Politica

Ho scritto solo per amore (di Silvio)

Vita e fumetti, cani e ricordi, ironia e politica. Michaela Biancofiore racconta in che modo è nato il suo libro. Dov’è riuscita a descriversi come una Bridget Jones in salsa istituzionale

Michaela Biancofiore – Credits: Imagoeconomica

È uscito il 24 giugno. Quattrocento pagine dal 1970 a oggi, dal debutto dei cartoni animati a colori al governo Renzi, la storia della Berlusconi's generation quella che oggi governa il Paese, appunto – partendo da quando lei sognò Silvio, ancora ragazzina, passando per quando finalmente lo conobbe, fino a ora che stravede per lui. Insomma, la storia vera di "una su mille che ce l’ha fatta", realizzata da Berlusconi. L’onorevole Michaela Biancofiore ha appena scritto il suo libro.

Ha scritto 401 pagine, ma chi crede di essere?
Descrivo 40 anni di questo Paese.

Diciamo meglio, se stessa.
Me stessa nei 40 anni che hanno cambiato l’Italia.

Manco Winston Churchill.
Avendo, come filo conduttore, il leader che l’ha cambiata.

Azzardo, Silvio Berlusconi.
Indovinato, dalla fondazione della tivù commerciale a oggi.

La storia di una ragazzina non fortunata, che ce l’aveva fatta grazie al grande amore per l’imprenditore che le aveva trasmesso Candy Candy e Lady Oscar, alla riconoscenza per lui e alla passione determinata con cui avrebbe scelto di adorarlo per sempre. Altro che ostacoli, questo è il cuore oltre il Grand Canyon.
Lei dice? La mia vita di ragazza nata sfortunata è stata caratterizzata dal voler vedere sempre il positivo e il bello. Poi, certo, avevo incontrato persone che stavano anche peggio di me. Ma anche loro mi aiutarono a scoprire il bello della vita.

Per esempio?
In collegio a Spoleto, in Umbria: la figlia di un bidello sardo, orfana come me ma con 6 fratelli da sfamare.

Una che incontra in collegio la sesta di 6 figli di un bidello sardo orfana, a prima vista, dovrebbe diventare comunista, non berlusconiana.
Davo già più valore a chi sapeva creare lavoro che a chi si crogiolava nella retorica del pauperismo. Sono per la produzione non per la distribuzione.

La reazione istintiva di una sedicenne con le riforme già nel sangue?
La chiami pure istintiva. Lì ha cominciato a formarsi la mia vocazione politica, la volontà di aiutare i più deboli.

Riconosce una sua omologa a sinistra? Romantica, passionale, fedele fino alla morte e il cuore sempre oltre?
Francamente, non ne vedo.

Una sola.
Maria Elena Boschi forse: un po’ romantica. Quando racconta che rientra a casa da sola, la sera tardi, con nessuno che l’aspetta e si beve da sola un bicchiere di latte. S’intravede quella malinconia che aiuta a sognare, come per me.

Beh, la chiami malinconia: siamo sulla terrazza del Grand Hotel Majestic che mangiamo...
Ero una ragazzina povera, oggi sono arrivata qui per la mia determinazione positiva. Ma vado anche alla trattoria sotto casa e a fare la spesa al supermercato.

Se ne trovano di ottime.
Chi mi conosce sa che sono una persona semplice.

Potrebbe tornare tranquillamente alla condizione di prima?
No, tranquillamente no.

Perché?
Scendere dalle stelle alle stalle è più faticoso che salire dalle stalle alle stelle.

Si considera autoironica?
Il libro è tutta autoironia, una Bridget Jones in salsa istituzionale.

Vedendola alle prese con i suoi avversari politici in tv non si direbbe.
Lì non riesco. Ne dicono troppe, troppa ipocrisia, troppa falsità, e mi arrabbio. Neanche al mio presidente piace, quando mi arrabbio. Ma il motivo vero per cui ho scritto il libro è quello.

Cioè?
Non sopporto che passi, della persona Silvio Berlusconi, un’immagine falsa, sfregiata. Non del politico, della persona. L’intenzione del mio romanzo è lì.

Dell’autobiografia, voleva dire.
Sì, che è il romanzo della mia vita.

Veniamo a Puggy, la sua carlina, la sua Dudù; anzi, la fidanzata di Dudù.
Che è l’amore mio.

La prego di non dire scemenze.
Il mio vero amore. Canta, sa?

Ho conosciuto carlini che vanno pazzi per l’algebra.
Sente la musica e canta. Le faccio sentire, Puggy, vieni qua.

Puggy, resta là.
Comunque canta.

Pensavo che avesse un vero amore alto 1 metro e 90.
Dev’essere la vendetta di Montezemolo, scusi, volevo dire di Montezuma.

Di Montezemolo è anche meglio.
L’umano di cui m’innamorai follemente arrivava forse a 1 metro e 68.

Così più alto di Montezemolo?
No, più basso. Senza ciuffo, boccoloso ma con meno capelli. E non altrettanto vaporosi.

La Valchiria, l’amazzone, Crudelia De Mon...
Crudelia non me l’ha mai detto nessuno.

Sì, l’ha detto Paola Concia. Poi Schwarzenegger in gonnella, caterpillar, bionda oca, ma lei stessa ama definirsi una kamikaze del berlusconismo, e insieme Lady Oscar o Candy Candy: non si capisce se abbia troppa autostima o troppo poca.
Sono molto sicura e molto insicura.

Francesca Pascale ha davvero le capacità politiche che lei dice?
Sì. E le voglio molto bene.

Angelino Alfano?
Ha tradito nel momento peggiore.

Mai più nemmeno un caffè con lui?
Mai più.

Tra qualche mese Berlusconi le dirà di prendere un caffè con lui, e lei lo prenderà.
No.

Tentennerà una settimana, e poi lo prenderà.
Scommettiamo.

È quasi impudica nel dichiarare la sua sconfinata dedizione a Silvio Berlusconi...
La mia dedizione a Berlusconi è sconfinata, lui è il migliore e la storia mi darà ragione.

Dichiara il suo affetto e la sua ammirazione per Franco Frattini, si proclama fidanzata politica di Berlusconi e poi si arrabbia se Il Fatto quotidiano le attribuisce relazioni amorose coi due.
Una giornalista del Fatto era dichiaratamente in cattiva fede. Ci eravamo scontrate in tv, ma anche lì ebbi la meglio.

Tante dichiarazioni contro gli omosessuali finite in cenere. Ora ci iscriviamo all’Arcigay.
Mai avuto niente contro gli omosessuali, ma non mi iscrivo.

Questa l’ho già sentita.
E la sentirà ancora.

Il matrimonio gay?
Sono favorevole alle unioni civili.

Puggy sarà fedele a Dudù?
Mai come la sua padrona al presidente.

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