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Il sindacalista si è fatto Zelig per servire la Boldrini

Da presidente Fnsi Natale si batteva contro le leggi bavaglio. Ora che è portavoce si è istituzionalizzato, con qualche ripensamento.

Il sindacalista si è fatto Zelig per servire la Boldrini

Due posizioni più lontane sulla regolamentazione del web sarebbe difficile trovarle. Eppure a sostenerle, in due diversi momenti della sua vita, è stata la stessa persona: Roberto Natale.

Prima diceva che, «visto il contributo di democrazia e partecipazione della rete, bisogna respingere ogni tipo di
bavaglio». Poi lamentava che, «ogni volta che si interviene per cancellare un messaggio od oscurare un sito,
si scatena una reazione fortissima del web che invoca la libertà e parla di censura».

La prima esternazione apparteneva ai tempi in cui Natale era presidente della Fnsi, la Federazione nazionale della stampa, la seconda alla sua nuova vita, quella da portavoce della presidente della Camera, Laura Boldrini, incarico cui è approdato dopo la sua bocciatura alle urne per Sel, stesso partito di Boldrini.

Per 10 anni a capo dell’Usigrai,il sindacato dei giornalisti Rai, per cinque presidente Fnsi, da portavoce ha dovuto cambiare un po’ marcia, istituzionalizzandosi. Quando (supportando Boldrini in un’intervista), parlava di oscurare siti, si riferiva a quelli che inneggiano alla violenza.

Ma l’esternazione vagamente censoria è suonata comunque sinistra venendo da uno che si è occupato di
lotta alle leggi bavaglio, di leggi sulla trasparenza, di tutela dei colleghi precari e di difesa di quelli minacciati dalla mafia. Da presidente Fnsi Natale ha difeso anche il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, finito in carcere per diffamazione («Sentenza sbagliatissima, da paese incivile»).

Ora i loro destini si sono incrociati di nuovo, quando Sallusti, protestando contro la mancata solidarietà di Boldrini alle parlamentari Pdl insultate a Brescia, le ha dato della «rompico...», troppo concentrata sugli attacchi sessisti alla sua persona. A rimetterlo a posto ha pensato il Natale portavoce.

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