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Politica

Fornero-Patroni Griffi, sui dipendenti pubblici lo scontro è rinviato in Parlamento

Lei vuole parità anche sui licenziamenti. Lui mette le mani avanti. Mario Monti mette pace. Per ora

Il ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione Filippo Patroni Griffi e la ministra del Lavoro Elsa Fornero alla Camera (Credits: ANSA / GIUSEPPE LAMI)

Elsa Fornero, ministro del Welfare, e Filippo Patroni Griffi, ministro delle funzione pubblica. Alzano la voce, si scontrano sulla necessità o meno di estendere il nuovo articolo 18 anche ai dipendenti pubblici . Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, interviene e li mette in riga. Troppo alto il rischio di mostrare debolezza o di apparire come un gruppo di governo che perde i colpi e si sfalda.

Quindi, sugli statali, per favore, nessuno scontro. E così in serata la pace è presto fatta.

Fornero chiarisce. La sua idea, già espressa qualche settimana fa, di estendere la riforma dell'articolo 18 anche ai dipendenti pubblici rendendoli dunque più facilmente licenziabili in nome di una parità insita anche nella sua missione di ministro delle pari opportunità, lascia il posto alla diplomazia: "Il primo obiettivo della delega che presto sarà discussa dal Consiglio dei ministri è migliorare la Pubblica amministrazione.

Il secondo è renderla più efficiente. Il terzo è aumentare la sua produttività. Il quarto è renderla più efficiente", si legge in una nota congiunta distribuita nella serata di ieri dai due ministeri.

E intanto Patroni Griffi che nella giornata aveva chiarito come nella delega non ci sarebbe stata norma alcuna sui licenziamenti disciplinari dei dipendenti statali e che la materia sarebbe stata discussa solo in Parlamento, incassa un punto a suo favore. "Sciogliere il nodo dei licenziamenti non sarà semplicissimo per il Parlamento", ha sottolineato "perché bisogna definire la responsabilità dei dirigenti per il pagamento degli eventuali indennizzi". (leggi qui per capire come funzionano i licenziamenti pubblici )

Ma sa bene che il tema dell'adeguata gestione dei dipendenti pubblici in termini di produttività è centrale se si vuole creare efficienza nella pubblica amministrazione. Ma certo non è l'unico strumento. Anzi. I tagli alla spesa e poi il controllo e l'adeguata gestione delle forze in campo già sarebbero due buoni deterrenti agli sprechi (di ore, di lavoro e di denaro) di cui lo Stato (e quindi i cittadini) si fanno carico.

Appuntamento rimandato, quindi, in Parlamento. Dove tutto diventerà più difficile. Anche di un faccia a faccia con la dura Fornero e con la sua riforma. (qui la nostra P-Story sulla riforma del lavoro )

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