatti chiesto modifiche al testo e senza i loro voti, un'eventuale fiducia non puo' passare.

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