Paolo Gentiloni
Politica

L'autunno caldo del governo Gentiloni: scadenze e leggi da fare

La priorità? L'approvazione della finanziaria. Ma sul piatto ci sono anche elezioni in Sicilia, legge elettorale, Ius soli. Ecco date clou e strategie

Il premier Paolo Gentiloni è l'unico leader politico rientrato dalle vacanze. Di fronte a lui si profila un autunno molto caldo, con leggi imprescindibili da votare (il bilancio), alcune auspicabili (legge elettorale), altre destinate a creare zuffe verbali e forse non solo (Ius soli, che a giugno ha già portato alla contusione della ministra Fedeli in Senato).

Ecco il calendario politico del governo Gentiloni.  

Elezioni regionali in Sicilia 

Il 5 novembre si svolgeranno le elezioni regionali in Sicilia, un appuntamento importante destinato a tracciare la strada dei futuri giochi politici in vista delle elezioni del 2018. 

Se il Movimento 5 stelle ha già scelto il suo candidato e Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia caldeggia da tempo Nello Musumeci, sia il centrosinistra sia il centrodestra non hanno ancora il loro candidato. 

Angelino Alfano è tirato per la giacchetta da entrambi i poli. Anche se sembra più vicino all'accordo con il Pd, il leader di Alternativa popolare mette però in chiaro che l'alleanza in Sicilia non avrà conseguenze sul suo no allo Ius soli.

Legge di Bilancio

Come già detto al Meeting di Comunione e Liberazione, la priorità del governo Gentiloni resta il via libera alla legge di Bilancioper tenere fede agli impegni europei ed evitare l'esercizio provvisorio.

I rischi legati alla finanziaria sono comunque dietro l'angolo per la maggioranza, con i bersaniani di Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista, fuoriusciti dal Pd, pronti a dare gatte da pelare in Senato, dove servirà la maggioranza assoluta. 

Legge elettorale

Prima dell'approdo della manovra alle Camere, a metà ottobre, si affronterà l'altro tema scottante e centrale, la legge elettorale, tentando di rispondere alle richieste di armonizzazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'obiettivo è cambiare il Consultellum e rendere omogenei i due sistemi di Camera e Senato.

Dopo il naufragio del sistema tedesco corretto, il nuovo tentativo di riforma elettorale riprenderà in Commissione il 6 settembre. Silvio Berlusconi è interessato a una modifica che aiuti la coalizione di centrodestra. Sul premio alla coalizione spingono anche i dem Andrea Orlando e Dario Franceschini, che a settembre torneranno a insistere sulla necessità della coalizione di centrosinistra, Mdp incluso. Storcono però la boccai renziani.

I tempi sono strettissimi. La legislatura avrebbe la sua fine naturale il 15 marzo 2018, ma nei piani di Matteo Renzi, segretario Pd, potrebbe avere una fine anticipata, ovvero dopo l'approvazione della legge di bilancio, a fine dicembre.

Ius soli

Il governo non dimentica l'importanza della legge sulla cittadinanza, su cui pesa il no dell'alleato Alfano.

Per evitare di terremotare la maggioranza la linea del premier sarebbe di tentare l'approvazione dello Ius soli in Senato dopo che Palazzo Madama, a cui tocca quest'anno la prima lettura, avrà approvato la legge di bilancio.

Da fine novembre, secondo i calcoli dei dem, il Senato sarebbe libero per cercare la quadra sullo Ius soli dopo aver messo in sicurezza la legge di stabilità, che invece alla Camera non ha il problema dei numeri.  

Elezioni politiche 2018

Gentiloni auspica di "concludere in modo ordinato la legislatura", come detto al Meeting di Cl.

Se nel Pd prevarrà invece la linea del capogruppo alla Camera Ettore Rosato (e Renzi), lo scioglimento delle Camere è immaginabile per metà gennaio. Il passo successivo sarebbe andare alle elezioni a marzo 2018.    


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