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Politica

'Varese? Un buon esempio'

Attilio Fontana, sindaco della città lombarda, chiarisce sulle spese comunali; zero sprechi e buona politica

Il sindaco di Varese, Attilio Fontana, ad una manifestazione dei sindaci italiani (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

"Lo ammetto, quando ho letto il vostro articolo e quella cifra assurda di oltre 4 mln di euro che avrei usato per le spese di rappresentanza sono rimasto di sasso. Anche perchè in realtà sono stati 15mila e spiccioli..."

Attilio Fontana, l'attuale sindaco di Varese, parla dal suo ufficio con la voce bassa, quasi scandendo le parole, per voler essere il più chiaro e preciso possibile perché soprattutto in questo momento di "antipolitica" galoppante passare per uno della casta è semplicissimo. Ad esempio è bastato un errore nostro (ce ne scusiamo ancora con il diretto interessato e con i lettori) su un pezzo pubblicato la scorsa settimana sui conti della Provincia e del Comune di Varese (nei quali appunto abbiamo in principio raccontato di quelle presunta cifra da record) per scatenare la rabbia di alcuni cittadini. Ma allora, sindaco, qual'è la verità?

"Per quanto riguarda le spese di rappresentanza, nel 2011, sono arrivate a 15.274 euro; una cifra bassa se paragonata a quelle di altri enti pubblici finiti nell'occhio del ciclone. Aggiungo poi che si è trattato di un anno gravoso dato che abbiamo avuto l'onore e la fortuna di ospitare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per una visita che però, data l'importanza dell'ospite ci è costata 4.200 euro. Quest'anno abbiamo impegnato in tutto 6 mila euro, di cui 1300 per gli auguri natalizi. Anche qui. Non pensiate che si tratti di regali e spese per i politici, perchè sono soldi utilizzati anche per i regali agli anziani della città e per i 700 dipendenti comunali"

Dalle spese di rappresentanza alle auto blu. Sul sito del Governo ne sono segnate oltre 50...

"Anche qui ci vuole chiarezza. Se parliamo di auto blu, quelle ufficiali con tanto di autista il Comune di Varese non ne ha, lo ripeto, non ne ha nemmeno una. Ne aveva una, vecchia, non funzionante che è stata rottamata. Quelle presenti sul sito del governo sono auto di servizio. Anche su queste stiamo lavorando. 18 o 19 le abbiamo eliminate quest'anno (8 auto e 6 moto rottamate e altre 5 auto vendute ad un'asta pubblica); altre le abbiamo ridotte cercando di accorpare i bisogni di vari uffici..."

E lei, se posso chiedere, con cosa viaggia?

"Io viaggio per lo più con la mia macchina, in caso di impegni istituzionali mi muovo invece con una vettura civetta della polizia municipale. Ma soprattutto in questo momento di crisi e sacrifici sto ben attento a non spendere nemmeno un euro delle casse comunali. Le faccio due esempi che non ho mai fatto ma che, vista la situazione, mi sembrano doverosi: primo. quando vado a Roma per le riunioni dell'Anci (associazione dei comuni italiani) avrei diritto al rimborso del pranzo che non chiedo. Mi prendo un panino al volo e lo pago di tasca mia senza chiedere il rimborso, me ne vergognerei. Secondo: se per motivi istituzionali ho a pranzo un collega o una persona importante pago io, e basta. Senza storie"

C'è stata polemica in città sull'aumento del prezzo dei biglietti e sui permessi di circolazione..

"Polemiche pretestuose. Sul trasporto pubblico locale c'è stato un taglio del governo che dalle regione è rimbalzato sui comuni. Noi siamo stati già bravi, avremmo potuto chiedere due aumenti del 10%, uno a luglio ed uno a settembre. Ma abbiamo chiesto solo il primo e non il secondo compensando con una razionalizzazione delle corse. Sul secondo poi bisogna avere il coraggio, se si vuole fare polemica, di andare fino in fondo..."

In che senso?

"Guardi, in totale i permessi sono 400. Sa quanti sono quelli concessi ai cosiddetti membri della casta? 18. Bene, c'è chi ha voluto fare polemica su quei 18 senza però andare a guardare gli altri 382 che arrivano da altri enti pubblici, inps, magistratura, uffici vari e persino giornalisti. Si è cercato di far passare per sporcaccioni i soliti 18 senza però andare a vedere chi fossero gli altri. E questo non mi sta bene. Anche perchè se me lo chiedessero io sarei pronto a ritirare questi permessi anche domani. Ci metterei io stesso un po' di più ad arrivare al lavoro ma lo farei senza problemi. Uscirei un po' prima".

Ma come sta vivendo la città questo periodo di crisi?

"Ci sono, come normale, diverse lamentele. Ad esempio stamattina una signora ha telefonato indignata perché la via di casa sua andrebbe riasfaltata. Ed ha ragione, anzi, so benissimo che molte altre strade sono nella stessa brutta condizione. Il problema è che siamo con le mani legate dal patto di stabilità. Tenga presente che negli ultimi due anni abbiamo versato, risparmiato, insomma "messo da parte" ben 15 milioni di euro che giacciono nelle casse dello stato ad un rendimento praticamente nullo dell'1% ed io non posso toccarli proprio per rispetto al Patto. Li avessi a disposizione potrei sistemare tutte le strade della città e costruire il Teatro Nuovo che serve tanto a Varese ed ai varesini. Invece posso solo limitarmi alla sistemazione delle urgenze. Si fidi, non è bello e non è facile".

Crede quindi che Varese sia un esempio di buona politica?

"Penso proprio di si. Soprattutto se paragonato a quanto accade in altri comuni, province o regioni finite al centro delle cronache di questi mesi".

Forse anche per questo che nei giorni scorsi si è fatto il suo nome come possibile candidato della Lega Nord alla guida della Regione Lombardia?

"Voci, voci, che fanno piacere perché significa che qualcuno capisce ed apprezza il tuo lavoro. Ma non c'è mai stato nulla di serio. Ho ancora diversi anni di mandato e vorrei finire il mio lavoro qui a Varese"

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