Di Mario premier, Di Battista vicepremier o agli Interni. A Di Stefano gli esteri, e un tecnico all'Economia. Il quotidiano La Stampa presenta il Governo-ombra del Movimento 5 Stelle. Una rosa di nomi che, stando al quotidiano di Torino, sarebbe stata elaborata già a gennaio e che sarebbe pronta in caso di elezioni e di vittoria dei grillini.

Dunque, come si conformerebbe questo esecutivo grillino?

A Luigi Di Maio andrebbe la Presidenza del Consiglio. È stato da sempre il candidato "naturale" del M5S a questa poltrona e si è da sempre atteggiato al ruolo almeno a parole. Ultimamente però ha perso colpi, soprattutto in merito alle vicende romane.

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Al suo alter ego interno, Alessando Di Battista, potrebbe andare o la vicepresidenza del Consiglio per restare l'uomo immagine e della comunicazione sui territori oppure un ministero e in tal caso pare possa essere quello degli Interni.

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Agli Esteri il nome più gettonato è quello di Manlio Di Stefano mentre agli Interni (se non Di Battista) potrebbe andare il magistrato Nino Di Matteo, vicino al M5S.
 
Alla Giustizia il più accreditato è Alfonso Bonafede.

Si creerebbe poi, sempre stando a quanto indicato da La Stampa, un ministero ad hoc: "democrazia diretta" per Riccardo Fraccaro mentre alle riforme potrebbe andare Danilo Toninelli.
 
Giulia Grillo (medico legale) alla Sanità con un posto di sottosegretario alla Salute per Paola Taverna.

Per il Ministero dell'Economia non ci sarebbero ancora nomi ma uno studio sulla figura di un tecnico che possa attuare i punti del programma grillino da sempre "manifesto" della politica economica a cinque stelle tra cui il "reddito di cittadinanza".

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