Dario Fo, camera ardente
Politica

Il governo del M5S, perché bisogna prenderli sul serio

Trapela la lista di un ipotetico esecutivo pentastellato. E non c'è niente da ridere perché possono vincere per disperazione

Manlio Di Stefano potrebbe essere il nostro Henry Kissinger. Per il descamisados Alessandro Di Battista è pronto il ministero degli Interni. La “Mamma Roma” del M5S, Paola Taverna, ha fatto sapere di preferire il sottosegretariato alla salute («perché si è occupata di screening neonatale»).

E Vito Crimi, che speriamo non si addormenti come fece al Senato, ha già prenotato il sottosegretariato alle Riforme. Di antenne e comunicazione sarà chiamato a occuparsi l’ortodosso Roberto Fico che è presidente della commissione di Vigilanza della Rai, uno che dal 2013 ha le idee chiare: «Per me Beppe Grillo è patrimonio mondiale dell’umanità come le Dolomiti, la Costiera Amalfitana o la musica…». Bum!

Insomma, non solo il governo del M5S prende forma ma già si presenta, si spartisce ministeri e sottosegretariati, ne sperimenta e ne immagina di nuovi (non è uno scherzo).

A chi andrà il ministero della democrazia diretta? E infatti, come scrive oggi La Stampa - che del M5S è stata ed è il suo Wikileaks - gli uomini di Beppe Grillo accarezzano l’argenteria di palazzo Chigi, hanno cominciato a misurare gli appartamenti presidenziali, chiamano le imprese di trasloco che stanno ordinando i diari di “Dibba” al Viminale, insieme agli abiti da bravo ragazzo di Luigi Di Maio già appesi negli armadi di Palazzo Aldobrandini.

Ebbene, dopo aver girato l’Italia in moto, Di Battista ha scelto per sé il ministero che in passato hanno occupato Palmiro Togliatti, Mario Scelba, Giulio Andreotti e Alcide De Gasperi.

Di Battista è sicuro di gestire i grandi conflitti internazionali, di dialogare con l’Isis, come aveva già spiegato in un tweet: «Il terrorista non è un soggetto disumano con il quale non si può dialogare». «Ma io intendevo Hamas» ha poi precisato sempre Di Battista che ha anche promesso: «La prossima volta specificherò meglio».

Come Angelino Alfano, Di Battista, nelle intenzioni di Grillo sarebbe anche vicepremier con libertà d’intervento e di urlo, “per mobilitare gli attivisti”, per presenziare agli scioperi degli ambulanti di Roma che, ai giornalisti, promettevano: «Li ammazziamo tutti”.

E si spera davvero che possa essere bilanciato, e informato, Alfonso Bonafede, indicato al ministero della Giustizia, ma che prima di mettersi a studiare procedura penale, intendeva incriminare il grano saraceno, "colpevole di danneggiare il Made In Italy", ignorando che era proprio il grano saraceno un' eccellenza del made in Italy.

Se il M5s dovesse vincere le elezioni, al ministero della Salute sarà designata Giulia Grillo, chiamata anche a combattere contro vaccini, mammografie, Aids, che come ritiene Grillo, «è la più grande bufala del nostro secolo».

Di sicuro, la Grillo, non è una donna che teme la morte. È riuscita perfino a polemizzarci in occasione della scomparsa dell’ex ministro dell'Ambiente, Willer Bordon. Alla famiglia infatti spedì, con un tweet, questo necrologio: «Per redimersi c’è sempre tempo. Condoglianze alla famiglia Bordon».

Insomma ci sarà davvero da divertirsi e non solo perché il catalogo dei nuovi ministeri è già ampio: ministero antipovertà, ministero della democrazia diretta… ma anche perché, come una giostra, è già cominciata la ricerca del tecnico a cui assegnare il ministero dell’Economia (Luigi Zingales o Alberto Bagnai?).

E c’è da credere che non sarà scelto dal web, ma suggerito da Grillo, che da un po’ di tempo si proclama infallibile quando si tratta di selezionare i candidati, come ha appena fatto nella sua Genova dove ha revocato il simbolo alla candidata che aveva vinto le primarie: «La decisione è irrevocabile. Fidatevi di me».

Di indiscusso c’è solo il futuro candidato premier Luigi Di Maio, che pasticcia con le mail, che scherza con i malati di cancro («Gentiloni è come la camomilla per i malati di cancro»; «Esiste la lobby dei malati di cancro») ma che piace tanto a Grillo.

Ecco, di questo futuro governo M5S i più competenti sembrano essere l’ex concorrente del Grande Fratello Rocco Casalino (sottosegretario alla comunicazione?) e quel Paolo Becchi che prima di lasciare Grillo ne era l’intellettuale organico e che avvertiva: «Attenzione, qualcuno potrebbe prendere i fucili».

E invece davvero il M5s può vincere senza violenza ma per disperazione. Davvero Di Battista e Di Maio possono essere presidente e vice, Bibì e Bibò, davvero nell'Italia che scende il Movimento può scalare il governo. Altro che fucili! Prendeteli sul serio.

Il M5S non si è montato la testa. Del paese sono il sangue alla testa.

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