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Politica

Finanza in Regione: parlano i capigruppo piemontesi

"Non abbiamo nulla da temere, conti in ordine". Ecco quello che ci hanno detto i presidenti dei tre principali partiti (PD, PDL, LEGA) dopo l'arrivo dei finanzieri. I documenti: bilanci 2011 del gruppi e rimborsi di tutti i consiglieri regionali

La Guardia di Finanza negli uffici del  Consiglio Regionale del Piemonte. Obiettivo: acquisire documentazione relativa  alle spese dei gruppi. Si tratta (per ora)  di un'inchiesta senza  indagati («modello K») avviata nei giorni scorsi dalla Procura di  Torino che è stata confermata da Gian Carlo Caselli, procuratore capo di Torino, che l'ha definita «una ricognizione di situazione».  L'acquisizione dei documenti ha riguardato tutti i gruppi consiliari per  le spese e i rimborsi a partire dal primo gennaio 2008. Ecco che cosa ne pensano (a caldo) i tre principali capigruppo in Regione: Mario Carossa (Lega Nord), Luca Pedrale (PDL) e Aldo Reschigna (PD).

La Guardia di Finanza in regione Piemonte: avete qualcosa da temere?
CAROSSA (LEGA).  Abbiamo dato alla Guardia di Finanza tutta la documentazione richiesta e vorrei ben vedere. Siamo anche molto ordinati, ci hanno fatto anche i complimenti. E va benissimo. Perché essendo tranquilli, se c'è trasparenza è meglio. Così si spazzano via tante voci. Se un magistrato ha deciso di procedere in questa direzione, ripeto, va benissimo. Noi non abbiamo nessun problema a dare tutto quanto, quindi non mi preoccupa la questione. Certo che sarebbe più bello non accadessero cose come queste. Nulla da temere per la Lega? Certo, nulla da temere.

LUCA PEDERALE (PDL). È ovvio che l'operazione di oggi non ci ha colto di sorpresa. E'  avvenuto in altre regioni, sta avvenendo anche in Piemonte, era una cosa  che prevedevamo. Noi siamo stati contenti della visita da parte della  Guardia di Finanza perché ha potuto verificare la nostra documentazione e  le nostre procedure, che sono sempre state molto rigorose e  trasparenti. I finanzieri poi sono stati molto corretti e gentili. Noi  ci sentiamo tranquilli, non abbiamo nulla da temere. Dopo il caso del  Lazio era inevitabile che partissero verifiche in tutte le regioni. È  giusto che sia stata fatta anche da noi. Se questa operazione sposterà  gli equilibri in Consiglio? Non credo. Per il momento, non ho segnali in  questo senso.

RESCHIGNA (PD). Quella di stamattina è un'operazione che considero positivamente. Perché di fronte agli scandali che hanno attraversato la Regione Lazio, un controllo in quello che è stato fatto anche nelle altre regioni penso che sia l'unico mezzo per tranquillizzare l'opinione pubblica. Non so quale sia la situazione degli altri gruppi. Non ho alcun sospetto e nessuna convinzione al riguardo, non so se l'operazione della Guardia di Finanza farà emergere anomalie nei bilanci. Io posso parlare del mio gruppo, di cui sono presidente del 2010. Ho consegnato personalmente agli inquirenti tutta la documentazione contabile, spiegando quali sono le regole di funzionamento che riguardano il gruppo del Pd. Era mio dovere di cittadino. Se quanto successo potrà cambiare gli equilibri politici della Regione? Non sono in grado di dirlo. Certo, dà l'idea di quanto sia difficile oggi il rapporto tra il cittadino e la politica. Anche se non ci voleva questa operazione per capirlo.

Cosa ne pensa del sistema per presentare il bilancio in Regione? Due voci per le entrate, tre per le uscite. Le sembra sufficiente?
CAROSSA (LEGA). È quello che ci siamo trovati. Abbiamo visto che non era sufficiente e infatti abbiamo dato l'ok alla modifica che è stata proposta dall'ufficio di presidenza. L'abbiamo sempre detto. Se c'è un sistema che consente maggiore trasparenza, ben venga, nessun problema.

PEDERALE (PDL). Si possono precisare le voci, certo. Da parte nostra, abbiamo intenzione tra l'altro di far certificare il bilancio 2012 da un revisore, anche se non ci sarebbe ancora l'obbligo. Questo per dare maggiore garanzia di trasparenza e di tranquillità. Per il futuro, vogliamo inserire alcuni provvedimenti per rendere più rigorosa la spesa del Consiglio regionale. Come ad esempio, l'eliminazione dei viaggi aerei all'estero, che non riteniamo più opportuni, anche se a dire il vero non sono mai stati tanti. Poi, vogliamo ridurre il numero di consiglieri, che dovrebbero scendere a 50. E vogliamo impedire che vengano nominati assessori esterni. E' una spesa inutile. Tra la riduzione dei consiglieri e il blocco nelle nomine degli assessori, possiamo risparmiare circa 24 milioni di euro per legislatura, che non è poco. Non voglio esagerare, ma molte cose noi le avevamo già fatte nel recente passato proprio in nome di una maggiore sobrietà e trasparenza.

RESCHIGNA (PD). No, non è sufficiente. Ma non glielo dico oggi che c'è stato lo scandalo nel Lazio. A settembre del 2011 il nostro gruppo ha presentato una proposta che chiedeva che i rendiconto dei gruppi venissero fatti in modo dettagliato e che fossero certificati da un revisore dei conti nominato a sorte dal Consiglio regionale. Trovo anch'io incomprensibile agli occhi esterni il modo in cui fino a oggi sono stati presentati.

Ma se dovessi chiederle la cifra precisa relativa a quanto è stato speso dal vostro partito per cene, incontri, manifesti, lei saprebbe dirmelo?
CAROSSA (LEGA) Su due piedi, no. Diciamo che di manifesti sicuramente qualche decina di migliaia di euro. Dico da 40 a 50 mila, ma lo prenda con il beneficio dell'inventario, dovrei farmi tirare giù i resoconti. Però, penso di non sbagliarmi di molto. Spese per le cene? Beh, penso un altrettanto. Dodici consiglieri che incontrano il sindaco, i cittadini e compagnia bella, siamo intorno a quelle cifre lì.

PEDRALE (PDL). Guardi, sono fuori ufficio, non ho sottomano le carte. Se crede, gliele posso far spedire via email domani mattina... (non ho ancora ricevuto nulla, ndr)

RESCHIGNA (PD). Non posso entrare nel dettaglio, perché non ho davanti a me il prospetto che come le dicevo stiamo finendo di preparare. In ogni caso, le posso dire che per spese di iniziative a carico del gruppo, e mi riferisco a manifesti, organizzazione di dibattiti, assemblee e convegni, e non spese di ristorante per essere chiaro, abbiamo speso 62.546 euro. Mi chiede degli altri 220 mila da dettagliare? Le posso  dire che abbiamo speso 80.050 euro per le cosiddette spese di funzionamento del gruppo, che comprendono le bollette telefoniche, la cancelleria, le stampe di manifesti e volantini e tutto ciò che ha che fare con l'attività del nostro gruppo. Per intenderci, nessun consigliere Pd ha il cellulare pagato con i finanziamenti del gruppo. E non possediamo carte di credito.

La sua opinione sullo scandalo che ha investito la Regione Lazio?
CAROSSA (LEGA). Mi permetta la battuta: io mi sento parte lesa come consigliere regionale. Ne parlavo proprio stamattina con un paio di consiglieri di opposizione. Quanto è accaduto mi fa incazzare da matti. Perché mi risulta che cose del genere non accadano in Regione Piemonte. Poi, la gente fa di tutta l'erba un fascio, soprattutto in questo periodo.

PEDRALE (PDL). Come sempre, queste cose bisogna conoscerle bene e vederne la conclusione. Se è vero quanto è emerso dai giornali, è evidente che ci sono stati dei casi di sicura illegittimità e probabilmente illegalità, e poi certo, una eccessiva superficialità e scarsa sobrietà, diciamo così. Comunque, al posto della Polverini non mi sarei dimesso. Le responsabilità eventuali, e sottolineo eventuali, sono del Consiglio regionale, non della Giunta. Nel momento in cui ti dimetti, paralizzi l'attività della regione ed è sempre una cosa drammatica dal punto di vista politico e sociale.

RESCHIGNA (PD). Guardi, io mi considero una persona onesta. Se dovesse iniziare un procedimento penale, credo che mi costituirò parte civile. Perché lo scandalo di cui stiamo parlando, che io ritengo vergognoso, danneggia l'immagine di tutti. E in questo momento, chi fa politica sente il distacco e la difficoltà nel rapporto con le persone. Se capisco la reazione indignata dell'opinione pubblica? Bisognerebbe essere una bestia per non capirla. Vorrei aggiungere che i fondi che la Regione Piemonte assegna oggi ai gruppi consiliari sono complessivamente pari a circa 8 milioni di euro. Nel settembre 2011, abbiamo presentato una proposta che prevedeva la riduzione di questi fondi a 5 milioni di euro. Siamo convinti che del tema dei costi della politica non si possa solo parlare. Bisogna agire in termini di concretezza. Dopo tanta melina all'interno del Consiglio regionale, qualcosa finalmente si muove.

Per chiudere, lei se la sente di garantire per la correttezza dei consiglieri del vostro partito?
CAROSSA (LEGA). Assolutamente. Perché ho un'impiegata di riferimento che si occupa proprio di questo a cui ho detto chiaramente: qualsiasi cosa che non ti convince, da qualsiasi parte provenga, me lo dici. Ripeto, posso metterci la mano sul fuoco. Nella Lega Nord non ci sono state assolutamente spese non corrette.

PEDRALE (PDL). Assolutamente sì.

RESCHIGNA (PD). Ci metto la mano sul fuoco. Per la semplice ragione che le risorse sono al 90% gestite dal sottoscritto su decisione collettiva del gruppo. E io sono abituato a controllare i conti. Non stacco assegni in bianco. Sono io il responsabile e lo faccio fino in fondo. Per essere chiari, i consiglieri del Pd non gestiscono 100 mila euro all'anno.

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